Posts Tagged ‘armagnac tradizionale

01
Set
15

L’armagnac millesimato

Una delle particolarità dell’armagnac tradizionale è di offrire, apparentemente in modo inesauribile, quasi tutte le annate del 1900.

La differenza con il cognac salta all’occhio subito: dove questo cerca di celare l’età del distillato sotto sigle misteriose e mariages sempre poligamici, l’armagnac tradizionale si vende puro e vergine, con tanto di anno di nascita e di “messa a riposo”.

Dalle mani del vignaiolo al vostro bicchiere - armagnac tradizionale - da www.armagnac.fr

Dalle mani del vignaiolo al vostro bicchiere – armagnac tradizionale – da http://www.armagnac.fr

Quindi uno degli atout dell’armagnac è di poter essere regalato al vostro zio o nonno, pur se di età veneranda, con la sua stessa data di nascita, anche se probabilmente senza lo stesso invecchiamento. Di solito questo raramente oltrepassa i 40 anni.

Ma si tratta solo di un’abile tecnica di marketing, o è realmente possibile?

Tradizionalmente l’armagnac superiore a 10 anni viene venduto in questo modo: la bottiglia riporta l’anno di distillazione, e su una contro-etichetta quella di messa in bottiglia. Per cui un distillato del 1980 messo in bottiglia nel 2000 vi indicherà un invecchiamento in botte di 20 anni.

Possiamo fidarci di chi ci vende un prodotto che magari pretende di essere più vecchio di nostra madre, senza dubitare che negli anni sia stato “allungato” o pasticciato da sembrare invecchiato più di quello che è, al contrario di quanto cercano di fare gli uomini, e le donne? Ecco la verità.

Armagnac millesimati – dal sito istituzionale http://www.armagnac.fr

Intanto, nell’armagnac NON esistono annate migliori, a differenza del vino. Se chiedete alla James Bond un Dom Perignon 1959, con l’armagnac 1959 potrebbe andarvi male. Troppe nei distillati sono le variabili in gioco da maison a maison, e da botte a botte, per definire una vendemmia perfetta. Quindi, non vi conviene pretendere una data determinata sulla bottiglia; se potete, assaggiatene diverse, tenendo a mente che il vostro gusto è il primo parametro: cercate finezza, potenza, lunghezza, frutto?

Anche la durata dell’invecchiamento non è un fattore determinante: NON è vero che più invecchiato = più pregiato. In linea di massima gli armagnac dànno il loro meglio da 15 a 25-30 anni di maturazione in botte; oltre tendono a prendere troppo gusto tanninico dal legno e a perdere frutto ed eleganza, lasciando in bocca un retrogusto asciutto ed amaro.

Un millesimo 1965 per esempio non è detto sia meglio di uno 1990, anzi spesso non lo sarà affatto. Il più delle volte inoltre i vecchi millesimi NON hanno speso in botte tutti i loro anni, poichè raggiunta la maturità vengono trasferiti in bonbonnes ovvero damigiane, che ne fermano l’evoluzione.

Non avrete quindi certezza alcuna che un armagnac del 1965 abbia speso tutta la sua vita in botte; può benissimo succedere che sia stato messo in vetro nel 1990, ed imbottigliato nel 2015; per cui, se apparentemente è un armagnac di 50 anni, in realtà è un’acquavite di 25 anni. Solo ai distillati è concesso di fermare il tempo, purtroppo!

Armagnac millesimato 1945 - l'annata impossibile

Armagnac millesimato 1945 – l’annata impossibile

Infine, ma questo è un piccolo segreto che vi offro, e che terrete per voi, le annate di armagnac anteriori al 1970 devono essere considerate sospette per il motivo che fino ad allora non c’era alcun controllo sugli stock millesimati. Bastava un’attestazione del produttore, et voilà, il commerciante – detto négociant – poteva “documentare” di aver a disposizione l’annata desiderata, persino la mitica 1945, quando una terribile gelata il primo maggio di quel funesto anno annientò le viti in tutto l’Armagnac ed a Bordeaux, rendendo di fatto aleatoria qualunque raccolta. Di distillato, quell’anno, non se ne fece che qualche misera botte. Eppure, cercatela, la troverete in abbondanza, e a caro prezzo. È pressoché certo che non sarà autentica, ma di annate vicine.

Per cui quando un produttore vi offre nel suo catalogo tutte le annate del 1900 senza buchi, diffidate della serietà della Casa. Vi stanno prendendo in giro. Non tutti i négociants – che, ricordiamo detengono circa l’ 85% del commercio dell’armagnac – sono poco affidabili, ma è molto meglio rivolgersi ai piccoli produttori di serietà comprovata che hanno stock erratici. Sarete serviti meglio.

Soltanto ragioni sentimentali, quindi, vi faranno sborsare un piccolo capitale per una bottiglia di un particolare anno; non ne vale la pena. Siete stati avvisati, quindi caveat emptor !

© 2015 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

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08
Mag
15

Armagnac Ténarèze – le zone dell’Armagnac

L’Armagnac Ténarèze è il cru o sottozona centrale della AOC Armagnac; queste terre sono una zona di transizione tra il Bas Armagnac sabbioso e il Haut Armagnac calcareo e pietroso.

La zona prende il nome da un cammino di transumanza anteriore all’epoca gallo-romana che collegava la regione di Bordeaux ai Pirenei: secondo una tradizione si pensa che derivi dalla corruzione del latino medievale iter Cæsarum, ossia Via Imperiale (dei Cesari); la sua particolarità era di essere tracciata sullo spartiacque tra la Garonna e l’Adour, così da non dover attraversare mai né ponti né guadi; nei tempi medievali importante dettaglio: percorrendola non si pagava pedaggio a nessun signore locale !

Carta dei crus dell’AOC Armagnac – CC license – author Pinyaev

Numerosi fiumi torrentizi, di cui la Baïse è l’unico navigabile, hanno solcato le sue valli da sud a nord, creando una grande varietà di terreni e paesaggi: per questo l’Armagnac Ténarèze è un territorio la cui vocazione agricola è più diversificata del Bas Armagnac, potendo produrre vino – di cui solo una modesta parte è distillato – cereali, girasoli, colza e ospitando pascoli e grandi allevamenti di animali da cortile. Nelle sue variegate ondulazioni questa zona viene spesso chiamata la Toscana della Francia.

Vigneti nell’AOC Armagnac – sullo sfondo i Pirenei – da http://vinocamp.fr

Si estende interamente nel Gers, ed in piccola parte nel Lot-et-Garonne; la località più importante è Condom; i terreni sono a prevalenza argillo calcarea, compatti ma meno asciutti che nel sabbioso Bas Armagnac, mentre il clima è leggermente più arido e caldo.

La differenza nelle pratiche di elaborazione dell’armagnac tra Bas Armagnac e Ténarèze è minima; tuttavia in quest’ultima si tende a distillare a grado più alto da 54° a 62°, e soprattutto si coltiva poco il Baco, che vegeta male nei terreni compatti. Gli vengono preferiti Colombard ed Ugni Blanc, e oggigiorno si riscopre sempre di più anche la fine Folle Blanche detta Piquepoult, il vitigno antico dell’Armagnac, per produrre distillati più leggeri ed aromatici.

Le zone di produzione pregiate sono quelle dove i terreni perdono la loro compattezza ed il calcare cede ad un po’ di sabbia, oppure dove diventano sabbioso-argillosi (boulbènes) quindi al limite del confine con il Bas Armagnac. La migliore zona sembra essere quella attorno a Montreal du Gers.

L’armagnac Ténarèze ha la caratteristica di evolvere più lentamente rispetto al Bas Armagnac: le acquaviti sono scontrose e dure in gioventù, per poi cominciare ad ammorbidirsi e ad acquistare profondità verso il decimo anno. Hanno quindi attitudine all’invecchiamento, potendo maturare per molto tempo: le possiamo gustare nel loro splendore dal ventesimo al trentesimo anno circa. Ecco perché vengono distillate a gradazione maggiore: saranno i lunghi anni passati in botte a diminuirne la forza. Non è quindi raccomandabile bere un armagnac Ténarèze troppo giovane.

Il paesaggio del Ténarèze in estate

Il paesaggio del Ténarèze in estate

Qualitativamente l’armagnac Ténarèze non è da meno del Bas Armagnac. Questa appellation sa regalare distillati di grande complessità e struttura, focosi nello spirito, e variegati negli aromi, sebbene più rustici e spigolosi dei loro fratelli. C’è chi dice che siano le sole acquaviti a profumare di violetta, ma è praticamente una leggenda.

Non è facile trovarne in commercio in purezza, almeno in Italia.

Una nota a margine: l’armagnac senza menzione della sottozona proviene dalle miscele dei tre crus, più comunemente dai soli Bas Armagnac e Ténarèze. Non si tratterà mai di armagnac tradizionale.

© 2015 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

15
Nov
14

Armagnac tradizionale – cos’è – caratteristiche, produttori, e zone

L’armagnac è relativamente poco conosciuto in Italia, e quel che se ne sa non è sempre del tutto chiaro.

Abbiamo già spiegato come l’armagnac assomiglia al cognac, e come se ne differenzia. Vediamo un po’ meglio questo grande distillato di Francia, il più antico certamente, forse addirittura il più antico d’Europa.

Intanto il dato fondamentale, le dimensioni della produzione: ogni anno si distillano circa da 5 a 7-8 milioni di bottiglie di questa acquavite, contro 155-160 milioni di bottiglie di cognac. Il confronto quindi è impietoso: ci sono in commercio ogni anno da 20 a 30 bottiglie circa di cognac per ogni singola bottiglia di armagnac, e la metà di quest’ultimo è venduta in Francia.

La produzione quindi è relativamente esigua: l’armagnac di qualità (una parte soltanto del distillato annuo) è di conseguenza ancora più difficilmente reperibile.

Già dal tipo di terreno l’armagnac si distingue dal cognac: infatti la maggior parte dei migliori suoli della contea è sabbiosa (sables fauves), contro i suoli gessosi della migliore regione di Cognac (Grande Champagne). Il clima del sud è certamente più caldo, ed i vitigni principali sono quattro, mentre nella Charente la stragrande maggioranza dei vini è data dal solo trebbiano detto Ugni Blanc.

Un vigneto nella regione del Bas-Armagnac – CC license – author: Jibi44

Già questi accenni fanno capire che ci troviamo davanti a differenze importanti: aggiungiamo il tipo di distillazione tradizionale diverso e ad un grado alcolico inferiore, come si diceva; l’invecchiamento senza miscelare le annate tra loro, e la riduzione del tenore alcolico per sola evaporazione (senza aggiungere acqua distillata), ed avremo il profilo completo dell’armagnac.

Queste singolarità – sia chiaro, stiamo parlando dell’armagnac tradizionale, non di quello commerciale (senza annata) – rendono questa grande acquavite affascinante, e ricca di personalità. Nondimeno l’abbondanza di aromi ed il fuoco fiero dell’alcool, quasi sempre oltre 45°, ne fanno un distillato non facilmente avvicinabile da tutti i palati.

Labastide d’Armagnac (Landes), uno dei più caratteristici villaggi fortificati della contea, con i porticati e la piazza inghiaiata – CC license – author: Jibi44

La produzione avviene in gran parte su scala familiare, ed affianca le altre attività agricole, pressoché sempre prevalenti sulla distillazione. La distillazione è spesso effettuata al domicilio del vignaiolo da specialisti per mezzo di alambicchi semoventi, a volte è il vino che viene portato dal distillatore. Le tenute provviste di alambicco, comuni nella regione di Cognac, sono qui una rarità.

I produttori che si dedicano totalmente all’armagnac si contano sulle dita di una sola mano, e praticano distillazioni esigue: queste quasi mai superano le due dozzine di barili all’anno (approx. 14000 bottiglie). I loro stock sono nell’ordine di qualche centinaio di botti al più. Nei produttori di cognac lo stock può arrivare a 1000 volte tanto.

L’armagnac tradizionale deve avere queste caratteristiche una volta in bottiglia: una grande concentrazione aromatica, un grado alcolico compreso tra 44° e 49°, nessuna diluizione con acqua, e l’indicazione d’annata della vendemmia, accompagnata dalla data di messa in bottiglia. L’indicazione del nome del domaine di origine completa l’etichetta; talvolta questo è presente anche se il distillato viene imbottigliato con il nome di un commerciante non produttore. Da giovane (meno di dieci anni di invecchiamento) non è raccomandabile gustare un armagnac d’annata, mentre tra 20 e 30 anni è il momento giusto. Ovviamente ci sono eccezioni ai due limiti della scala.

Una serie di armagnac tradizionali della maison Darroze (Roquefort), il più celebre dei commercianti di questo distillato - fonte: sito www.tourismelandes.com

Una serie di armagnac tradizionali della maison Darroze (Roquefort), il più celebre dei commercianti di questo distillato – fonte: sito http://www.tourismelandes.com

Gli armagnac tradizionali appena distillati sono crudi e spigolosi per l’abbondanza di componenti aromatici e l’alta gradazione (52°-58°): solo dopo 15 anni almeno questi composti (esteri ed acidi grassi) si saranno lentamente ossidati in botte e l’alcool evaporato, donando complessità ed il famoso rancio al distillato.

Nel cognac i crus determinano effettivamente una gerarchia qualitativa, particolarmente con l’invecchiamento. Nell’armagnac i crus contano relativamente, esistono ottimi Ténarèze così come pessimi Bas-Armagnac. La differenza la fanno i produttori piuttosto che le annate od il terreno: i Bas-Armagnac tuttavia maturano più velocemente dei Ténarèze.

Si può così capire come un armagnac d’annata, indipendentemente dalla zona di origine e dall’anno di produzione, sia un distillato potenzialmente pieno di aspetti interessanti per le caratteristiche produttive intrinseche. Non c’è garanzia che sia sempre buono, ma almeno l’acquavite vi riserverà il fascino della scoperta.

© 2014 il farmacista goloso (riproduzione riservata)




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