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i cognac millesimati o d’annata (vintage cognac)

I cognac millesimati sono distillati di cui viene indicata l’annata di produzione. Non sono molto frequenti sul mercato, men che meno su quello italiano, generalmente perché si tratta di piccoli lotti, spesso imbottigliati da case piccole. È molto raro che le cinque grandi maison mettano in commercio annate singole dei loro cognac, tuttavia negli ultimi tempi le case Camus e Rémy Martin hanno cominciato a farlo con qualche lotto di eccezione, a prezzi da amatore.

Un cognac millesimato - maison Trijol - Borderies 1970 L'etichetta riporta la data di imbottigliamento: nov. 2007, quindi questo cognac ha 37 anni, secondo l'uso.

Un cognac millesimato – maison Trijol – cru Borderies 1970
L’etichetta riporta la data di imbottigliamento: nov. 2007, quindi questo cognac è invecchiato 37 anni, secondo l’uso charentese. 40° alc.
© 2013 il farmacista goloso

Al contrario, nella regione produttrice dell’armagnac, questa indicazione è frequente, per la tradizione di distillare ed invecchiare separatamente le singole annate; è comune quindi trovare in commercio armagnac di pressoché tutti i millesimi dal 1900 in poi, anche se l’unica garanzia dell’età è lasciata alla serietà del produttore. Per il cognac non è così, poiché vige una garanzia legale molto severa.

Fino al 1962 la legge non dava regole sull’indicazione dell’annata del cognac in etichetta, lasciandone l’uso tradizionale ai pochi produttori specializzati, di solito rivolti al mercato inglese. Da quell’anno, su pressione delle grandi Case, e in seguito a frodi che avevano portato discredito al distillato, il BNIC, l’ente di controllo del cognac, ne vietò l’uso, con pochissime eccezioni.

Il divieto durò fino al 1975, quando con una legge si permise di indicare il millesimo dei distillati a condizione che il produttore potesse fornire una documentazione fiscale comprovante l’età delle singole botti. In effetti alcune aziende tenevano degli stock in chais separati da un cancello a doppia serratura, una delle quali poteva essere aperta solo dalle autorità vigilanti. In questo modo poterono da allora imbottigliare distillati con data ufficialmente garantita.

Il divieto è stato trasformato in permesso ufficiale a tutti i produttori, con una legge del 1987, che permette di imbottigliare cognac di annata singola, purché custodito col metodo detto poco fa, della doppia serratura, oppure facendo sigillare le singole botti dall’ente controllore, e sempre tenendo accurate scritture fiscali dello stock. Dal 1988 quindi molte aziende possono offrire cognac millesimati a partire da questa annata, e parecchie case se ne avvalgono per diversificare la loro offerta.

Due casi particolari e in parte diversi per caratteristiche, su cui torneremo, sono i cognac early landed / late bottled, di uso tradizionale in Inghilterra, ed i cognac antichi che talvolta le aste offrono.

Un altro cognac millesimato - un raro cru Borderies brut de fut 1975 - 43,9° alc.  Maison Prunier -  L'etichetta riporta l'imbottigliamento nel 2010, invecchiato perciò 35 anni.

Un altro cognac millesimato – un raro cru Borderies brut de fut 1975 – 43,9° alc.
Maison Prunier
L’etichetta riporta l’imbottigliamento nel 2010, è invecchiato perciò 35 anni.
© 2013 il farmacista goloso

Ma cosa differenzia un cognac d’annata dagli altri? E perché può essere interessante comprarlo? Ci sono diversi tipi di cognac millesimati:

–   Con la sola indicazione dell’annata (assemblage generico di cognac dell’annata); non vengono quasi mai prodotti, se non da grandi aziende.

–   Con l’annata ed il cru di origine (assemblage “orizzontale” di diversi distillati di quell’anno, del medesimo cru), sono i più frequenti, spesso imbottigliati da un unico piccolo produttore, talvolta assemblages di un négociant.

–   Con l’annata, il cru, e da una singola botte (brut de fût), a gradazione naturale, raggiunta per sola evaporazione dell’alcool dalla botte, senza riduzione con acqua distillata: sono i cognac più rari e pregiati, per l’eccezionale qualità che li fa meritare un invecchiamento separato ed un imbottigliamento in purezza, tal quale esce dalla botte.

Un dettaglio non trascurabile, che differenzia spesso il cognac dall’armagnac con l’indicazione del millesimo, è che molto spesso il cognac NON riporta la data di imbottigliamento, e quindi gli anni di invecchiamento: perciò davanti per esempio a un “Cognac Grande Champagne 1963” non potremo sapere se avrà passato in botte 10, 20, o 50 anni, quindi potrebbe trattarsi di un cognac giovane o venerando, nonostante l’indicazione dell’annata.

Ricordiamoci che ciò che conta nell’invecchiamento sono gli anni trascorsi in botte, non l’annata di distillazione, perché i distillati non maturano più in vetro, diversamente dal vino.

Per fortuna qualche casa indica in controetichetta l’anno di imbottigliamento, altre aggiungono un cartellino al collo della bottiglia, ma anche senza questa indicazione l’uso tradizionale nelle Charentes è di imbottigliare i cognac di annata dopo 35 o più spesso 37 anni: perciò a piena maturità per i crus migliori.

Quasi sempre l’annata viene dichiarata e tenuta da parte quando sia stata qualitativamente eccezionale, o quando quel particolare distillato ha caratteristiche di elevato pregio; questo discorso è meno vero dal 1988, da quando pressoché ogni maison può imbottigliare ogni singola annata.

Alcuni millesimi del secolo trascorso sono molto interessanti, particolarmente 1963 e 1965, scadente invece è l’abbondantissimo 1973. Ma pare che il migliore tra quelli “recenti” sia il 1953. Disgraziatamente molto cognac di annata viene acquistato da collezionisti di bottiglie, per poi rivenderlo alle aste, come con i vini di pregio: se ciò crea qualche occasione di poter acquistare bottiglie di fatto introvabili sul mercato, sottrae anche all’appassionato spazi per degustare distillati di qualità insolita.

In conclusione, il distillato di una determinata annata rimane nel mondo del cognac un uso di nicchia; le annate anteriori al 1988 sono spesso di qualità superiore alla media, e creano occasioni per apprezzare le migliori vendemmie e le differenze tra loro, cosa che i maîtres de chai si sforzano invece di compensare nei cognac assemblati, rendendoli quanto più possibile costanti nel gusto, secondo il proprio stile aziendale.

Invece, la grandezza e tutto il carattere fiero del cognac vi si riveleranno degustando un bicchiere di un raro brut de fût millesimato, imbottigliato senza diluizione, vero privilegio da intenditori.

© 2013 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

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