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Armagnac tradizionale – cos’è – caratteristiche, produttori, e zone

L’armagnac è relativamente poco conosciuto in Italia, e quel che se ne sa non è sempre del tutto chiaro.

Abbiamo già spiegato come l’armagnac assomiglia al cognac, e come se ne differenzia. Vediamo un po’ meglio questo grande distillato di Francia, il più antico certamente, forse addirittura il più antico d’Europa.

Intanto il dato fondamentale, le dimensioni della produzione: ogni anno si distillano circa da 5 a 7-8 milioni di bottiglie di questa acquavite, contro 155-160 milioni di bottiglie di cognac. Il confronto quindi è impietoso: ci sono in commercio ogni anno da 20 a 30 bottiglie circa di cognac per ogni singola bottiglia di armagnac, e la metà di quest’ultimo è venduta in Francia.

La produzione quindi è relativamente esigua: l’armagnac di qualità (una parte soltanto del distillato annuo) è di conseguenza ancora più difficilmente reperibile.

Già dal tipo di terreno l’armagnac si distingue dal cognac: infatti la maggior parte dei migliori suoli della contea è sabbiosa (sables fauves), contro i suoli gessosi della migliore regione di Cognac (Grande Champagne). Il clima del sud è certamente più caldo, ed i vitigni principali sono quattro, mentre nella Charente la stragrande maggioranza dei vini è data dal solo trebbiano detto Ugni Blanc.

Un vigneto nella regione del Bas-Armagnac – CC license – author: Jibi44

Già questi accenni fanno capire che ci troviamo davanti a differenze importanti: aggiungiamo il tipo di distillazione tradizionale diverso e ad un grado alcolico inferiore, come si diceva; l’invecchiamento senza miscelare le annate tra loro, e la riduzione del tenore alcolico per sola evaporazione (senza aggiungere acqua distillata), ed avremo il profilo completo dell’armagnac.

Queste singolarità – sia chiaro, stiamo parlando dell’armagnac tradizionale, non di quello commerciale (senza annata) – rendono questa grande acquavite affascinante, e ricca di personalità. Nondimeno l’abbondanza di aromi ed il fuoco fiero dell’alcool, quasi sempre oltre 45°, ne fanno un distillato non facilmente avvicinabile da tutti i palati.

Labastide d’Armagnac (Landes), uno dei più caratteristici villaggi fortificati della contea, con i porticati e la piazza inghiaiata – CC license – author: Jibi44

La produzione avviene in gran parte su scala familiare, ed affianca le altre attività agricole, pressoché sempre prevalenti sulla distillazione. La distillazione è spesso effettuata al domicilio del vignaiolo da specialisti per mezzo di alambicchi semoventi, a volte è il vino che viene portato dal distillatore. Le tenute provviste di alambicco, comuni nella regione di Cognac, sono qui una rarità.

I produttori che si dedicano totalmente all’armagnac si contano sulle dita di una sola mano, e praticano distillazioni esigue: queste quasi mai superano le due dozzine di barili all’anno (approx. 14000 bottiglie). I loro stock sono nell’ordine di qualche centinaio di botti al più. Nei produttori di cognac lo stock può arrivare a 1000 volte tanto.

L’armagnac tradizionale deve avere queste caratteristiche una volta in bottiglia: una grande concentrazione aromatica, un grado alcolico compreso tra 44° e 49°, nessuna diluizione con acqua, e l’indicazione d’annata della vendemmia, accompagnata dalla data di messa in bottiglia. L’indicazione del nome del domaine di origine completa l’etichetta; talvolta questo è presente anche se il distillato viene imbottigliato con il nome di un commerciante non produttore. Da giovane (meno di dieci anni di invecchiamento) non è raccomandabile gustare un armagnac d’annata, mentre tra 20 e 30 anni è il momento giusto. Ovviamente ci sono eccezioni ai due limiti della scala.

Una serie di armagnac tradizionali della maison Darroze (Roquefort), il più celebre dei commercianti di questo distillato - fonte: sito www.tourismelandes.com

Una serie di armagnac tradizionali della maison Darroze (Roquefort), il più celebre dei commercianti di questo distillato – fonte: sito http://www.tourismelandes.com

Gli armagnac tradizionali appena distillati sono crudi e spigolosi per l’abbondanza di componenti aromatici e l’alta gradazione (52°-58°): solo dopo 15 anni almeno questi composti (esteri ed acidi grassi) si saranno lentamente ossidati in botte e l’alcool evaporato, donando complessità ed il famoso rancio al distillato.

Nel cognac i crus determinano effettivamente una gerarchia qualitativa, particolarmente con l’invecchiamento. Nell’armagnac i crus contano relativamente, esistono ottimi Ténarèze così come pessimi Bas-Armagnac. La differenza la fanno i produttori piuttosto che le annate od il terreno: i Bas-Armagnac tuttavia maturano più velocemente dei Ténarèze.

Si può così capire come un armagnac d’annata, indipendentemente dalla zona di origine e dall’anno di produzione, sia un distillato potenzialmente pieno di aspetti interessanti per le caratteristiche produttive intrinseche. Non c’è garanzia che sia sempre buono, ma almeno l’acquavite vi riserverà il fascino della scoperta.

© 2014 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

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