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27
Giu
15

birra – Rochefort 6

Finalmente iniziamo la degustazione delle celebrate birre dell’abbazia di Notre Dame de St. Rémy (San Remigio), meglio conosciute come Rochefort, dal nome del vicino villaggio nelle Ardenne.

Abbazia di Saint-Rémy – Rochefort – Ardenne – CC public domain (author: Grentidez)

L’antico monastero produceva birra già sul finire del 1500, ma le vicende storiche, come per molti monasteri, hanno portato all’abbandono dell’edificio. A fine 1800 si insedia qui una piccola comunità proveniente dal monastero di Achel, che ripristina l’edificio e riprende dopo secoli la produzione di birra; dopo la seconda guerra mondiale comincia la produzione che ancora oggi viene offerta, costituita semplicemente da tre birre.

La birreria del monastero di Rochefort – CC license – author Luca Galuzzi

Gli amatori delle trappiste belghe lo sanno, nelle birre di Rochefort si trova la semplicità fuori, e la complessità dentro: l’unica differenza tra loro è un numero 6, 8, 10, e il tappo di colore diverso. Indicano la densità in gradi Baumé di ogni birra ed allo stesso tempo le settimane di maturazione in bottiglia. Tutte vengono prodotte con l’acqua di una sorgente del monastero, la Tridaine. Curiosamente fino ad una quindicina di anni addietro nessuna delle tre birre aveva un’etichetta: monastica povertà ! La Rochefort 6 è la birra più rara della serie: viene prodotta solo due volte all’anno, e rappresenta il 5% della produzione totale, circa 18000 ettolitri per le tre qualità. Si tratta di una birra nello stile dubbel, dal magnifico colore ramato.

La birra Rochefort 6 – 7,5° – CC license – author DirkVE

Versata, fa un cappello di schiuma fine, abbondante ma fugace e appena colorato; gli aromi sono tenui, tra il fruttato e un curioso agrumato; riscaldandosi, la birra cede quasi un profumo floreale, di rosa? La carbonatazione è più che vivace: a bolle medie, al palato si avverte in modo marcato, mentre il gusto riprende l’impressione lievemente agrumata, su base dolce di malto, con cenni fruttati e di zucchero candito. L’impressione è di una birra leggera, ma sarete smentiti presto. Sul finale appare una luppolatura esile, speziata e fresca, che pulisce la bocca. L’alcool vi tradirà dopo averla sorseggiata, i 7,5° non passano senza essere avvertiti. I lieviti depositati, abbondanti, una volta versati nel bicchiere danno la cifra delle note maltate, che appaiono poco nella birra. Il corpo nel fondo! Questa birra è più complessa di quanto non lasci intravedere, pur se in uno stile beverino: profumi e sapori sono pennellati con mano lieve, ma il quadro è parecchio ricco. Una dubbel di carattere, facile da bere ma solo in apparenza; da non lasciarsi scappare se la trovate. Servizio: a temperatura di cantina, 12-15°C; si abbina con piatti di uova, carni arrosto e formaggi stagionati, ma con un gorgonzola verde potrebbe essere una scoperta curiosa.

Reperibilità: difficile

Gradazione: 7,5°

Conservazione: 5 anni (l’invecchiamento migliora questa birra)

Prezzo: € 2,7 circa (2015)

12
Gen
14

birra – chimay rossa

Le birre a marchio Chimay sono distribuite (si veda commento) da una società anonima Biéres de Chimay di Baileux, a poca distanza dall’abbazia di Scourmont, dove vengono prodotte, nel rispetto della filosofia trappista: si tratta di una linea di birre di facile reperibilità sul mercato, alquanto adatta a chi si voglia avvicinare per la prima volta alle birre trappiste belghe.

La Chimay rossa appartiene allo stile dubbel, scura quindi con 7° alcolici. L’abbazia la chiama bruna o  Première, perché fu la prima birra prodotta, dal 1862.

Chimay_Rouge

La birra Chimay rossa

Aspetto bruno tendente al rosso, con un bel cappello di schiuma bruna persistente a grana fine; piacevoli note maltate e di frutta passite, anche se poco incisive; al naso prevale un netto e profondo sentore di malto.

Carbonatazione leggera, non invadente; al gusto la Chimay rossa si rivela acquosetta assai, pur avendo una buona struttura maltata; leggere tracce fruttate anche al palato, e una luppolatura fine ben evidente nel finale, ma senza diventare protagonista. Dolcezza assai poco marcata così come l’alcolicità, che si avverte solo dopo. Retrogusto luppolato decisamente persistente. Equilibrio più che onesto.

Tra le dubbel trappiste è quella che entusiasma meno, per struttura debole e aromi nel complesso modesti. Per niente cattiva, anzi ben fatta, ma si fa dimenticare da quasi tutte le consorelle. Birra aperitiva leggera.

Conservazione: parecchi anni, fino a 5.

Prezzo: € 2,4 – 2,5 circa.

Reperibilità: facile.

08
Lug
13

Birra – Westmalle dubbel

L’abbazia di Westmalle è stata la prima delle trappiste a dotarsi di un birrificio monastico per uso interno nei primi decenni dell’Ottocento. Dopo alcuni decenni ha cominciato a produrre birra per la vendita al pubblico, dapprima solo nei propri locali, dall’anno 1921 in poi anche distribuendola sul mercato. Oggigiorno il birrificio è stato attrezzato con le più moderne tecnologie di livello industriale, pur rimanendo all’interno dell’edificio abbaziale, ed esporta in tutto il mondo. È riconosciuta come la madre di tutti i birrifici trappisti.

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Birra Westmalle dubbel

Per quanto si tratti del birrificio monastico di gran lunga più grande (capacità produttiva 45.000 bottiglie/ora da 33cl), la produzione di Westmalle si caratterizza per la sua qualità inappuntabile, secondo lo stile e le regole trappiste; tutto il profitto ricavato si impiega, una volta soddisfatte le esigenze dell’abbazia, e della tecnologia eco-compatibile del birrificio, ad opere caritatevoli ed assistenziali.

Questa di Westmalle, dal caratteristico colore bruno come tutte le dubbel, si presenta cupa quasi come una Guinness, rossa in trasparenza. Il cappello è fitto, a grana fine, spesso e persistente, dal colore appena bruno. Carbonatazione leggera, quasi inavvertibile al palato. Al naso offre profumi scuri, di caffè si direbbe, e un leggero fruttato appare al naso insieme ad una bella nota di malto tostato, svelando aromi complessi  man mano. La fermentazione dura due settimane, mentre la rifermentazione è in bottiglia per altre tre in ambiente dedicato prima della messa in commercio, come è d’uso nelle birre trappiste.

Il palato è sorprendentemente leggero ma complesso: l’attacco appena dolce dopo un fugace fruttato reca con sé l’impressione di banana, appaiono note dolci-amare di malto tostato, e sensazioni fruttate cremose, che dopo la deglutizione scompaiono per lasciare posto all’amaro deciso del luppolo ai margini della bocca. Retrogusto luppolato che ripulisce dagli aromi e persiste lungamente sul palato. Alcolicità ben integrata, che però nello stomaco si fa sentire presto.

Birra di qualità e doti aromatiche superiori, la Westmalle dubbel è sicuramente un modello per questa tipologia di bevanda che è anche  chiamata ‘bruin’ in fiammingo o ‘brune’ alla vallone, raramente XX. Bravi, i nostri frati!

Temperatura di servizio: di cantina (15°C), mai fredda! Accompagnare sempre con qualche salatino e/o formaggi grassi, tipo Emmental o Gouda, e perché no, qualche pezzetto di pera in stagione. Birra per un aperitivo robusto, da sorseggiare con tutta tranquillità. Non è da pasto, come la maggior parte della produzione belga.

Per la recensione dell’altra birra di Westmalle cliccare qui:

Westmalle Tripel

Conservazione: anche qualche anno, al fresco. Questa birra evolve e matura come il vino, cambiando carattere col tempo.

Reperibilità: facile.

Alcolicità: 7°

Prezzo: € 2,5 – 3 circa.

30
Set
12

Birra – La Trappe Dubbel

La Dubbel (doppia) de La Trappe è una birra trappista a rifermentazione in bottiglia prodotta sotto supervisione dell’abbazia di Onze Lieve Vrouw van Koningshoeven, unico monastero trappista dei tre olandesi ed unico non belga a produrre birra.

Birra La Trappe Dubbel – scura 7°

La dubbel è una tipologia tradizionale in uso in Belgio, generalmente rosso-bruna, dall’alcolicità medio-alta, dal piacevole sapore dolce amaro, e con discreto gusto fruttato e a volte speziato. Talora più secca, talora moderatamente dolce, ma sempre con prevalenza degli aromi maltati e fruttati sull’amaro del luppolo, e un tenore alcolico intorno a 7°.

La leggenda tradizionale vuole questo tipo di birra nato nell’abbazia di Westmalle ad opera di un goloso fratacchione birraio, che stretto dall’osservanza della Regola trappista, la quale permetteva un solo boccale di birra al giorno, si mise a studiare come fare per produrre una birra più ricca e corposa, che appagasse maggiormente il proprio palato. Non sarà andata proprio così, ma fa sorridere.

La dubbel de La Trappe presenta un colore più rosso che bruno, dalla caratteristica schiuma spessa di questo tipo di birra, discretamente persistente; le “bollicine” sono fini e intense, come in genere per le birre rifermentate in bottiglia, ma non invadenti; l’aroma è già fruttato e con toni di malto; al palato si avverte una modesta vena amara e un gusto fruttato, ma piacevolmente leggero, con note dolci; un po’ meno leggero invece l’alcool, che titola 7° circa. Non ha fondo di lievito.

La Trappe Dubbel nel bicchiere

Nel complesso si tratta di una birra né potente né grassa, si direbbe quasi beverina se non fosse per la componente alcolica che la rende vagamente liquorosa, come molte della sua categoria. Meno amara di altre sorelle belghe dello stesso genere. Buona qualità. Non bevetela come birra da pasto, ma da complimento e per chiacchierare tra amici sorseggiando lentamente.

Si conserva qualche anno. Servire a temperatura di cantina (15°).

€ 2,50 circa, reperibilità non comune.

Per gli altri articoli de La Trappe cliccare qui:

Blond

Tripel

Quadrupel




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