Archive for the 'personaggi' Category

27
Set
18

Nicholas Faith – in memoriam

Un grande giornalista e storico del cognac ci ha lasciato.
faith_nicholas
Nicholas Faith, autore del più completo libro (in inglese) sull’origine e la storia del cognac si è spento a Londra all’età di 85 anni.
Già senior editor all’Economist e al Sunday Times, nonché al Financial Times, la sua vera passione non è stata l’economia ma il cognac (passando attraverso il bordeaux).
Lo ricordiamo anche come il fondatore dell’International Spirits Challenge (ISC).
Tutti gli amatori del cognac gli debbono profonda riconoscenza per la sua grande cultura ed i suoi libri sull’argomento.
RIP Nicholas.
cognac_faith
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28
Mar
15

Personaggi – Gérard Allemandou – un cagouillard a Parigi

Nel mondo del cognac è una figura ben conosciuta: Gérard Allemandou è un robusto personaggio, originario della Charente, che vive e lavora a Parigi, dove dal 1981 e fino a qualche anno fa ha gestito uno dei pochi ristoranti esclusivamente di pesce della città, “La Cagouille“, mentre oggi ne resta consulente. Cagouille nel dialetto della Charente significa escargot, la lumaca, e cagouillards è il soprannome degli abitanti della regione di Cognac, per una loro predisposizione alla lentezza, non certo all’indolenza. Del resto anche il cognac è slow.

Questo signore, oltre che essere un fine conoscitore, possiede una collezione importante di acquaviti della Charente. Il suo ristorante a Parigi era e resta tuttora una Mecca del cognac: la sua impressionante carta dei distillati, con più di 50 proposte, tra cui parecchie prestigiose ed insolite, ingolosisce più che mai gli appassionati.

Gérard Allemandou tra i suoi amati cognac – fonte Le Figaro Magazine

Il locale possiede una sala chiamata “salon à cognac“, dove si tengono degustazioni e scuola, e dalle cui scaffalature occhieggiano numerose rarità.

Gérard Allemandou è sicuramente uno dei più grandi conoscitori del distillato charentais: la sua carriera cominciò con l’iniziazione al cognac da parte del maître de chai della maison Courvoisier, ma i destini familiari hanno la loro parte: il suocero, vignaiolo dei Fins Bois, pochi giorni prima del matrimonio lo portò in un ambiente della cantina che conteneva una collezione di bottiglie dell’epoca pre-fillosserica. Il più vecchio cognac era un 1820 ! Uscendo, gli mise la chiave tra le mani, dicendogli: ora è tua. Lui mostra questa sua insperata dote orgoglioso, in un locale adiacente al ristorante, chiamato non a caso “Paradis“. Ovviamente questi cognac si possono degustare: ma bisogna meritarsi il bicchiere conquistando la fiducia del patron, prima ancora di pagarlo, contrattando sul prezzo!

Monsieur Allemandou è un fiero avversario – come ogni buon conoscitore – delle grandi Case, i cui prodotti standardizzati, dolciastri, privi di carattere e terroir, spesso aggressivi, non fanno onore al cognac, sebbene sia merito loro la sua diffusione planetaria. La sua bruciante passione è per le piccole Case, per i vignaioli e gli artigiani del cognac, che esprimono tutto il carattere di queste acquaviti magiche; tanto da fondare con alcuni amici una marca di nicchia “Les Antiquaires du Cognac“, per proporre ad un pubblico di facoltosi amatori l’essenza di una produzione lungamente invecchiata, e di alto livello qualitativo [ahinoi, anche nel prezzo]. Altrettanto feroce è la sua critica al sistema di classificazione del cognac, che confonde e non avvicina i giovani: meglio sarebbe essere precisi sull’annata e sul territorio, ma ciò non conviene alle grandi Case che dominano il mercato.

Una bottiglia di cognac Grande Champagne 1968 de “Les Antiquaires du Cognac”. Dal sito http://www.dragonrouge.com

Tra le sue raccomandazioni nel degustare un cognac, la quantità: 3 o 4 cl possono bastare una serata intera. Non si beve il cognac, lo si coccola tra gli occhi, il naso, le dita, prima di accostarselo alle labbra. Secondo lui la chiave del distillato è il montant: l’aroma che esala dal bicchiere in un ordine perfetto, donando l’impressione complessiva del cognac che andremo a degustare. “Un grande cognac” — dice Allemandou — “si trasforma continuamente mentre si ossigena, e ciò può durare almeno un quarto d’ora: intanto si decifrano a poco a poco gli aromi che si succedono“. Il primo contatto in bocca dev’essere un minuscolo sorso, per abituare le papille e la mente all’alcool: non è questo il momento per giudicare. Il secondo sorso, altrettanto minuscolo, sarà quello decisivo, qui distinguerete l’ampiezza del distillato — che nei casi eccezionali dona l’impressione della “coda di pavone” ovvero della ruota in bocca, dove l’aroma dispiega tutta la sua grandezza — e la sua lunghezza, ovvero la persistenza aromatica.

© 2015 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

30
Nov
14

personaggi – monsieur Paul Ronne e la sua collezione

Il cognac a volte riserva storie incredibili: guardate cosa può fare la passione per questo distillato!

C’era una volta, a Cognac, un ingegnere venuto da Parigi che respirando nell’aria il profumo del distillato se n’è innamorato perdutamente… ma non come pensate.

Il suo nome è Paul Ronne, se vive ancora oggi dovrebbe avere circa 90 anni, e dal 1989 ha cominciato a raccogliere documenti e materiale presso i numerosi produttori di cognac; negli anni questa passione archivistica gli ha permesso di creare la più grande collezione di cimeli storici relativi al cognac, e di diventare il riconosciuto esperto assoluto nel campo.

Monsieur Paul Ronne mostra alcuni reperti della sua collezione storica di marchi di cognac - fonte www.sud-ouest.fr

Monsieur Paul Ronne mostra alcuni reperti della sua collezione storica di marchi di cognac – fonte http://www.sud-ouest.fr

Con dedizione, il signor Ronne ha raccolto migliaia di etichette, cartoline, manifesti pubblicitari, articoli promozionali, caraffe, portaceneri, e infinite bottigliette. Inoltre numerosi documenti commerciali di Case ormai estinte od incorporate ad altre ancora in attività. Tutto quanto grazie a pazienti visite negli archivi dei fabbricanti di cognac, che avevano poco interesse a conservare questi materiali, o più spesso li distruggevano.

La catalogazione è stata puntigliosa, e tutto è in ordine e raccolto in pratiche scatole a prova di polvere. La collezione Ronne rappresenta un incalcolabile valore storico e documentario, ed oggi anche i produttori cominciano ad interessarsi ai loro fondi d’archivio con occhio diverso.

Praticamente quest’uomo con la sua passione è diventato la memoria del cognac e della sua industria, e quando la città di Cognac ha deciso di aprire un museo del suo celeberrrimo distillato, mosieur Ronne generosamente ha donato il suo fondo di etichette, circa venticinquemila diversi esemplari, raccolti con infaticabile pazienza nel corso delle sue visite alle Case produttrici. Solo l’amore porta a questi risultati.

Una straordinaria etichetta della collezione Ronne - dal sito di Kyle Jarrard, giornalista e scrittore di cognac

Una straordinaria etichetta della collezione Ronne – dal sito di Kyle Jarrard, giornalista e scrittore di cognac

Non contento di questa donazione, il nostro collezionista ha messo in rete, anno dopo anno dal 2006, tutto il suo archivio fotografando ogni etichetta, cosicché oggi questo sito costituisce una risorsa preziosissima per chiunque abbia a che fare con i cognac antichi o da collezione. Grazie a questo archivio online infatti [www.cognac-paul.com] ci si può accertare se la bottiglia che avete tra le mani ha un’etichetta legittima, ed a quale anno appartiene. Vi sono raccolte le etichette stampate dal 1858 ai giorni nostri, in ordine alfabetico per casa produttrice, pressoché tutte.

La città di Cognac ha potuto così, grazie a questo munifico dono, ampliare il suo museo, di cui la collezione Ronne è parte fondamentale. Per ringraziarlo della sua passione e del lascito di questa eredità culturale importante per la città, il sindaco lo ha nominato cittadino onorario di Cognac nel 2003.

Nelle nostre pagine divulgative è un vero piacere onorare l’opera di questo assiduo ed appassionato collezionista che rappresenta un riferimento certo per chiunque si interessi di storia del cognac.

À votre santé, monsiuer Ronne!

© 2014 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

16
Apr
14

Michel Gillet e la sua collezione da Guinness dei primati

È della settimana scorsa la notizia che il più grande collezionista privato al mondo di cognac si è spento improvvisamente all’età di 68 anni. Si tratta di Michel Gillet, canadese, già chef per l’Eliseo, e patron del restaurant Les Chenêts di Montréal, custode di una strabiliante cantina di più di 48.000 bottiglie di ogni genere.

La sua collezione, stimata oltre € 550.000, entrata nel Guinness book of records nel 1998, comprende più di 800 bottiglie di cognac diversi, tra cui parecchi rari e di case estinte, ed è rimasta per anni imbattuta; soltanto nel 2013 i Rotary club di Cognac e Jarnac per orgoglio patrio e beneficenza hanno raccolto (immaginiamo piuttosto facilmente, dal momento che più di un socio produttore o coinvolto nel commercio ha contribuito all’iniziativa) più di 1000 bottiglie, di oltre 400 case, di cui più di 200 edizioni limitate o fuori commercio, per battere il record di monsieur Gillet.

Il ristoratore canadese Michel Gillet mostra la sua collezione di cognac

Il ristoratore canadese Michel Gillet mostra la sua collezione di cognac. Fonte foto : La Presse – Montréal – Canada

Questa imponente collezione è stata battuta all’asta in blocco il 18 giugno 2013, ed è stata acquistata da un danaroso cinese, tale Arthur Gu, per la somma tutto sommato modesta di € 300.000. Sarà goloso e noncurante da bersi una cantina così vasta? Il ricavato sarà utilizzato per contribuire alle opere sociali del Rotary Club, specialmente la campagna mondiale anti poliomielite.

Considerati i numeri, è molto difficile che questo nuovo record venga battuto, dal momento che per arrivare a 1000 bottiglie, l’impegno di capitale più modesto che si può immaginare sfiora € 100.000, e la collezione sarebbe alquanto misera. Un altro grande collezionista di spiriti, l’olandese Bay van der Bunt, che ha raccolto solo bottiglie antiche e/o millesimate ha tuttavia dichiarato che questo è stato il migliore dei suoi investimenti, e non stentiamo a crederlo, visti i prezzi di almeno qualche migliaio di euro per le bottiglie secolari.

Per Cognac & Cotognata i collezionisti sono da considerare criminali: vino e liquori nascono per essere goduti, non per essere messi all’asta per l’etichetta come un quadro. La cosa bizzarra è che van der Bunt si dichiara astemio, e Gillet non ha mai degustato i suoi cognac. A che pro tanto sforzo quindi? Non riusciamo a giustificarli se non per il fatto di aver conservato la memoria di un’industria. Fa meglio il grande artista dei cocktail, il Maestro Salvatore Calabrese, italiano ma londinese di adozione, che serve una robusta pattuglia di cognac antichi nel suo elegante bar. Si dirà, sono capricci d’artista (ed assai remunerativi), ma almeno Calabrese dà la possibilità di conoscere questi cognac pregiati a chi se li può permettere.

Per chi volesse approfondire ecco il catalogo dell’asta: http://www.rotary-cognac-record.org




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