Archive for the 'luoghi' Category

22
Nov
18

Bere cognac a Parigi è difficile.

Parigi è una città meravigliosa, gastronomicamente capace di qualsiasi cosa: ma, incredibile a dirsi, la capitale di Francia non ospita una Maison du Cognac ma solo una du Whisky; e fatica ad offrirvi il distillato nazionale, a meno che vogliate farvi viziare nei bar dei soliti alberghi da Mille e Un Euro a Notte, dal Crillon, al Ritz ed al Meurice ed ai loro fratelli: dove però troverete le solite bottiglie di lusso delle solite marche globali al solito astronomico prezzo. Curiosate piuttosto nei bar alla moda: con pazienza qualcosa si trova, soprattutto in miscelazione; e se insistete, un cognac ve lo serviranno anche puro.

La faccenda migliora se intendete pranzare in uno dei famosi ristoranti pluristellati parigini: avete da scegliere tra ben 25 diversi indirizzi. In questo caso la selezione di distillati sarà sopra le vostre aspettative e in grado di appagare anche il conoscitore, parecchio meno il suo portafogli. Meglio comprarsi una bottiglia, insomma.

Per l’armagnac il discorso si fa difficile: bisogna andare a cercare la Guascogna nascosta in città, ovvero i locali dove la gente del Sud-Ovest viene a mangiare o a rifornirsi di specialità: un po’ come per i pugliesi a Milano.

* * * * *

Le 1905 Bar

Una scala nascosta dietro una porta di fianco alla birreria Vins des Pyrénées, una ex enoteca aperta dal 1905, nel quartiere più amato dai BoBos parigini, il Marais (4°arr.), porta ad uno speakeasy intimo arredato in stile Art déco, con un giardino pensile. Oltre ai moderni cocktail, il locale propone una vasta selezione di cognac ed altri alcolici.

Screenshot_2018-11-22 Le 1905 EVENT Paris

Il giardino pensile de Le 1905

L’Herbarium | Hôtel National des Arts-et-Métiers

L’indirizzo cult del momento (3°arr.), nel quartiere des Arts-et-Métiers (Marais), the place to be per vedere e farsi vedere. L’Herbarium, condotto con mano salda da Oscar Quagliarini, vi offre uno stupefacente cocktail Sud Sud Sud, a base di cognac, marmellata di pere e bergamotto, cordial al lime e mousse al mandarino, concepito secondo l’arte profumiera. Parigi è bizzarra, ma sempre avanti.

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L’interno dell’Herbarium – Parigi

Le Syndicat

Cocktail club sciovinista – si dichiara programmaticamente Organisation de défense des spiritueux français – ormai da qualche anno sulla cresta dell’onda, che serve solo alcolici transalpini, nel Faubourg Saint Denis (10° arr.). Facciata dissimulata, ricoperta di uno spesso strato di poster stracciati e tags graffiti; all’interno marmi, tende trapunte d’oro, specchi e metallo, con musica hip hop e 30 posti, e al bancone Sullivan Doh, giovane bartender di livello. Buona scelta di cognac ed armagnac, ma si viene per i cocktail.

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L’ingresso de Le Syndicat

La Cagouille

Nascosto tra la Gare Montparnasse ed il cimitero omonimo (14° arr.), qui si viene a mangiare il pesce alla semplice, come nella Charente Maritime. Ma la selezione di cognac di Gérard Allemandou, l’ex patron, è la più interessante di Parigi.

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Una piccola selezione di cognac alla Cagouille

Au Trou Gascon

L’indirizzo di Parigi (12° arr.) dove chiedere un armagnac dopo pranzo. Dal 1973 Alain Dutournier getta il suo sguardo sulla conduzione, ora in mani altrui, ma sempre nello spirito del Sud-Ovest.

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Armagnac ne abbiamo? Au Trou Gascon pare di sì.

Hélène Darroze

Famosa telechef pluripremiata e pluristellata con ristorante nel quartiere di Saint Germain des Prés (6° arr.), la sua cucina rivisitata delle Landes non è a buon mercato, ma sarete presto consolati da un sovrano bicchiere di grand bas-armagnac selezionato dalla maison della sua celebre famiglia.

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Le fascinose bottiglie di armagnac Darroze, il celebre affinatore, qui nel ristorante parigino.

 

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30
Set
15

J’Go L’Echoppe – Parigi – armagnac per amatori

Nato da una costola del ristorante J’Go, che si trova al suo fianco, nel nono arrondissement, tra la rue La Fayette e l’incrocio dei Grands Boulevards, a due passi dall’Opéra Garnier, l’Echoppe è la sua bottega gourmand ed enoteca, che raggruppa specialità del Sud-Ovest ed una ricca cantina dei vini del Midi–Pyrenées. Per Parigi questo negozio potrebbe rappresentare quello che a Milano è una bottega di specialità pugliesi o siciliane: il gusto ed il calore dei prodotti del profondo sud nella gelida metropoli.

J’Go l’Echoppe – Epicerie du terroir – dal sito http://christopheteissier.com

Ma le sorprese cominciano non appena sarete nel locale: tralasciando i prodotti alimentari, pâtés et rillettes de canard, foie gras, haricots di Tarbes, jambon de porc noir di Bigorre,  specialità del Gers e di altre contrade del sud della Francia, troverete qualcosa come 200 bottiglie selezionate di vignaioli del Sud-ovest e della Linguadoca.

La saletta di degustazione degli armagnac dell’Echoppe (notare la vecchia cassaforte) – dal sito aziendale

Quello che però ci interessa veramente è la cantina: sotto le sue volte di pietra si trova una delle più grandi offerte di armagnac di produttori indipendenti di Parigi. Più di 130 diverse etichette, suddivise tra Bas- , Haut- Armagnac e Ténarèze, di circa cinquanta produttori diversi; una bella selezione, non c’è che dire!

L’appassionato può perdersi, ed il curioso incontrare marche mai viste prima: la distribuzione dell’armagnac, essendo fatto da piccoli produttori e distillatori, è quanto mai aleatoria. Le Case più piccole imbottigliano poche centinaia di pezzi all’anno, mentre i “grandi” indipendenti arrivano a qualche migliaio. Trovare a Parigi riuniti insieme molti di questi, senza dover peregrinare per l’Armagnac alla loro ricerca facilita molto l’amatore.

Uno scorcio della cantina degli armagnac dell’Echoppe – dal sito aziendale

L’armagnac si può assaggiare in cantina, comperare, oppure ci si può “impadronire” del locale per una degustazione privata e guidata dal sommelier dell’Echoppe. Belle proposte per mettere in valore un distillato in fondo ancora bisognoso di visibilità, benché metà dell’armagnac sia consumato in Francia.

J’Go L’Echoppe – 4, rue Drouot – 9e arrondissement – Parigi

© 2015 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

07
Lug
15

La Cognatheque – il cognac a Cognac

Il cognac a Cognac: se siete appassionati di questo distillato e vi trovate a passare dalla capitale alcolica di Francia, non mancate una visita alla Cognathèque.

Come dice il nome, si tratta di un’enoteca dedicata in via esclusiva al più nobile degli spiriti, con un assortimento a largo spettro, ed al suo figlio minore il pineau des Charentes: potrete trovare dal semplice cognac da miscelare in un cocktail fino ai flaconi di gran lusso per un regalo di prestigio, o ancora rari cognac millesimati oppure antichi.

La sede della Cognathèque – 8, place Jean Monnet – Cognac – da http://tourism-cognac.com

Il fondatore, Serge Alexandre, ha iniziato l’attività nel lontano 1976, ma in anni recenti la gestione è stata presa da Stephane Denis, figlio di un piccolo produttore di cognac.

La proposta della Cognathèque spazia in una scelta di ben 68 Case produttrici, con circa 270 bottiglie diverse tra cui indugiare: si va dal quasi sconosciuto piccolo vignaiolo, a celebri boilleurs de cru, fino alle grandi Case mondiali.

Che si voglia un giovanissimo VS, od un venerabile Extra più che cinquantenne, o magari un cognac per sigari, la Cognathèque saprà offrirvi la soluzione più adatta attingendo ai propri scaffali. Vi è rappresentato ogni invecchiamento ed ogni cru, dalla nobile Grande Champagne fino ai negletti Bois Ordinaires.

Un’angolo della Cognathèque, nello sfondo il Paradis, chiuso dalla cancellata – dal sito aziendale http://www.cognatheque.com

Il servizio del negozio comprende anche la spedizione a distanza, ed il loro e-shop manda cognac altrimenti di difficile reperibilità in mezzo mondo. Una buona opportunità per arricchire il proprio bar personale.

Alcune aziende, e non delle minori per qualità, si affidano alla Cognathèque come distributore dei loro cognac. I prezzi sono – stranamente – più cari della media per le marche note, ma favoriscono le aziende artigianali.

Su prenotazione la Casa offre un corso di degustazione del cognac della durata di 2 ore e mezza, alla tariffa di € 50/persona. Tutto sommato un’iniziazione a buon mercato. Non aspettatevi di bere chissà cosa però.

La Cognathèque – 8, place Jean-Monnet  – Cognac

© 2015 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

27
Apr
15

Una libreria alcolica – The Brandy Library – Manhattan

La Brandy Library è un luogo insolito, forse unico nel panorama dei bar mondiali: si trova a Manhattan, nel quartiere Tribeca, e come dice il nome, questo lounge-bar è allestito come una libreria, ma… al posto dei libri, gli scaffali elegantemente retro-illuminati ospitano centinaia di bottiglie di spiriti eletti.

Fondata nel 2004 da un francese, Flavien Desoblin, l’intuizione era di creare un ambiente piacevole e adeguato alla degustazione dei distillati di pregio. Quindi alla Brandy Library non troverete un clima da bar, ma più posh e salottiero, quasi da club inglese. Difatti le regole della casa sono abbastanza stringenti per lo standard newyorchese: luci, musica, atmosfera, servizio, appaiono un po’ snobby, ma l’obiettivo — centrato — è focalizzato su ciò che avete nel bicchiere, e non sulla gente che vi sta intorno.

L’interno della Brandy Library – dal sito aziendale

Flavien Desoblin, borgognone, master in Wine and Spirits all’École Supérieure de Commerce di Digione, e International Cognac Personality of the Year 2010, ha così inventato una formula innovativa, alternativa al solito cocktail bar, dove gli spiriti scuri sono protagonisti. Si servono infatti cognac, armagnac, calvados, whisky e (rye) whiskey, bourbon, rum, tequila, e vari altri spiriti, ma non vodka. L’obiettivo è il ‘bere civilizzato’, cominciando dalla (difficile) formazione del personale. Il locale infatti ospita tra l’altro uno spirit sommelier, che affianca il titolare nella scelta dell’assortimento, e consiglia un pubblico di curiosi e conoscitori. Secondo lo standard americano, il locale serve appetizers e piccoli piatti, in prevalenza ad impronta francesizzante, ma non è un ristorante in senso stretto.

Fedele alla sua natura di luogo di cultura alcolica, la Brandy Library offre numerose sessioni di degustazione chiamate Spirit School, soprattutto di bourbon e scotch, rivolte ad appassionati di distillati, fino a degustazioni private mirate a particolari esigenze (formazione professionale, baristi, degustatori). Numerose aziende produttrici hanno organizzato degustazioni dei loro distillati in questo locale. La formazione e l’istruzione dei clienti ha ampia parte nelle sessioni. Non di solo alcool vive l’uomo!

La saletta della Spirit School – Brandy Library – dal sito aziendale

Le proposte del bar occhieggiano dalle scaffalature, e l’assortimento è quanto mai ampio, circa 1500 bottiglie pregiate e curiose, concentrate su un livello qualitativo mediamente elevato. La ricerca e la passione del patron lo hanno portato ad offrire un vasto panorama distillatorio, dove il whisky ed i suoi fratelli di tutto il mondo sono i maggiori protagonisti, ben 12 pagine del menù; naturalmente si servono cocktail, un centinaio tra classici e d’autore, ed ampia è la scelta di brandy e rum.

Cognac & Cotognata ha curiosato nella sua carta: ci si imbatte in svariati ups and downs, o se preferite parlar nostrano, stelle e stalle. I prezzi scoraggiano l’alcolismo, ma siccome vengono servite 2 once [6 cl.] per bicchiere (Riedel),  potremmo definirli abbordabili, considerato che siamo a NYC.

Flavien Desoblin, patron della Brandy Library – da http://www.sudouest.fr

L’Italia si vede rappresentata con qualche grappa delle più note, Berta, Maschio, Marolo, Nardini, Poli, e per i brandy dallo Stock 84 (ahinoi), ma si riscatta con un inaspettato Villa Zarri 10 anni. Male la mancanza di Nonino. Complessivamente mal valorizzate le nostre grappe, ma temo sia colpa nostra.

La carta dei cognac riserva poche sorprese agli amatori: l’assortimento è profondo (125 referenze!) ma prevedibile, la vincono i soliti noti, e le maison con esportazione ben organizzata in America; rari i bicchieri per cui vendereste la suocera. I problemi della complicata distribuzione alcolica statunitense (traccia ancora visibile del proibizionismo) sono la causa prima: nel Paese con il più alto consumo di cognac, le bottiglie di qualità sono una parte infima del venduto, e spesso non sono nemmeno importate.

Va meglio con la carta degli armagnac, che lascia ben poco a desiderare, anche se si nota la grave assenza di Laberdolive. Se ci andate, preferiteli ai cognac, per i costi più ragionevoli.

Bella carta dei calvados, interessante la piccola ma curata proposta di brandy californiani, non granché quella dei brandy spagnoli, inconsistente il pisco, qualche distillato di frutta.

In conclusione, andateci se siete uno scotch fan o se dovete impressionare un cliente; se siete un curioso dei cognac avete parecchie buone opportunità, per l’assortimento superiore a quello che potreste trovare in quasi ogni altro bar del mondo; i grandi appassionati di brandy non troveranno però acuti memorabili. Meglio dirigersi nella Francia del Sud-Ovest.

Brandy Library — 25 North Moore Street, Tribeca (Manhattan) — New York.

© 2015 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

01
Feb
15

Bar1 – Oslo

Il Bar1 di Oslo, aperto giusto 19 anni fa, il 1 febbraio 1996, per lungo tempo è stato considerato il paradiso mondiale degli appassionati di cognac.

Situato nel quartiere più trendy della città, Aker Brygge, oggetto negli anni 1980 di una radicale ristrutturazione — da area di docks portuali a centro commerciale residenziale — che l’ha trasformato nel passeggio elegante, e nel luogo in della night life di Oslo, il Bar1 poteva essere chiamato senza dubbio alcuno un “tempio dello spirito”. Attualmente è chiuso, e traslocherà in altra sede.

Il quartiere commerciale di Aker Brygge a Oslo – CC license – author: dalbera from Paris

La passione del proprietario André Midtgaard, e – diciamolo – quella dei norvegesi per il cognac, di cui sono tra i maggiori bevitori in Europa, ha reso questo locale un mito: la carta del Bar1 proponeva qualcosa come 450 diverse etichette in degustazione di questo distillato, ed oltre 100 di whisky !

Tra i motivi d’interesse del locale, l’offerta di degustare 2 o 4 cl, a prezzo uno precisamente il doppio dell’altro, ed una carta ragionata e commentata, la cui intestazione riporta una citazione di un professore di medicina, tale P.H. Malmsten, che afferma: “Se la gente avesse saputo quanto ci si mantiene in salute con il cognac, ne avrebbe bevuto fino alla morte”.

Il monumentale bancone del Bar1 ad Oslo – fonte: http://i2.stay.com

Il pregio della carta è che molti dei cognac sono descritti e commentati in sintesi, in particolare quando le Case sono meno conosciute, o dove la bottiglia merita un cenno speciale.

La carta va da bicchierini popolari fino al calice stratosferico: si arriva a 3600 corone [€ 400] per un Birkedal Hartmann intitolato a Henrik Ibsen, composto da cognac distillati mentre il celebre autore era vivente, e invecchiati da 50 a 70 anni — un’edizione di lusso in cofanetto di legno e decanter in vetro soffiato di Murano che si vende a € 4500 a bottiglia — fino alla follia di un Pierre Ferrand Réserve Marie Domain 1806, per 4800 corone [€ 535] composto di cognac napoleonico pre–fillossera invecchiato 107 anni: il bar garantisce che questa è l’unica bottiglia presente in Norvegia, di 60 prodotte.

Il patron del Bar1 André Midtgaard con il cognac Ferrand 1806 – fonte: http://dinmat.no

Ovviamente grande spazio è lasciato alle tante case di cognac che hanno mercato e azienda in Norvegia, Bache Gabrielsen, Birkedal Hartmann, Braastad, Jenssen, Jon Bertelsen, Larsen ed altre; si beve per un prezzo medio di 100 corone [€ 11], mentre si ottengono calici assai felici sborsando 300/500 corone [€ 33/55].

Troviamo parecchi bei nomi di produttori artigianali, molte offerte di bottiglie di pregio, e l’ovvia presenza di tutte le Case maggiori; nella carta c’è di tutto, dal VS da bere on the rocks, al calice memorabile, fino alle edizioni di lusso per nouveau riches. La carta non lascia spazio ai desideri, li accontenta tutti. Del resto il Bar1 ha la carta di cognac più ampia del mondo, e lascia gli altri concorrenti a debita distanza.

Purtroppo, per i lavori in corso di riadattamento del fronte del porto e dell’area commerciale, il Bar1 ha temporaneamente chiuso, e si trasferirà nel corso del 2015 in locali nelle vicinanze, ma non più in riva al mare. Chi vorrà andarci, dovrà pazientare fino alla riapertura. Intanto può consolarsi con l’acquolina in bocca leggendo qui la sua carta dei brandy.

 Bar1 – Holmens gate 3 – Aker Brygge – Oslo

© 2015 il farmacista goloso (riproduzione riservata)




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