Archive for the 'degustazioni' Category



03
Nov
14

degustazioni – abel – cognac pierre ferrand

La maison Ferrand è piuttosto giovane: fondata da due soci, Gabriel & Andreu, nel 1989, era nata con l’intento di affiancare i loro talenti commerciali alla bravura di un vignaiolo di Segonzac, Pierre Ferrand, la cui ditta risale al 1702.  Interrotta la società, il marchio è rimasto ai due imprenditori, dopo una causa vinta. Il boilleur de cru ha continuato invece la sua attività sotto il marchio “Pierre de Segonzac”. Pierre Ferrand è morto all’età di 84 anni nel 2013.

La ditta, oggi proprietà del solo Gabriel, è attualmente nota con i due marchi “cognac Ferrand” e “cognac Pierre Ferrand”: commercialmente dinamica, è molto presente sul mercato statunitense e tedesco. La sua produzione, di tipo tradizionale, dal solo primo cru Grande Champagne, spazia da cognac giovani fino a riserve “esclusive” di annata. La ditta produce anche cognac meno pregiati sotto altri marchi, Landy, Gabriel & Associes, Claude Chatelier, e numerosi altri alcolici: gin, rhum, armagnac e vodka. L’azienda vuole essere quindi un player a tutto campo nel settore spiriti, affidandosi alla propria rete commerciale sviluppata negli anni. Si fregia di numerosi premi ottenuti nelle competizioni internazionali di spiriti, IWSC per esempio, indispensabili per ben figurare sulle guide e gareggiare con le case più grandi.

La produzione più interessante è stata la prima, quando le scorte rilevate dalla maison Ferrand di Segonzac costituivano il nerbo dei loro cognac; oggi, a marchio sviluppato, i prodotti sono distillati in proprio o provengono da tenute a contratto, e hanno perso lo smalto dei primi giorni, benché si tratti ancora di un’ottica più da négociant di nicchia, che da grande azienda globale.

Primo imbottgliamento "Abel" - cognac Pierre Ferrand

Primo imbottgliamento “Abel” – cognac Pierre Ferrand

Cognac Ferrand condivide con altri produttori una tenuta di un centinaio di ettari nella Grande Champagne, dalla quale ricava una parte dei suoi cognac.

Cognac & Cotognata ha degustato uno dei loro cognac della prima produzione, chiamato Abel dal nome del maître de chai che l’ha distillato. Viene prodotto anche oggi, ma probabilmente non più con le riserve originali.

SCHEDA DI DEGUSTAZIONE

Denominazione: Abel

Produttore: Pierre Ferrand Cognac Sarl – Ars

Tipo di produttore: négociant

Cru: Grande Champagne

Qualità: extra

Gradazione: 40°

Invecchiamento: 45 anni

Vitigni: n.d.

Reperibilità: difficile

Prezzo: € 235 – 270 circa (2014)

Importatore: Pescarmona – Torino

Note gustative

Colore ambrato; aroma primo naso robusto, dapprima di quercia con dominante di uva passa, poi sempre più intenso di frutta cotta, con accenni speziati e minerali; gusto: molto ampio di tannini dolci (indice di lunghi anni in legno), profondo fruttato, marcate note minerali, un lieve accenno di pepe; rancio fine ed appagante; si espande in un retrogusto passito e legnoso persistente ma sorprendentemente delicato. Equilibrio: centrato.

Prima di degustare un’acquavite di venerabile età come Abel è importante lasciarla riposare almeno mezz’ora o più, coprite semplicemente il bicchiere con un cartoncino. Cognac grande champagne da signori, di aroma imponente ed a piena maturazione; suoi punti di forza sono il fruttato e la rotondità; estremamente ricco, elegante e fine, non impressiona però per corpo, cosa che si potrebbe ben pretendere da un extra di questo livello. Se solo non fosse diluito a 40° (per ottenere la massima resa economica), sarebbe un cognac da sogno. Non è certo se la seconda serie attualmente in commercio assomigli ancora a questa quasi perfetta squisitezza.

"Abel" - cognac Pierre Ferrand - imbottigliamento corrente

“Abel” – cognac Pierre Ferrand – imbottigliamento corrente

Scheda di degustazione

Aroma

1. Fruttato / vinosità: 6

2. Aroma di legno (quercia): 4

3. Alcolicità: 6     (1=prevalente)  (6=minima)

Gusto

1. Astringenza: 6      (1=prevalente) (6=minima)

2. Dolcezza: 6

3. Rancio: 4

4. Ricchezza: 6

5. Corpo (pienezza): 4

Retrogusto (lunghezza): 4

Equilibrio aroma/gusto: 4

Giudizio complessivo:  50 / 60

Voti: 1= assente 2= scarso 3= mediocre 4= buono 5= molto buono 6= ottimo

 © 2014 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

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04
Lug
14

Degustazioni – Martell Cordon Bleu

La maison Martell è tra le più antiche case di cognac esistenti: il suo capostipite Jean Martell proveniente dalla normanna isola di Jersey ha fondato la sua attività a Cognac nel primo decennio del 1700. Oggi l’azienda appartiene al gruppo multinazionale Pernod – Ricard. Martell è una delle Big Four, le quattro aziende che si spartiscono il mercato globale del cognac, e come le altre ha impressionanti stock di vecchi distillati,ed uno stabilimento che forma una vera città nella città di Cognac. Fino al 1951 assieme alla maison Hennessy aveva il privilegio di fissare i prezzi del cognac appena distillato, e quindi di dominare il mercato.

Cognac Cordon Bleu - maison Martell - Cognac

Cognac Cordon Bleu – maison Martell – Cognac

I suoi prodotti si trovano in tutto il mondo. Martell ha uno stile riconoscibile, fa cognac asciutti e floreali, distillati senza fecce, in cui le acquaviti delle Borderies hanno un ruolo importante. La Martell ha importanti proprietà in questo piccolo pregiato cru. La gamma comprende tutti i prodotti possibili, dal semplice VS fino a l’Or de Jean Martell, il loro costosissimo Extra in lussuoso decanter di cristallo.

Denominazione: Cordon Bleu
Produttore: Martell – Cognac
Tipo di produttore: Négociant
Cru: Assemblage
Qualità: XO
Particolarità: Borderies dominanti nel blend
Gradazione: 40°
Invecchiamento: >20 anni
Vitigni: Ugni blanc

Reperibilità:  facile
Prezzo: € 110 – 150 (2014)

Note gustative

Colore: ramato intenso; aroma fruttato rotondo con note dolci di legno, alcolicità pressoché assente, montant delicato e avvolgente; gusto armonioso, il legno dolce prevale su un fruttato ben aromatico e maturo, leggermente alcolico; discreta espansione in bocca; retrogusto mediamente persistente. Equilibrio: ben bilanciato tra naso e bocca.

Cognac di buona fattura, potrebbe dare più di quanto promette al naso: ma è comunque un bere piacevole. Per alcuni appassionati, me compreso, il CB è stato, per la sua facile reperibilità, la porta di ingresso ai cognac di qualità superiore.Le Borderies si avvertono protagoniste dell’assemblage, con la loro caratteristica floralità ed il gusto vagamente terroso – oleoso, di noce. Il Cordon Bleu è il cognac più celebre tra i prodotti di alta gamma delle grandi maison, un classico ormai secolare. Il prezzo (oltre la media per la tipologia) incorpora una buona parte dei costi di marketing e pubblicità, come è regola delle Big Four.

Scheda di degustazione

Aroma
1. Fruttato / vinosità: 4
2. Aroma di legno (quercia): 4
3. Alcolicità: 5                      (1= prevalente)  (6= minima)

Gusto
1. Astringenza: 4                 (1= prevalente)  (6= minima)
2. Dolcezza: 4
3. Rancio: 3
4. Ricchezza: 4
5. Corpo (pienezza): 3

Retrogusto (lunghezza): 3
Equilibrio aroma/gusto: 4

Giudizio complessivo 38 / 60

Voti: 1= assente 2= scarso 3= mediocre 4= buono 5= molto buono 6= ottimo

© 2014  il farmacista goloso (riproduzione riservata)

20
Mag
14

degustazioni – brandy villa zarri 16 anni

Villa Zarri è un produttore di brandy italiano di qualità, con sede a Castel Maggiore (Bologna) nelle dipendenze dell’omonima villa settecentesca.

L’azienda, nata sul finire degli anni ’80 per iniziativa del già produttore del brandy Oro Pilla, si caratterizza per distillare artigianalmente, caso forse unico in Italia, con alambicco charentais, e per invecchiare il brandy con lo stesso metodo e le stesse cure impiegate nella zona di produzione del cognac.

VILLA-ZARRI

Da sinistra a destra, un brandy Villa Zarri, l’alambicco charentais dell’azienda, ed il patron Guido Fini Zarri.
(dal sito aziendale)

I brandy prodotti da Villa Zarri sono confrontabili con i cognac d’oltralpe, di cui condividono tutto meno il terroir;  il vitigno utilizzato è il trebbiano tosco-romagnolo di collina, per un risultato simile ai francesi in termini di gusto, ed il distillato invecchia in botti di quercia del Limousin e dell’Allier, in clima umido. Potremmo quindi permetterci di chiamarli in tutta onestà cognac italiani, se non lo vietasse la tutela della denominazione d’origine francese.

Il  distillatore, Guido Fini Zarri, è un figlio d’arte, nato e cresciuto tra gli alambicchi dell’industria paterna: aveva ben chiara la possibilità di produrre brandy di qualità anche in Italia, purché lo si fosse voluto. Nonostante i suoi sforzi in questo senso, nessuno dei produttori storici di brandy italiani ha inteso raccogliere quella che è stata una sfida all’indiscusso primato transalpino, per il timore dei costi, dei tempi lunghi, di un mercato debole, e soprattutto per dover acquisire in pochi anni un’esperienza che per i francesi è patrimonio plurisecolare. Insomma, una pazzia, o per meglio dire, una visione.

È riuscita questa sfida? Lo scopriremo in questa degustazione.

 BRANDY ITALIANO VILLA ZARRI 16 ANNI

Denominazione: Assemblaggio Tradizionale – 16 anni

Produttore: Villa Zarri – Castel Maggiore (Bologna)

Tipo di produttore: distillatore  – affinatore

Cru: –

Qualità: assemblaggio (annate 1987-1988-1989)

Gradazione: 44°

Invecchiamento: 16 anni (imbott. 2006)

Vitigni: trebbiano toscano e romagnolo

Prezzo: € 50 – 55 (50 cl / 2014)

Note gustative

Colore ramato; aroma: primo naso incerto e leggermente boisé, con note vinose; col riposo si apre ad un piacevole vanigliato, e gli aromi vinosi diventano dominanti sul legno; alcolicità minima; gusto armonico, morbido, pieno e generosamente vinoso, perfettamente fuso con il legno dolce della quercia, che gioca in eleganza; l’alcool è molto ben integrato; retrogusto discretamente persistente con residuo tanninico sul palato;  equilibrio eccellente tra aroma e gusto.

Questo distillato è il prodotto di un sogno, fare brandy in Italia allo stesso livello dei vignaioli di Cognac. Il risultato è ammirevole; tuttavia il confronto col cognac non è facile: pur nel rispetto del metodo produttivo, clima e terreno sono profondamente diversi, ed inutile risulta tentare di inquadrare questo distillato pensando ai crus della Charente, un po’ come fareste per champagne e bollicine nostrane.

Volendo schematizzare, questo brandy Villa Zarri ha più ‘polpa’ ed intensità, più ampiezza aromatica ma minore finezza di un cognac di simile invecchiamento, ed un retrogusto meno etereo. Si può in ogni caso definire come un brandy assai elegante, generoso, e di perfetto equilibrio, senza complessi di inferiorità rispetto ai migliori cognac. L’etichetta è pienamente informativa ed esauriente, ed un ulteriore pregio è la non eccessiva riduzione del grado alcolico, mantenuto oltre 40°, che dona carattere al brandy.

Bravò, monsieur Finì !

Avviso: il brandy degustato è un gentile omaggio del distillatore, che ringrazio ancora, in occasione di una visita all’azienda. Valuti il lettore l’indipendenza della recensione.

Scheda di degustazione

Aroma                                     

1.  Fruttato / vinosità: 5

2.  Aroma di legno (quercia): 4

3.  Alcolicità: 6             (1= prevalente)      (6= minima)

Gusto

1.  Astringenza: 3             (1= prevalente)       (6= minima)

2.  Dolcezza: 5

3.  Rancio: 1

4.  Ricchezza: 5

5.  Corpo (pienezza): 3

Retrogusto   (lunghezza): 4

Equilibrio aroma/gusto: 6

Giudizio complessivo                       42 / 60

 

Voti: 1= assente 2= scarso 3= mediocre 4= buono 5= molto buono 6= ottimo

 

© 2014 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

26
Mar
14

degustazioni – armagnac chateau de pellehaut 25 ans

Chateau de Pellehaut è il nome di una grande tenuta sita a Montréal du Gers nel secondo cru dell’Armagnac, il Ténarèze: i distillati di questa regione sono a torto ritenuti inferiori a quelli del Bas-Armagnac, mentre in alcuni casi la loro qualità sorpassa di molto la regione più famosa.

Chateau de Pellehaut è uno dei produttori di pregio della zona. L’azienda lavora molto più vino che armagnac, ed i conduttori sono enologi con esperienza, a cui piace sperimentare. In cantina si usano legni di diversa origine e si fa distillare alla guascona ed a ripasso. Lo stock è ampio e permette di creare armagnac di buon equilibrio. Dal 1992 i fratelli Béraut distillano solo Folle Blanche, convinti della sua superiorità.

Chateau de Pellehaut - Montréal du Gers (Ténarèze)

Chateau de Pellehaut – Montréal du Gers (Ténarèze)

Abbiamo provato il loro blend invecchiato 25 anni.

Denominazione: 25 Ans

Produttore: Chateau de Pellehaut – Famille Béraut – Montréal du Gers

Tipo di produttore: bouilleur de cru

Cru: Ténarèze

Qualità: 25 Ans (Blend 1973-74-79)

Gradazione: 40°           

Invecchiamento: 25 anni

Vitigni: Ugni blanc

Distillazione: armagnaçaise da 55° a 70°

Riduzione: a 40° con petites eaux

Armagnac Chateau de Pellehaut 25 Ans - 40° - Montréal du Gers - Ténarèze

Armagnac Chateau de Pellehaut 25 Ans – 40° – Montréal du Gers – Ténarèze

Note gustative

Colore oro profondo; primo naso insolitamente gentile per un armagnac, dal dolce bouquet vinoso; dopo, l’aroma vira al vanigliato su piacevole nota ancora vinosa, con morbidezza e sempre più volume; infine si apprezza una robusta spalla legnosa, che fa pensare quasi ad un cognac; l’alcolicità è ben presente ma non invadente; gusto moderatamente asciutto, dall’alcool pungente, di corpo modesto: questo armagnac rivela poca struttura, privilegiando finezza e vinosità; retrogusto poco persistente; equilibrio decisamente onesto tra naso e bocca.

Un armagnac che rivela belle doti aromatiche, e finezza in bocca e nel naso, il corpo tuttavia manca di profondità, benché sia ricco di aromi: la diluizione a 40° assottiglia un distillato fondamentalmente fine e assai poco rustico. Comunque una bella prova per una maison di qualità del Ténarèze. Può piacere a chi cerca un distillato maturo ma meno spigoloso e difficile di un armagnac ad alto grado.

Reperibilità: non importato in Italia

Prezzo: € 50 circa (2014)

Scheda di degustazione

Aroma                                     

  1. 1.  Fruttato / vinosità:  5
  2. 2.  Aroma di legno (quercia) :  3
  3. 3.  Alcolicità:  3             (1= prevalente)    (6= minima)

 

Gusto

  1. 1.  Astringenza:  4             (1= prevalente)     (6= minima)
  2. 2.  Dolcezza:  3
  3. 3.  Rancio:  3
  4. 4.  Ricchezza:   4
  5. 5.  Corpo (pienezza) :  3

Retrogusto (lunghezza):  3

Equilibrio aroma/gusto:   4

Giudizio complessivo                       35 / 60

Voti: 1= assente 2= scarso 3= mediocre 4= buono 5= molto buono 6= ottimo

© 2014   il farmacista goloso (riproduzione riservata)

12
Feb
14

degustazioni – cognac davidoff classic

Davidoff è un prestigioso marchio di tabacchi ed altri generi, operante nella fascia luxury del mercato. Il fondatore, Zino Davidoff, di origini ucraine, emigrato in Svizzera con la famiglia a causa delle persecuzioni anti-ebraiche, è noto tra gli amatori di sigari principalmente per i suoi tabacchi di alta qualità, come per altri prodotti di pelletteria e per la scrittura. Oggigiorno il brand è impiegato anche per articoli fashion: profumi occhiali ed orologi. Il marchio comprende anche due qualità di cognac, standard e superiore, da abbinare ai sigari.

Cognac Davidoff VSOP

L’attuale confezione del cognac Davidoff VSOP – maison Hine.
La recensione invece è del precedente imbottigliamento di pari età Davidoff Classic, ora non più commerciato, della maison Hennessy.

I cognac Davidoff rientrano nella categoria cigar cognac, cioè pensati e creati appositamente per l’abbinamento ai sigari, ne abbiamo parlato in una scheda dedicata. La loro caratteristica principale è di essere sufficientemente pieni e ricchi da resistere all’imponenza dell’aroma di un sigaro.

Davidoff propone una gamma di due cognac da sigari, VSOP (già Classic) e XO (già Extra); la serie attuale è prodotta da Hine, mentre la precedente licenza del marchio, di cui si trova ancora facilmente qualche bottiglia, apparteneva ad Hennessy. Sono cognac polposi, dolci e boisé, nella cui creazione entrano decine di cognac di provenienze diverse: lo scopo è di creare distillati potenti ed aromatici; la presenza di additivi è alta per dare struttura e dolcezza alla composizione.

Denominazione: Davidoff Classic
Produttore: Hennessy
Tipo di produttore: négociant
Cru: primi 4 crus (assemblage di numerosi cognac)
Qualità: VSOP
Particolarità: Cigar cognac
Gradazione: 40°
Invecchiamento: > 7 anni
Vitigni: Ugni blanc

Prezzo: € 55-65 (2014)

Note gustative

Colore ambrato profondo, caramellato; aroma di quercia marcato, naso mediamente alcolico; gusto intenso, mediamente alcolico, corpo modesto, discreta dolcezza, tannini, vaniglia e alcool ben presenti; retrogusto moderatamente persistente. La potenza e la morbidezza ne fanno un tipico cigar cognac, che esalta l’aroma sul corpo. Piacione e fin troppo ricco per la sua età:  la struttura che lo fa sembrare rotondo è dovuta al maquillage e serve a reggere i sigari.

Scheda di degustazione

Aroma
1. Fruttato / vinosità: 2
2. Aroma di legno (quercia): 4
3. Alcolicità: 3              (1 = prevalente)  (6 = minima)

Gusto
1. Astringenza: 5          (1 = prevalente) (6 = minima)
2. Dolcezza:4
3. Rancio: 1
4. Ricchezza:2
5. Corpo (pienezza): 3

Retrogusto (lunghezza): 2
Equilibrio aroma/gusto: 4

Giudizio complessivo:   30 / 60

Voti: 1= assente 2= scarso 3= mediocre 4= buono 5= molto buono 6= ottimo

© 2014 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

09
Nov
13

degustazioni – Bas armagnac Dartigalongue hors d’age

Dartigalongue è un’antica Casa di commercio e distillazione di armagnac, operante a Nogaro dal 1838. L’azienda distilla alcool di vino anche per l’esportazione, e assembla e invecchia armagnac in proprio.

Gli armagnac sono distillati per il 75% a colonna e per il 25% con alambicco charentais, e invecchiano in botti usate (quercia limousin e guascone), in cui si versano 5 kg di trucioli di legno, perciò questi spiriti risentono del trattamento. Tutti sono ridotti a 40°. L’azienda commercia prevalentemente armagnac giovane, ed acquista millesimati da altri produttori.

Bas armagnac Hors d'age - maison Dartigalongue - Nogaro

Bas armagnac Hors d’age – maison Dartigalongue – Nogaro

Denominazione: Bas Armagnac Hors d’Age

Produttore: Dartigalongue – Nogaro (Bas-Armagnac)

Tipo di produttore: négociant – distillatore

Cru: Bas Armagnac

Qualità: Hors d’age

Gradazione: 40°      

Invecchiamento: > 8 anni

Vitigni: Ugni blanc, Baco, Colombard, Folle Blanche

Prezzo: € 35-40 circa (2013)

Importatore: Sagna – Moncalieri

Note gustative: colore dorato; aroma intensamente vinoso con robuste note di legno (abbondante maquillage?) , alquanto alcolico; gusto fiero, mediamente alcolico, corpo pieno ma non ricco, vinoso e tannico, con note balsamiche e fungose; retrogusto debolmente persistente; equilibrio: buono.

La potenza aromatica ed il corpo robusto ne fanno un bas armagnac tipico, per quanto commerciale. Distillato giovane, ruvido ma piacevole, con vigoroso carattere, indicato per chi si avvicina per la prima volta alla scoperta dell’armagnac.

Scheda di degustazione

Aroma                                      

  1. 1.  Fruttato / vinosità: 4
  2. 2.  Aroma di legno (quercia): 5
  3. 3.  Alcolicità: 2               (1=prevalente)    (6=minima)

 

Gusto

  1. 1.  Astringenza: 3          (1=prevalente)   (6=minima)
  2. 2.  Dolcezza: 3
  3. 3.  Rancio: 1
  4. 4.  Ricchezza: 2
  5. 5.  Corpo (pienezza): 3

Retrogusto (lunghezza): 2

Equilibrio aroma/gusto: 4

Giudizio complessivo                        29 / 60

Voti: 1= assente 2= scarso 3= mediocre 4= buono 5= molto buono 6= ottimo

02
Ott
13

il mirto di sardegna

 

Chiunque sia stato in vacanza in Sardegna, terra fiera del proprio isolamento, conosce il suo liquore tipico, altrettanto fiero nel colore.

Il mirto si ricava dall’omonimo arbusto mediterraneo, Myrtus communis, detto anche mortella,  diffuso ampiamente nell’isola, adoperando il frutto maturo, una bacca intensamente colorata e profumata che si raccoglie sul principiare dell’anno.

Arbusto di mirto in frutto

Arbusto di mirto in frutto

Per lunga tradizione, esso è IL liquore sardo, prodotto in famiglia per il proprio consumo, e anche da alcune industrie che riescono a fargli varcare il mare e giungere in “continente” come usano dire gli isolani.

Si prepara per infusione in alcool delle bacche ed alcune foglie per un periodo variabile da 15 a 30-40 giorni, e poi per diluizione di questa “tintura” filtrata con sciroppo di zucchero e acqua fino al grado voluto; di solito il mirto non è un liquore molto alcolico, e trova il suo grado ottimale intorno ai 28°‑35°; per dare più corpo al prodotto è utile impiegare un torchietto che spremerà il liquido rimasto nelle bacche, ma attenzione a che l’operazione sia fatta in modo leggero, altrimenti ne verranno estratte anche le sostanze tanniche, rendendolo imbevibile. La maturazione del liquore da 2 a 6 mesi prima del consumo gli farà perdere un po’ di astringenza conferendogli un colore meno cupo. Come si vede, non è un prodotto complicato, ma casalingo, la cui bontà è data dal corretto equilibrio tra i profumi, un minimo di corpo, e la dolcezza, che deve risultare non stucchevole, rischio presente in molti liquori.

Il curioso pettine, attrezzo impiegato nella raccolta delle bacche di mirto

Il curioso pettine, attrezzo impiegato nella raccolta delle bacche di mirto

Il mirto si beve comunemente come digestivo, più spesso gelato, come si usa fare per il limoncello, che non a temperatura ambiente. Provatelo in entrambi i modi, secondo le stagioni.

Il mirto assaggiato da Cognac & Cotognata proviene dalla tipologia familiare, ed è stato prodotto per la felicità dei clienti del ristorante La Rosa dei Venti di Santa Vittoria di Sennariolo (OR) dal patron Gianluca del Rio. Grazie alla cortesia dell’autrice di Cucinasenzasenza.com , che ha importato materialmente il liquore, non senza pericolo per l’integrità della bottiglia e del contenuto della valigia, siamo riusciti a venire in possesso di questo mirto sardo verace e fedele alla tradizione, che ora degusteremo.

Le bacche di mirto durante la macerazione in alcool

Le bacche di mirto durante la macerazione in alcool

L’aspetto è limpido, e il colore granato scarico, indice di lunga maturazione; il profumo è sostenuto e tipico della bacca sarda, molto gradevole, che potrebbe ricordare con un po’ di fantasia la macchia mediterranea; al palato questo mirto si offre equilibrato, di dolcezza contenuta, con una discreta alcolicità che tuttavia non disturba; il gusto si rivela non così corposo come farebbe pensare il profumo, ma vivace e alquanto fruttato; potrebbe essere avvicinato al liquore di prugnoli, per la nota fruttata e lievemente tannica, per quanto il sapore sia del tutto proprio e inconfondibile. Il retrogusto è pressoché assente, come in quasi tutti i liquori; l’esecuzione dimostra un ottimo equilibrio tra frutto, alcool e zucchero, lontana dal carattere rustico che connota frequentemente i liquori di preparazione casalinga.

In conclusione questo mirto è un digestivo molto gradevole e facile da bere, sia in versione raffreddata, che a temperatura ambiente: si apprezza al meglio con la stagione estiva, ma crea nostalgia del suono del mare e della semplice ma squisita cucina sarda.




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