Archive for the 'birra' Category

20
Set
15

birra – Rochefort 8

Ecco la seconda delle celebrate birre dell’abbazia di Notre Dame de St. Rémy (San Remigio), meglio conosciute come Rochefort, dal nome del vicino villaggio nelle Ardenne.

L’interno della chiesa del monastero di Notre Dame de Saint Rémy – CC license – author Luca Galuzzi

L’antico monastero produceva birra già sul finire del 1500, ma le vicende storiche, come per molti monasteri, hanno portato all’abbandono dell’edificio. A fine 1800 si insedia qui una piccola comunità proveniente dal monastero di Achel, che ripristina i muri e riprende dopo secoli la fabbrica di birra; dopo la seconda guerra mondiale comincia la produzione che ancora oggi viene offerta, costituita semplicemente da tre birre.

Gli amatori delle trappiste belghe lo sanno, nelle birre di Rochefort si trova la semplicità fuori, e la complessità dentro: l’unica differenza tra loro è un numero 6, 8, 10, e il tappo di colore diverso. Indicano la densità in gradi Baumé di ogni birra ed allo stesso tempo le settimane di maturazione in bottiglia. Tutte vengono prodotte con l’acqua di una sorgente del monastero, la Tridaine. Curiosamente fino ad una quindicina di anni addietro nessuna delle tre birre aveva un’etichetta: monastica povertà ! Per la 8 si tratta di una birra nello stile tripel. I monaci la chiamano la spéciale.

Il birrificio dell’abbazia di Rochefort – CC license – author Luca Galuzzi

All’apparenza dimessa, in umile stile cistercense, questa 8 dei trappisti dell’abbazia di San Remigio di Rochefort. Ma che birra, cari lettori !

Il bollino verde su tappo ed etichetta annuncia che stiamo per degustare la qualità intermedia della produzione, e loro cavallo di battaglia.

Colore fulvo aranciato, se non fosse per la schiuma diresti che è un cognac delle Borderies. Cappello assai voluminoso e persistente, color caffellatte a grana finissima, che scompare dopo un certo tempo.

Vivaci profumi di frutta cotta (pera, prugna ?), uva passa e una nota vinosa, portata dall’alcool, indefinibile, che si scurisce man mano.

Carbonatazione vivace a bolle medie, mai invadente.

Palato cremoso ma non unto, magnifica stoffa dai tanti sapori fruttati. Ancora frutta cotta, malto tostato, zucchero caramellato, banana, aromi quasi di china e rabarbaro, se vi bendassero pensereste che è un chinotto alcolico, od un amaro diluito con la Perrier®.

La birra Rochefort 8 – 9,2° – CC license – author AndreaDor

Caleidoscopio di gusti, perfino difficile da analizzare; l’alcool non lo capirete se non dopo che vi avrà sciolto le gambe: siamo oltre 9°! Retrogusto dolce e carezzevole, avvertibile quando il luppolo vi avrà pulito la bocca dall’abboccato amarognolo, mai stucchevole come altre birre d’abbazia.

Il fondo di lievito esalta i toni amari del corpo, con abbondante residuo cremoso, sempre vivacemente frizzante. Probabilmente invecchiando assume toni ancora più speziati. Vedremo come si comporterà ad una degustazione fra qualche anno.

Tutto è dosato con mano ferma ed artistica, per un risultato di granito rivestito di seta finissima. Classe assoluta, una birra trappista di alta scuola.

Servizio: a temperatura di cantina, 13-15°C, mai fredda
Abbinamenti: per le note amare e l’alcolicità apprezzabile, è un’ottima alternativa ad un aperitivo italiano, quindi patatine olive e salatini; ma non teme il confronto con il cioccolato nero e la frutta secca o disidratata: prugne, uva passa, fichi e datteri. Qualcuno dice anche carni alla brace. Mah…
Reperibilità: abbastanza difficile
Gradazione: 9,2°
Conservazione: 5 anni (l’invecchiamento migliora questa birra)
Prezzo: € 3,50 – 3,80 (2015)

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27
Giu
15

birra – Rochefort 6

Finalmente iniziamo la degustazione delle celebrate birre dell’abbazia di Notre Dame de St. Rémy (San Remigio), meglio conosciute come Rochefort, dal nome del vicino villaggio nelle Ardenne.

Abbazia di Saint-Rémy – Rochefort – Ardenne – CC public domain (author: Grentidez)

L’antico monastero produceva birra già sul finire del 1500, ma le vicende storiche, come per molti monasteri, hanno portato all’abbandono dell’edificio. A fine 1800 si insedia qui una piccola comunità proveniente dal monastero di Achel, che ripristina l’edificio e riprende dopo secoli la produzione di birra; dopo la seconda guerra mondiale comincia la produzione che ancora oggi viene offerta, costituita semplicemente da tre birre.

La birreria del monastero di Rochefort – CC license – author Luca Galuzzi

Gli amatori delle trappiste belghe lo sanno, nelle birre di Rochefort si trova la semplicità fuori, e la complessità dentro: l’unica differenza tra loro è un numero 6, 8, 10, e il tappo di colore diverso. Indicano la densità in gradi Baumé di ogni birra ed allo stesso tempo le settimane di maturazione in bottiglia. Tutte vengono prodotte con l’acqua di una sorgente del monastero, la Tridaine. Curiosamente fino ad una quindicina di anni addietro nessuna delle tre birre aveva un’etichetta: monastica povertà ! La Rochefort 6 è la birra più rara della serie: viene prodotta solo due volte all’anno, e rappresenta il 5% della produzione totale, circa 18000 ettolitri per le tre qualità. Si tratta di una birra nello stile dubbel, dal magnifico colore ramato.

La birra Rochefort 6 – 7,5° – CC license – author DirkVE

Versata, fa un cappello di schiuma fine, abbondante ma fugace e appena colorato; gli aromi sono tenui, tra il fruttato e un curioso agrumato; riscaldandosi, la birra cede quasi un profumo floreale, di rosa? La carbonatazione è più che vivace: a bolle medie, al palato si avverte in modo marcato, mentre il gusto riprende l’impressione lievemente agrumata, su base dolce di malto, con cenni fruttati e di zucchero candito. L’impressione è di una birra leggera, ma sarete smentiti presto. Sul finale appare una luppolatura esile, speziata e fresca, che pulisce la bocca. L’alcool vi tradirà dopo averla sorseggiata, i 7,5° non passano senza essere avvertiti. I lieviti depositati, abbondanti, una volta versati nel bicchiere danno la cifra delle note maltate, che appaiono poco nella birra. Il corpo nel fondo! Questa birra è più complessa di quanto non lasci intravedere, pur se in uno stile beverino: profumi e sapori sono pennellati con mano lieve, ma il quadro è parecchio ricco. Una dubbel di carattere, facile da bere ma solo in apparenza; da non lasciarsi scappare se la trovate. Servizio: a temperatura di cantina, 12-15°C; si abbina con piatti di uova, carni arrosto e formaggi stagionati, ma con un gorgonzola verde potrebbe essere una scoperta curiosa.

Reperibilità: difficile

Gradazione: 7,5°

Conservazione: 5 anni (l’invecchiamento migliora questa birra)

Prezzo: € 2,7 circa (2015)

18
Ott
14

birra – rassegna birrart europe 2014

Questo blog ama la birra, quando fatta con passione e tradizione. Ci piace segnalare un’interessante manifestazione di questo weekend nel pavese.

In una terra completamente dedita al vino, e nella sua capitale, Casteggio, ospitare una manifestazione dedicata alla bionda spumeggiante suona eretico, ma tant’è.

Birrart Europe 2014

Quest’anno Birrart (rassegna di birre artigianali) ospita 146 etichette internazionali, con un occhio di riguardo al mondo tedesco, il più importante per la birra europea, anche per volumi, e special guests le craft beers statunitensi.

Segnalo per gli appassionati del genere la ditta belga Tilquin, presente cone le sue interessanti gueuze (birre a fermentazione spontanea) e la tedesca Augustiner, la birreria più antica (e forse migliore, ma è un ‘opinione personale)di Monaco di Baviera (1328).

La manifestazione è in corso, e finirà domani 19 ottobre a mezzanotte; è ospitata nell’area fieristica della cittadina oltrepadana, con incontri, laboratori, cibo e assaggi per tutti.

Per info: birrart.org

11
Set
14

birra – achel blond

Achel Blond

Una bottiglia di Achel blond – 8°

La birra Achel viene prodotta dal monastero trappista di Achel (Brouwerij der Sint-Benedictusabdij de Achelse Kluis) presso Hamont, sul confine tra Belgio ed Olanda, circa a metà strada tra Maastricht e Eindhoven. L’abbazia, un tempo benedettina e faro cattolico in terre protestanti, venne chiusa in epoca napoleonica, e rifondata nel 1846 dai monaci di Westmalle come eremo cistercense.

La produzione di birra è stata interrotta nel 1914 ma ripresa nel 1999;  con giusto orgoglio i frati dichiarano l’assenza di zuccheri ed aromi aggiunti, per una birra pura, chiara e dissetante. Ne vengono prodotte alcune qualità, secondo le ricette di frate Thomas, un birraio di Achel, che aveva imparato nelle abbazie di Westmalle e Rochefort, somme scuole brassicole trappiste! Abbiamo quindi la Achel blond e la bruin, a 8°, disponibili in bottiglia, e alla spina presso il monastero ma a 5°; mentre solo in bottiglia da 75cl le Achel blond e bruin extra a 9,5°.

Il risultato non è modesto: la Achel blond si presenta bionda dorata chiara, con un impressionante cappello di schiuma a grana media molto persistente, dal quale si alzano profumi di ananas e banana; lo stile è riconducibile alle blond trappiste, di cui la nostra è il capostipite. L’attacco in bocca è sorprendentemente dolce, soave, ma svela presto note maltate complesse tra il fruttato e lo speziato, bilanciate da una fresca luppolatura . La carbonatazione è piacevolmente fine, mentre il luppolo si rivela meglio nel retrogusto, ben dosato e mai invadente. A tratti compare una lievissima acidità che può ricordare la Orval. Corpo pieno, equilibrato, totalmente appagante. Marcatamente amaro e luppolato il fondo di lieviti, si gusta agitando l’ultimo dito di birra rimasto apposta nella bottiglia. Ottimo equilibrio tra le varie componenti.

Birra eccezionalmente piacevole e fine, una grande blond di facile beva, ma che rivela doti aromatiche di grande carattere. Unica nota di biasimo, l’alcolicità che taglia le gambe dopo averla bevuta. Ma si sa, è un peccato di tutte le birre belghe.

Gradazione: 8°

Reperibilità: difficile

Conservazione: 3-5 anni

Prezzo: variabile!  € 2,5 – 4,4

14
Lug
14

birra – chimay blu

Le birre a marchio Chimay sono distribuite da una società anonima Biéres de Chimay di Baileux, a poca distanza dall’abbazia di Scourmont, dove vengono prodotte, nel rispetto della filosofia trappista: si tratta di una linea di birre di facile reperibilità sul mercato, alquanto adatta a chi si voglia avvicinare per la prima volta alle birre trappiste belghe. Con questo imbottigliamento concludiamo le recensioni di questa abbazia.

La Chimay etichetta blu è una qualità di birra “riserva” che si adatta all’invecchiamento, il quale può durare fino a 5 anni; ogni bottiglia porta in etichetta il millesimo di produzione, come fosse un vino. Inizialmente era stata pensata sul modello delle Festbier natalizie alla tedesca, quindi aspettiamoci una birra ricca per le occasioni importanti.

Chimay blu - 9°-  Abbazia Trappista di Scourmont - Belgio

Chimay blu – 9°- Abbazia Trappista di Scourmont – Belgio

All’aspetto la Chimay blu si presenta limpida e bruna, con un cappello a grana fine bruno chiaro anch’esso e moderatamente persistente; i profumi fruttati sono più che gradevoli, sostenuti da un seguito di aromi maltati di media intensità; la carbonatazione si avverte moderata e piacevole; si tratta di una birra alcolica, diremmo quasi liquorosa per la dolcezza al palato, tuttavia un buon sottofondo luppolato mai invadente bilancia le note rotonde con frutto e una leggera speziatura; il finale è astringente, con discreto ritorno di note maltate e fruttate.

Nel complesso una buona prova, anche se la bottiglia era del 2013, quindi troppo giovane: l’ideale sarebbe farla maturare almeno due anni o tre prima di assaggiarla. Rimane tuttavia la sensazione di aver a che fare con una birra un poco vuota o che potrebbe dare di più: probabilmente, viste le prove delle altre Chimay, questa leggerezza è un segno dello stile aziendale, ma non ci ha soddisfatto appieno. Altre trappiste di stile simile offrono maggiore appagamento; ma si sa, de gustibus

Da bere a temperatura di cantina, 10-15°C, mai fredda! Abbinamenti possibili, i soliti salatini con formaggi a pasta grassa non troppo aromatici e pezzetti di pera: Casera, Bra tenero, Branzi, Gouda, Emmental tra tanti. Oppure usatela come bevanda da complimento, una bottiglia basta per due persone.

Prezzo: € 2,2 circa (2014)

Reperibilità: facile

Conservazione: 5 anni

01
Giu
14

birra – Chimay Triple (gialla)

Continuiamo la rassegna delle birre di produzione trappista con un’altra bottiglia dell’abbazia di Scourmont a marchio Chimay.

La birra Chimay Tripel (etichetta gialla) è distribuita da una società anonima, Bières de Chimay S.A. con sede vicino all’abbazia produttrice.

Birra Chimay Tripel – 8° – Abbazia di Scourmont

Si tratta di una birra nello stile trappista Tripel, quindi bionda ma robusta. Il cappello è bianco, a bolle piccole e fugaci; al naso aromi fruttati con tono acido (ananas?) nascondono un’ombra maltata più dolce. La carbonatazione è a bolle minuscole, nutrita, un poco invadente, quasi tedesca; il palato è caratterizzato come tutte le Tripel dall’amaro del luppolo su una base maltata secca che dà rotondità senza scendere nel dolce. Corpo pieno, retrogusto che lascia una scia luppolata amarognola sulla lingua. Alcolicità ben nascosta: rende la birra sostenuta e gradevole.

Complessivamente una buona Tripel, quasi da pasto per la struttura secca ed il corpo non protagonista. Può accompagnare, perché no, moules & frites. Ben fatta, tuttavia mancando di un bouquet generoso emoziona poco rispetto ad altre consorelle trappiste. Come già notato per la sorella Chimay Rossa, sembra che la linea delle birre di Scourmont non sappia far vibrare le corde degli appassionati, forse per la produzione su maggiore scala rispetto agli altri birrifici monastici? La pietra di paragone nello stile Tripel rimane a detta di molti la produzione dell’abbazia di Westmalle.

Alcolicità: 8°

Prezzo: € 2,5 circa

Conservazione: 3 anni.

Reperibilità: facile.

 

12
Gen
14

birra – chimay rossa

Le birre a marchio Chimay sono distribuite (si veda commento) da una società anonima Biéres de Chimay di Baileux, a poca distanza dall’abbazia di Scourmont, dove vengono prodotte, nel rispetto della filosofia trappista: si tratta di una linea di birre di facile reperibilità sul mercato, alquanto adatta a chi si voglia avvicinare per la prima volta alle birre trappiste belghe.

La Chimay rossa appartiene allo stile dubbel, scura quindi con 7° alcolici. L’abbazia la chiama bruna o  Première, perché fu la prima birra prodotta, dal 1862.

Chimay_Rouge

La birra Chimay rossa

Aspetto bruno tendente al rosso, con un bel cappello di schiuma bruna persistente a grana fine; piacevoli note maltate e di frutta passite, anche se poco incisive; al naso prevale un netto e profondo sentore di malto.

Carbonatazione leggera, non invadente; al gusto la Chimay rossa si rivela acquosetta assai, pur avendo una buona struttura maltata; leggere tracce fruttate anche al palato, e una luppolatura fine ben evidente nel finale, ma senza diventare protagonista. Dolcezza assai poco marcata così come l’alcolicità, che si avverte solo dopo. Retrogusto luppolato decisamente persistente. Equilibrio più che onesto.

Tra le dubbel trappiste è quella che entusiasma meno, per struttura debole e aromi nel complesso modesti. Per niente cattiva, anzi ben fatta, ma si fa dimenticare da quasi tutte le consorelle. Birra aperitiva leggera.

Conservazione: parecchi anni, fino a 5.

Prezzo: € 2,4 – 2,5 circa.

Reperibilità: facile.




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