Archivio per dicembre 2021

26
Dic
21

Dieci anni con voi

Questo blog ha compiuto dieci anni. Non sono passati in un momento, e nel mondo di internet sono un’eternità. Dovrebbe essere quindi tempo di bilanci, ma mi limiterò a qualche considerazione: quelli li faranno i lettori.

Il logo di Cognac & Cotognata

Ho condiviso con voi il mondo dei distillati di vino e la sua cultura, il suo antico saper fare, i territori, i prodotti. L’obiettivo era ambizioso già alle origini nel 2011:

una pagina da offrire a tutti coloro che vogliono capire, leggere, bere, appassionarsi, discutere insieme, o semplicemente incuriosirsi un po’; non c’è esterofilia in questo gesto, ma semplicemente una grande passione da condividere con altri in rete.

Ci sono riuscito? Lo potrete dire solo voi.

Lo strambo titolo è nato per caso a tavola con gli amici, un abbinamento curioso tra il nobile distillato francese e la popolana conserva italica, tentato più che altro per affinità di colore, e che funzionava pure al palato. Doveva essere uno tra i tanti scanzonati blog di esperienze gastronomiche le più varie, ed invece ha preso subito una piega ad alto grado, concedendosi qualche divagazione qua e là.

Negli ultimi anni la frequenza degli articoli si è diradata, anche per la collaborazione con un altro blog ben più famoso, cercando però di mantenere la ricchezza e la puntualità di informazioni che vi ho sempre promesso. E grazie al fatto che questo blog non genera alcun profitto, l’equazione zero conflitti di interesse uguale indipendenza e obiettività rimane valida.

Ogni tanto ho pensato di smettere di scrivere, ma resta sempre qualcosa di curioso da dire e da offrire ai miei lettori un po’ alla volta.

Negli anni sono cambiati gli strumenti ed il modo di accedere alle informazioni sulla Rete, e forse anche i blog sono diventati obsoleti. Oggi contano più le immagini, i like, gli influencer che non sono nient’altro che accattivanti pubblicitari non dichiarati, ed un consumo vorace e istantaneo dei contenuti. I blog sono come delle polverose enciclopedie, faticosi da leggere, ma distillati di esperienze e di emozioni personali: cose che restano e che arricchiscono il lettore paziente.

Per il mondo del brandy non esisteva una comunità di appassionati come quella del whisky, che conta decine di migliaia di persone solo in Italia, e non esiste tuttora. Questo è un grande rammarico: se volete trovarla però, andate in Norvegia.

Il cognac, ed ancora di più l’armagnac restano distillati poco conosciuti e nonostante tutto fuori moda. La domanda è: fino a quando? I prezzi in crescita dicono che non mancheranno troppi anni.

Se però in questo decennio avrò appassionato ai distillati di vino anche solo qualcuno dei frequentatori di Cognac & Cotognata, sono certo che costoro non smetteranno di berli e di riconoscere la loro superiorità su tutti gli altri fratelli alcolici. Vi basterà provarci, non è presunzione né boria: solo placida realtà.

Finisce tutto qua? No, per ora il blog rimane sulla Rete, anche se verrà aggiornato assai saltuariamente, anche per le restrizioni ai viaggi ed agli eventi: succedono troppo poche cose interessanti in questi ultimi tempi. Perdonatemi, e se vi piace, continuate a leggere. Grazie.

Buon anno nuovo a tutti i lettori di Cognac & Cotognata.

20
Dic
21

Cognac ed armagnac di nicchia, per sognare a Natale

Al pubblico non così appassionato, il mondo del cognac e dell’armagnac di nicchia appare come il dark web, qualcosa di cui si sospetta l’esistenza ma non si ha idea di dove andarlo a cercare.

Le nicchie nei distillati non sono una novità, e sono state ampiamente sfruttate nel mondo del whisky e del rum, con imbottigliamenti esclusivi da singole botti, da partite eccezionali, da distillerie chiuse, ed altre rarità ed amenità, che spesso raggiungono il mercato più come beni da collezione invece di essere incontri con distillati straordinari. Non è il loro scopo, e malauguratamente originano un antipatico mercato secondario – detto reselling – per cui la bottiglia comprata a cento il giorno dell’offerta in vendita, dopo ventiquattr’ore si trova su altri siti in vendita a trecento o mille. Chi le stappa viene considerato un pazzo o uno sprovveduto. Assurdità che nascono senz’altro motivo che l’avidità: cosa che non riguarda i veri appassionati, a cui interessa il contenuto ed il suo valore organolettico, non certo quello monetario.

Nel mondo del cognac e ancora più dell’armagnac questi distillati straordinari esistono con relativa frequenza, e dormono i loro lunghi sonni nascosti nelle bottaie, a meno che qualche distillatore, o più spesso qualche imbottigliatore indipendente venga a baciare la botte ed a risvegliare la sognante acquavite.

Da un lato si tratta di creare interesse sui distillati di vino, proponendo in vendita delle bottiglie che portano in luce alcune caratteristiche o qualità singolari, altrimenti appiattite nella miscela con cognac ed armagnac più ordinari, dall’altro di allargare la gamma della propria maison, che è vista erroneamente dal consumatore abituato ad altri distillati come ridotta.

Gli imbottigliatori indipendenti e le case di negozianti-affinatori battono le campagne a caccia di queste botti, per offrire ad un pubblico necessariamente piccolo di appassionati e soprattutto di fini conoscitori qualche delizia o delle acquaviti rare e pressoché irreperibili sul mercato ordinario.

A Cognac è piuttosto semplice imbattersi in una felice trouvaille, alcuni negozi fisici ed online propongono svariate bottiglie insolite per chi vuole togliersi uno sfizio oppure una curiosità accademica. In Armagnac il mercato è dominato dai grossisti-affinatori; con l’eccezione dei distillatori più famosi e strutturati nella distribuzione internazionale, è quasi impossibile aver accesso ad etichette prodotte dai piccolissimi domaines in poche centinaia di bottiglie all’anno: bisogna andare almeno a Tolosa, oppure avere la fortuna di un amico di ritorno dalla Guascogna. Comunque mai arrendersi, gli imbottigliatori indipendenti e qualche tenuta attiva nel commercio elettronico spediscono dovunque le loro chicche. Volete qualche idea fuori dagli schemi? Voilà, messieurs.

Delamain – Collection Revelation – Ambleville 1995: da una delle più blasonate maison della regione, un cognac millesimato di 26 anni, da una singola botte proveniente da uno dei migliori villages della Grande Champagne. Esclusivo, anche nel prezzo.

Michel Forgeron – Le Cépage – Folle Blanche: bella Maison della Grande Champagne, con vasta scelta di piccole partite di singole annate. Tutta la finezza della Folle Blanche, con la possibilità di fare addirittura una verticale monovitigno tra i millesimi dal 2005 al 2013. Incredibile.

Fanny Fougerat – Iris Poivré XO: giovane produttrice, ha ripreso la conduzione del domaine paterno (anche se acquista qualche lotto da fuori) e propone dei cognac d’autore dalle diverse zone di produzione, senza colorazione, né zuccheraggio, né filtrazione a freddo. Qui un distillato dalle vigne di famiglia delle Borderies, il cru più piccolo ed armonico dei sei del cognac. Preciso e sincero.

Grosperrin – Bons Bois 1992: di questa Maison si è già parlato e non si può dirne che bene, anzi di più. Guilhem è un grande cacciatore di cognac eccezionali, ed offre una ampia collezione di rarità assolute. Del tutto inconsueti sono i cognac dei petits crus, i più esterni, ed estremamente scarsi quelli millesimati a pieno grado come questo. Gourmand.

Jean-Luc Pasquet – L’Esprit de Famille – Le Cognac de Noël: maison tradizionale che produce cognac di carattere, ma da un po’ di tempo si dedica anche al négoce di piccole partite di pregio comprate da artigiani locali, questa volta da Noël Gay. Da Sainte-Lheurine, un piccolo Comune nella migliore area della Petite Champagne, un cognac single cask di ventisette anni distillato a fuoco di carbone, dolce e speziato. Natalizio di nome e di fatto.

Claude Thorin – Cognac Folle Blanche 2004: un cognac di 18 anni monovitigno e millesimato di un produttore artigiano della Grande Champagne, per apprezzare la finezza di questo distillato come poteva essere prima della fillossera. Eleganza di gioventù.

Authentic-spirits – Domaine de Baraillon – Folle Blanche 1989 (*) : un neonato imbottigliatore indipendente che propone lotti di qualità da singole botti scovate nelle campagne di mezza Francia. Questa Folle Blanche di un noto domaine del Bas-Armagnac è imbottigliata a grado pieno a 44°,9 dopo 32 anni di sonno indisturbato per darvi prugne cotte, pepe ed un pizzico di mentolo dal legno. Che la forza sia con voi, però con stile.

Château de Lacquy – Colombard 2001 (**) : il più antico dei produttori nobili del Bas-Armagnac delle Landes vi offre un single cask di Colombard a gradazione piena (46°). Del tutto raro in purezza, regala parecchia complessità: dal naso piacevolmente pâtissier, vi versa in bocca in abbondanza spezie, frutta candita e frutta secca. Finale lungo e cremoso. È Natale, del resto, no?

Château de Pellehaut – Folle Blanche 2000 (***) : la mano sicura dei fratelli Béraut vi porta nel Ténarèze, il secondo cru dell’Armagnac, con un distillato armonico, in cui la speziatura del legno non sovrasta mai la finezza floreale dell’antico vitigno. Una torta di pera, cioccolato e cannella in bottiglia, a 48°.

(*)   disponibile sul sito http://www.authentic-spirits.com

(**)  distribuzione in Italia: Cuzziol

(***) distribuzione in Italia: Ghilardi Selezioni

Le distribuzioni dei distillati si riportano per sola comodità del lettore.

© 2021 il farmacista goloso (riproduzione riservata)




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