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Il brandy israeliano

Tra i Paesi produttori di brandy Israele è forse il più inatteso; vi troviamo un piccolo ma

BBB brandy – Binyamina Winery – da http://www.kosherwineuk.com

qualificato drappello di vignaioli, da cui viene la materia prima indispensabile per distillare. Tuttavia i coloni ebrei dei primi tempi non erano grandi bevitori, men che meno di alcolici; con la recente immigrazione di ebrei russi i giovani hanno portato con loro una cultura del bere decisamente meno morigerata dei fondatori.

La produzione di brandy si fa risalire addirittura al 1898, prima ancora della colonizzazione della Palestina, tutta concentrata intorno al Monte Carmelo, l’area viticola israeliana. Caratteristica comune a tutti i brandy è di essere conformi alle regole rabbiniche della kasherut, pertanto possono essere consumati dagli ebrei ortodossi. Il loro impiego è comunque sempre meno di moda, come del resto per il brandy in Italia, anche per il costo elevato.

Il brandy Carmel 120 – Carmel Winery – da http://winesisrael.com

L’azienda più antica è la Carmel Winery di Rishon Le Zion, che distilla con alambicchi a colonna dal 1930 circa, e con due alambicchi continui e quattro discontinui dal 1948. Capacità produttiva quindi di un certo rispetto, per una gamma di brandy piuttosto ampia: Extra Fine, e Carmel 777, distillati in alambicco a colonna e invecchiati rispettivamente 2 e 3 anni; Carmel 100, da Colombard, 8 anni, distillato in pot still; e Carmel 120, da Colombard e Moscato di Alessandria, riserva 10 anni per celebrare le 120 vendemmie della ditta.

La ben conosciuta azienda italiana Stock produce brandy dal lontano 1938 nell’allora Palestina; la filiale fu aperta in quel Paese da Lionello Stock a causa dell’esproprio della fabbrica triestina avvenuto in quell’anno per le leggi razziali del regime fascista; Stock non era tipo da farsi scoraggiare, e andò a fondare impianti in terre meno ostili; a tutt’oggi Stock 84 è il marchio di brandy più noto in Israele.

L’alambicco charentais della ditta Tishbi – da http://www.youtube.com

Un’altra impresa, più piccola ma interessante, è la Tishbi Winery: la famiglia, originaria della Lituania, venne mandata nel 1882 dal barone Edmond de Rothschild, tra i grandi artefici della colonizzazione sionista, a coltivare la vigna in Palestina; oggi la Casa produce vino e prodotti alimentari. L’alambicco charentais, comprato nel 1993, è gestito da un figlio del proprietario, dopo adeguata istruzione a Cognac: si tratta dell’unica azienda in Israele a produrre un brandy con “metodo cognacense”, così come fa Villa Zarri in Italia. Molto interessante per la distillazione sulle fecce, l’invecchiamento di 16 anni e l’uso di uve Colombard. Viene anche venduto come acquavite bianca non invecchiata.

Jonathan Tishbi 16 anni – Tishbi Winery – da http://www.talk-a-vino.com (by kind permission)

Ancora, un’altra ditta che produce brandy si chiama Binyamina Winery, nel villaggio omonimo sempre alle falde del monte Carmelo: due i distillati, uno chiamato BBB, brandy del tutto ordinario, e l’altro Cave Brandy, un 10 anni pot still da uve Colombard, maturato in grotta profonda 90 metri scavata nel Carmelo.

© 2015 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

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