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Apr
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Una libreria alcolica – The Brandy Library – Manhattan

La Brandy Library è un luogo insolito, forse unico nel panorama dei bar mondiali: si trova a Manhattan, nel quartiere Tribeca, e come dice il nome, questo lounge-bar è allestito come una libreria, ma… al posto dei libri, gli scaffali elegantemente retro-illuminati ospitano centinaia di bottiglie di spiriti eletti.

Fondata nel 2004 da un francese, Flavien Desoblin, l’intuizione era di creare un ambiente piacevole e adeguato alla degustazione dei distillati di pregio. Quindi alla Brandy Library non troverete un clima da bar, ma più posh e salottiero, quasi da club inglese. Difatti le regole della casa sono abbastanza stringenti per lo standard newyorchese: luci, musica, atmosfera, servizio, appaiono un po’ snobby, ma l’obiettivo — centrato — è focalizzato su ciò che avete nel bicchiere, e non sulla gente che vi sta intorno.

L’interno della Brandy Library – dal sito aziendale

Flavien Desoblin, borgognone, master in Wine and Spirits all’École Supérieure de Commerce di Digione, e International Cognac Personality of the Year 2010, ha così inventato una formula innovativa, alternativa al solito cocktail bar, dove gli spiriti scuri sono protagonisti. Si servono infatti cognac, armagnac, calvados, whisky e (rye) whiskey, bourbon, rum, tequila, e vari altri spiriti, ma non vodka. L’obiettivo è il ‘bere civilizzato’, cominciando dalla (difficile) formazione del personale. Il locale infatti ospita tra l’altro uno spirit sommelier, che affianca il titolare nella scelta dell’assortimento, e consiglia un pubblico di curiosi e conoscitori. Secondo lo standard americano, il locale serve appetizers e piccoli piatti, in prevalenza ad impronta francesizzante, ma non è un ristorante in senso stretto.

Fedele alla sua natura di luogo di cultura alcolica, la Brandy Library offre numerose sessioni di degustazione chiamate Spirit School, soprattutto di bourbon e scotch, rivolte ad appassionati di distillati, fino a degustazioni private mirate a particolari esigenze (formazione professionale, baristi, degustatori). Numerose aziende produttrici hanno organizzato degustazioni dei loro distillati in questo locale. La formazione e l’istruzione dei clienti ha ampia parte nelle sessioni. Non di solo alcool vive l’uomo!

La saletta della Spirit School – Brandy Library – dal sito aziendale

Le proposte del bar occhieggiano dalle scaffalature, e l’assortimento è quanto mai ampio, circa 1500 bottiglie pregiate e curiose, concentrate su un livello qualitativo mediamente elevato. La ricerca e la passione del patron lo hanno portato ad offrire un vasto panorama distillatorio, dove il whisky ed i suoi fratelli di tutto il mondo sono i maggiori protagonisti, ben 12 pagine del menù; naturalmente si servono cocktail, un centinaio tra classici e d’autore, ed ampia è la scelta di brandy e rum.

Cognac & Cotognata ha curiosato nella sua carta: ci si imbatte in svariati ups and downs, o se preferite parlar nostrano, stelle e stalle. I prezzi scoraggiano l’alcolismo, ma siccome vengono servite 2 once [6 cl.] per bicchiere (Riedel),  potremmo definirli abbordabili, considerato che siamo a NYC.

Flavien Desoblin, patron della Brandy Library – da http://www.sudouest.fr

L’Italia si vede rappresentata con qualche grappa delle più note, Berta, Maschio, Marolo, Nardini, Poli, e per i brandy dallo Stock 84 (ahinoi), ma si riscatta con un inaspettato Villa Zarri 10 anni. Male la mancanza di Nonino. Complessivamente mal valorizzate le nostre grappe, ma temo sia colpa nostra.

La carta dei cognac riserva poche sorprese agli amatori: l’assortimento è profondo (125 referenze!) ma prevedibile, la vincono i soliti noti, e le maison con esportazione ben organizzata in America; rari i bicchieri per cui vendereste la suocera. I problemi della complicata distribuzione alcolica statunitense (traccia ancora visibile del proibizionismo) sono la causa prima: nel Paese con il più alto consumo di cognac, le bottiglie di qualità sono una parte infima del venduto, e spesso non sono nemmeno importate.

Va meglio con la carta degli armagnac, che lascia ben poco a desiderare, anche se si nota la grave assenza di Laberdolive. Se ci andate, preferiteli ai cognac, per i costi più ragionevoli.

Bella carta dei calvados, interessante la piccola ma curata proposta di brandy californiani, non granché quella dei brandy spagnoli, inconsistente il pisco, qualche distillato di frutta.

In conclusione, andateci se siete uno scotch fan o se dovete impressionare un cliente; se siete un curioso dei cognac avete parecchie buone opportunità, per l’assortimento superiore a quello che potreste trovare in quasi ogni altro bar del mondo; i grandi appassionati di brandy non troveranno però acuti memorabili. Meglio dirigersi nella Francia del Sud-Ovest.

Brandy Library — 25 North Moore Street, Tribeca (Manhattan) — New York.

© 2015 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

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