08
Apr
15

Il prezzo del cognac

Perchè il cognac costa così caro? È una domanda che ci si pone spesso quando stiamo per acquistarne una bottiglia. Infatti il cognac è lo spirito più costoso di tutti gli altri (follie del whisky a parte). Andiamo a curiosare nel profondo.

Per cominciare, il cognac nasce dal vino; non da qualsiasi vino, come per il brandy in Italia, ma solo dal vino prodotto nella AOC Cognac. Le risorse produttive saranno quindi limitate alle capacità viticole dell’area delimitata, ed ai capricci dell’annata. Per farvi rendere conto, tutti noi potremmo distillare whisky, basta procurarsi i cereali, e non importa da dove vengano.

Una volta fatto il vino, altro costo dopo aver coltivato l’uva, questo va distillato: una parte non indifferente del prezzo del cognac è dato dal combustibile per l’alambicco: la distillazione è doppia, e ciò che esce dalla serpentina è poca cosa. Al termine della bonne chauffe si saranno consumati 70 kg di gas (7 bombole da cucina) per ogni 100 litri di alcol, ossia circa 280 bottiglie di spirito nuovo.

Anche l’alambicco produce costi: va mantenuto, pulito ad ogni carica, e lavora solo qualche mese, dalla vendemmia al primo aprile al più tardi. Alcune aziende per ovviare a questo problema producono altri spiriti durante l’anno.

La resa in termini di quantità, una volta che il vino è stato trasformato dall’alambicco in eau-de-vie, è di circa 1/8 – 1/10. Poco, vero ?

L’eau-de-vie di Cognac appena nata dall’alambicco – CC license – author: Misssoleil

E siccome una volta uscito dall’alambicco il cognac ha bisogno della culla, cioè la botte, bisogna procurargliela, e nuova ogni volta. Il costo delle botti non è indifferente, anche se si ammortizza negli anni: una buona botte può essere usata anche per un secolo di fila. Ma soltanto se è di legno vergine questa donerà all’acquavite tutte le caratteristiche che rendono famoso il cognac.

Il legno di quercia francese va invecchiato anni prima di poterlo utilizzare, e gli alberi devono essere secolari: non è come fare una botte da un legno qualunque: il prezzo medio di una piéce è circa € 600. Spesso i produttori desiderano che la botte sia lavorata in maniera conforme alle loro esigenze, e questo porta ad un costo aggiuntivo.

Botti di cognac Grande Champagne 1935 in invecchiamento nel Paradis Hennessy – CC license – author Flickr user: katdaned

Passeranno due anni e mezzo, e finalmente il cognac potrà portare legittimo nome: tuttavia, per le qualità superiori l’invecchiamento è molto più lungo, potendo protrarsi per decine di anni, fino a 55-70. Non è infrequente che chi ha distillato un cognac pregiato non ne vedrà l’imbottigliamento: un adagio diffuso nella Charente dice che fare il cognac è facilissimo, basta avere un padre ed un nonno che l’hanno fatto prima di te.

Quindi invecchiare un cognac di pregio richiede decenni, ed il costo di questa immobilizzazione di capitale è notevole; solo i produttori con le spalle più robuste possono permettersi di tenere uno stock generoso, i piccoli o piccolissimi vignaioli-distillatori sono costretti a vendere subito i loro prodotti alle grandi Maison, provviste di capitali abbondanti.

Un maitre de chai alle prese con la pipetta presso il Paradis della maison Martell – public domain picture

Ancora, ci si mette la fisica: il cognac invecchiando evapora ! Si stima una perdita per evaporazione media del 2-4% di volume per anno, in funzione del magazzino più o meno umido, che però rallenta dopo i primi 8 anni. I francesi poeticamente la chiamano la Part des Anges (the angels’ share se parliamo di whisky) e questi angeli devono essere ben assetati, se in 12 anni di invecchiamento di 10 bottiglie ne restano 6, e dopo 24 anni solo 4. Ecco un altro costo occulto che va a formare il prezzo della bottiglia, e che il consumatore generalmente ignora.

Un ulteriore aspetto sottovalutato dal cliente finale è tutto ciò che gira attorno alla bottiglia, ovvero marketing, packaging e distribuzione. Uno dei motivi per cui le bottiglie di cognac delle grandi Case costano di più (in compenso si trovano facilmente) è la pubblicità e la confezione: questi costi sono incorporati nel prezzo finale, e rendono ragione delle differenze con i piccoli produttori. Anche la distribuzione ha un costo, e si paga.

Per fare un esempio pratico, un cognac XO di invecchiamento circa 20 anni potrà costare in un’enoteca italiana circa € 70-80 se di un piccolo produttore; ma anche € 110-150 se di grande Casa. Le differenze sono modeste invece per le qualità inferiori, pochi euro, poiché il margine è piccolo. Più la qualità cresce, al contrario, più il margine aumenta: le bottiglie prestigiose portano larghi guadagni alle Maison che offrono questi prodotti alla clientela premium, particolarmente nei duty-free e nei mercati estremo orientali.

Un cognac della masion Bache-Gabrielsen; packaging elegante per un distillato di 30 anni ed € 100 circa – CC license – author Lilac

Infine una parte del vostro bicchiere lo desidera (sempre) bere il fisco: la fiscalità sui distillati è più che rilevante, per ipocriti o presunti fini sociali, e arriva tranquillamente fino a metà del costo della bottiglia, secondo le politiche dei singoli Paesi. In Scandinavia questa tassazione è scoraggiante, e l’alcool genere di monopolio statale, ma credete che per questo i vichinghi bevano di meno? Frottole!

Come si vede la formazione del prezzo è del cognac è complicata, ed il guadagno del produttore non è così elevato come potrebbe apparire a prima vista al bevitore: i costi di produzione si ammortizzano in moltissimi anni, ed è ben difficile che si tratti di un investimento profittevole. Soltanto chi ha dietro di sé generazioni di artigiani distillatori o società con vasti capitali può permettersi di continuare un’attività a margine modesto, e con costi fissi certi. Nessun altro spirito, con l’eccezione dell’armagnac, e rari brandy pregiati ha costi di produzione così elevati, riflessi nel prezzo finale della bottiglia.

La consolazione dell’appassionato è che una bottiglia di cognac non si vuota così presto come una di vino: è raro che se ne beva più di un calice per volta, e di pochi cl: il bevitore di cognac quasi mai alza il gomito, e quando lo volesse fare, è trattenuto dal costo del nettare. Per cui la vita media di una bottiglia è lunga, in particolare se se ne posseggono tante.

Le grandi Case sono le uniche che possono mantenere la macchina del cognac a pieni giri, grazie alle vaste operazioni di marketing in tutto il mondo, alla creazione di valore con la vendita di eau-de-vie a prezzi superiori alla media, e con l’acquisto degli stock dai piccoli produttori, i quali non potrebbero accedere al mercato internazionale così facilmente come i grandi. Alla fine la pluri-secolare e ben rodata filiera commerciale aiuta tutti gli attori a stare sul mercato.

© 2015 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

Advertisements

3 Responses to “Il prezzo del cognac”


  1. 1 Sabrina
    6 settembre 2015 alle 23:01

    Buongiorno ho una bottiglia di cognac L’or deJ&FMartell secondo voi quanto può valere? Grazie

    • 7 settembre 2015 alle 22:14

      Buongiorno Sabrina,
      il valore è difficile da stimare.
      La bottiglia viene venduta al consumatore finale tra € 2.800 e € 3.500; è ragionevole pensre che il privato, non commerciante possa rivenderla al 50%-70% del prezzo di acquisto. Tutto sta a trovare un compratore però, il mercato del cognac in Italia è molto debole..
      Fossi in lei, la terrei per gustarmela, o per fare un regalo prestigioso.
      Spero di esserle stato utile.

      • 3 Sabry
        7 settembre 2015 alle 23:08

        La ringrazio molto per le informazioni! Sto tentando di venderla a 1800 euro,speriamo! Purtroppo non sono un amante di cognac! Buona serata e grazie per la gentilezza! Sabrina


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


Contatto / email

cognacecotognata (@) virgilio (.) it

Insert your email to follow the updates

Archivi

aprile: 2015
L M M G V S D
« Mar   Mag »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

Avvisi legali / legal stuff

Questo blog è protetto dal diritto d'autore © (Legge 22 aprile 1941 n. 633).
E' vietato ogni utilizzo commerciale e non commerciale del contenuto, senza consenso dell'autore.

This blog is copyrighted.
© All rights reserved.

Le IMMAGINI appartengono ai rispettivi proprietari e sono pubblicate su licenza. Nel caso di aventi diritto non rintracciabili, contattare il sito per l'eventuale rimozione.

Questo blog viene aggiornato a capriccio dell'autore, quindi non può essere considerato prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7 marzo 2001.

Gli articoli pubblicati non sono destinati ad un pubblico di età minore, né intendono incentivare il consumo di alcolici.

Ogni opinione pubblicata è frutto di libera espressione e non ha finalità commerciale alcuna.

NOTA PER IL LETTORE
La pubblicità che può comparire su questo blog non è volontà dell'autore, ma generata automaticamente dalla piattaforma ospitante. Vogliate scusare il disagio.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: