Archivio per novembre 2014

30
Nov
14

personaggi – monsieur Paul Ronne e la sua collezione

Il cognac a volte riserva storie incredibili: guardate cosa può fare la passione per questo distillato!

C’era una volta, a Cognac, un ingegnere venuto da Parigi che respirando nell’aria il profumo del distillato se n’è innamorato perdutamente… ma non come pensate.

Il suo nome è Paul Ronne, se vive ancora oggi dovrebbe avere circa 90 anni, e dal 1989 ha cominciato a raccogliere documenti e materiale presso i numerosi produttori di cognac; negli anni questa passione archivistica gli ha permesso di creare la più grande collezione di cimeli storici relativi al cognac, e di diventare il riconosciuto esperto assoluto nel campo.

Monsieur Paul Ronne mostra alcuni reperti della sua collezione storica di marchi di cognac - fonte www.sud-ouest.fr

Monsieur Paul Ronne mostra alcuni reperti della sua collezione storica di marchi di cognac – fonte http://www.sud-ouest.fr

Con dedizione, il signor Ronne ha raccolto migliaia di etichette, cartoline, manifesti pubblicitari, articoli promozionali, caraffe, portaceneri, e infinite bottigliette. Inoltre numerosi documenti commerciali di Case ormai estinte od incorporate ad altre ancora in attività. Tutto quanto grazie a pazienti visite negli archivi dei fabbricanti di cognac, che avevano poco interesse a conservare questi materiali, o più spesso li distruggevano.

La catalogazione è stata puntigliosa, e tutto è in ordine e raccolto in pratiche scatole a prova di polvere. La collezione Ronne rappresenta un incalcolabile valore storico e documentario, ed oggi anche i produttori cominciano ad interessarsi ai loro fondi d’archivio con occhio diverso.

Praticamente quest’uomo con la sua passione è diventato la memoria del cognac e della sua industria, e quando la città di Cognac ha deciso di aprire un museo del suo celeberrrimo distillato, mosieur Ronne generosamente ha donato il suo fondo di etichette, circa venticinquemila diversi esemplari, raccolti con infaticabile pazienza nel corso delle sue visite alle Case produttrici. Solo l’amore porta a questi risultati.

Una straordinaria etichetta della collezione Ronne - dal sito di Kyle Jarrard, giornalista e scrittore di cognac

Una straordinaria etichetta della collezione Ronne – dal sito di Kyle Jarrard, giornalista e scrittore di cognac

Non contento di questa donazione, il nostro collezionista ha messo in rete, anno dopo anno dal 2006, tutto il suo archivio fotografando ogni etichetta, cosicché oggi questo sito costituisce una risorsa preziosissima per chiunque abbia a che fare con i cognac antichi o da collezione. Grazie a questo archivio online infatti [www.cognac-paul.com] ci si può accertare se la bottiglia che avete tra le mani ha un’etichetta legittima, ed a quale anno appartiene. Vi sono raccolte le etichette stampate dal 1858 ai giorni nostri, in ordine alfabetico per casa produttrice, pressoché tutte.

La città di Cognac ha potuto così, grazie a questo munifico dono, ampliare il suo museo, di cui la collezione Ronne è parte fondamentale. Per ringraziarlo della sua passione e del lascito di questa eredità culturale importante per la città, il sindaco lo ha nominato cittadino onorario di Cognac nel 2003.

Nelle nostre pagine divulgative è un vero piacere onorare l’opera di questo assiduo ed appassionato collezionista che rappresenta un riferimento certo per chiunque si interessi di storia del cognac.

À votre santé, monsiuer Ronne!

© 2014 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

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15
Nov
14

Armagnac tradizionale – cos’è – caratteristiche, produttori, e zone

L’armagnac è relativamente poco conosciuto in Italia, e quel che se ne sa non è sempre del tutto chiaro.

Abbiamo già spiegato come l’armagnac assomiglia al cognac, e come se ne differenzia. Vediamo un po’ meglio questo grande distillato di Francia, il più antico certamente, forse addirittura il più antico d’Europa.

Intanto il dato fondamentale, le dimensioni della produzione: ogni anno si distillano circa da 5 a 7-8 milioni di bottiglie di questa acquavite, contro 155-160 milioni di bottiglie di cognac. Il confronto quindi è impietoso: ci sono in commercio ogni anno da 20 a 30 bottiglie circa di cognac per ogni singola bottiglia di armagnac, e la metà di quest’ultimo è venduta in Francia.

La produzione quindi è relativamente esigua: l’armagnac di qualità (una parte soltanto del distillato annuo) è di conseguenza ancora più difficilmente reperibile.

Già dal tipo di terreno l’armagnac si distingue dal cognac: infatti la maggior parte dei migliori suoli della contea è sabbiosa (sables fauves), contro i suoli gessosi della migliore regione di Cognac (Grande Champagne). Il clima del sud è certamente più caldo, ed i vitigni principali sono quattro, mentre nella Charente la stragrande maggioranza dei vini è data dal solo trebbiano detto Ugni Blanc.

Un vigneto nella regione del Bas-Armagnac – CC license – author: Jibi44

Già questi accenni fanno capire che ci troviamo davanti a differenze importanti: aggiungiamo il tipo di distillazione tradizionale diverso e ad un grado alcolico inferiore, come si diceva; l’invecchiamento senza miscelare le annate tra loro, e la riduzione del tenore alcolico per sola evaporazione (senza aggiungere acqua distillata), ed avremo il profilo completo dell’armagnac.

Queste singolarità – sia chiaro, stiamo parlando dell’armagnac tradizionale, non di quello commerciale (senza annata) – rendono questa grande acquavite affascinante, e ricca di personalità. Nondimeno l’abbondanza di aromi ed il fuoco fiero dell’alcool, quasi sempre oltre 45°, ne fanno un distillato non facilmente avvicinabile da tutti i palati.

Labastide d’Armagnac (Landes), uno dei più caratteristici villaggi fortificati della contea, con i porticati e la piazza inghiaiata – CC license – author: Jibi44

La produzione avviene in gran parte su scala familiare, ed affianca le altre attività agricole, pressoché sempre prevalenti sulla distillazione. La distillazione è spesso effettuata al domicilio del vignaiolo da specialisti per mezzo di alambicchi semoventi, a volte è il vino che viene portato dal distillatore. Le tenute provviste di alambicco, comuni nella regione di Cognac, sono qui una rarità.

I produttori che si dedicano totalmente all’armagnac si contano sulle dita di una sola mano, e praticano distillazioni esigue: queste quasi mai superano le due dozzine di barili all’anno (approx. 14000 bottiglie). I loro stock sono nell’ordine di qualche centinaio di botti al più. Nei produttori di cognac lo stock può arrivare a 1000 volte tanto.

L’armagnac tradizionale deve avere queste caratteristiche una volta in bottiglia: una grande concentrazione aromatica, un grado alcolico compreso tra 44° e 49°, nessuna diluizione con acqua, e l’indicazione d’annata della vendemmia, accompagnata dalla data di messa in bottiglia. L’indicazione del nome del domaine di origine completa l’etichetta; talvolta questo è presente anche se il distillato viene imbottigliato con il nome di un commerciante non produttore. Da giovane (meno di dieci anni di invecchiamento) non è raccomandabile gustare un armagnac d’annata, mentre tra 20 e 30 anni è il momento giusto. Ovviamente ci sono eccezioni ai due limiti della scala.

Una serie di armagnac tradizionali della maison Darroze (Roquefort), il più celebre dei commercianti di questo distillato - fonte: sito www.tourismelandes.com

Una serie di armagnac tradizionali della maison Darroze (Roquefort), il più celebre dei commercianti di questo distillato – fonte: sito http://www.tourismelandes.com

Gli armagnac tradizionali appena distillati sono crudi e spigolosi per l’abbondanza di componenti aromatici e l’alta gradazione (52°-58°): solo dopo 15 anni almeno questi composti (esteri ed acidi grassi) si saranno lentamente ossidati in botte e l’alcool evaporato, donando complessità ed il famoso rancio al distillato.

Nel cognac i crus determinano effettivamente una gerarchia qualitativa, particolarmente con l’invecchiamento. Nell’armagnac i crus contano relativamente, esistono ottimi Ténarèze così come pessimi Bas-Armagnac. La differenza la fanno i produttori piuttosto che le annate od il terreno: i Bas-Armagnac tuttavia maturano più velocemente dei Ténarèze.

Si può così capire come un armagnac d’annata, indipendentemente dalla zona di origine e dall’anno di produzione, sia un distillato potenzialmente pieno di aspetti interessanti per le caratteristiche produttive intrinseche. Non c’è garanzia che sia sempre buono, ma almeno l’acquavite vi riserverà il fascino della scoperta.

© 2014 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

03
Nov
14

degustazioni – abel – cognac pierre ferrand

La maison Ferrand è piuttosto giovane: fondata da due soci, Gabriel & Andreu, nel 1989, era nata con l’intento di affiancare i loro talenti commerciali alla bravura di un vignaiolo di Segonzac, Pierre Ferrand, la cui ditta risale al 1702.  Interrotta la società, il marchio è rimasto ai due imprenditori, dopo una causa vinta. Il boilleur de cru ha continuato invece la sua attività sotto il marchio “Pierre de Segonzac”. Pierre Ferrand è morto all’età di 84 anni nel 2013.

La ditta, oggi proprietà del solo Gabriel, è attualmente nota con i due marchi “cognac Ferrand” e “cognac Pierre Ferrand”: commercialmente dinamica, è molto presente sul mercato statunitense e tedesco. La sua produzione, di tipo tradizionale, dal solo primo cru Grande Champagne, spazia da cognac giovani fino a riserve “esclusive” di annata. La ditta produce anche cognac meno pregiati sotto altri marchi, Landy, Gabriel & Associes, Claude Chatelier, e numerosi altri alcolici: gin, rhum, armagnac e vodka. L’azienda vuole essere quindi un player a tutto campo nel settore spiriti, affidandosi alla propria rete commerciale sviluppata negli anni. Si fregia di numerosi premi ottenuti nelle competizioni internazionali di spiriti, IWSC per esempio, indispensabili per ben figurare sulle guide e gareggiare con le case più grandi.

La produzione più interessante è stata la prima, quando le scorte rilevate dalla maison Ferrand di Segonzac costituivano il nerbo dei loro cognac; oggi, a marchio sviluppato, i prodotti sono distillati in proprio o provengono da tenute a contratto, e hanno perso lo smalto dei primi giorni, benché si tratti ancora di un’ottica più da négociant di nicchia, che da grande azienda globale.

Primo imbottgliamento "Abel" - cognac Pierre Ferrand

Primo imbottgliamento “Abel” – cognac Pierre Ferrand

Cognac Ferrand condivide con altri produttori una tenuta di un centinaio di ettari nella Grande Champagne, dalla quale ricava una parte dei suoi cognac.

Cognac & Cotognata ha degustato uno dei loro cognac della prima produzione, chiamato Abel dal nome del maître de chai che l’ha distillato. Viene prodotto anche oggi, ma probabilmente non più con le riserve originali.

SCHEDA DI DEGUSTAZIONE

Denominazione: Abel

Produttore: Pierre Ferrand Cognac Sarl – Ars

Tipo di produttore: négociant

Cru: Grande Champagne

Qualità: extra

Gradazione: 40°

Invecchiamento: 45 anni

Vitigni: n.d.

Reperibilità: difficile

Prezzo: € 235 – 270 circa (2014)

Importatore: Pescarmona – Torino

Note gustative

Colore ambrato; aroma primo naso robusto, dapprima di quercia con dominante di uva passa, poi sempre più intenso di frutta cotta, con accenni speziati e minerali; gusto: molto ampio di tannini dolci (indice di lunghi anni in legno), profondo fruttato, marcate note minerali, un lieve accenno di pepe; rancio fine ed appagante; si espande in un retrogusto passito e legnoso persistente ma sorprendentemente delicato. Equilibrio: centrato.

Prima di degustare un’acquavite di venerabile età come Abel è importante lasciarla riposare almeno mezz’ora o più, coprite semplicemente il bicchiere con un cartoncino. Cognac grande champagne da signori, di aroma imponente ed a piena maturazione; suoi punti di forza sono il fruttato e la rotondità; estremamente ricco, elegante e fine, non impressiona però per corpo, cosa che si potrebbe ben pretendere da un extra di questo livello. Se solo non fosse diluito a 40° (per ottenere la massima resa economica), sarebbe un cognac da sogno. Non è certo se la seconda serie attualmente in commercio assomigli ancora a questa quasi perfetta squisitezza.

"Abel" - cognac Pierre Ferrand - imbottigliamento corrente

“Abel” – cognac Pierre Ferrand – imbottigliamento corrente

Scheda di degustazione

Aroma

1. Fruttato / vinosità: 6

2. Aroma di legno (quercia): 4

3. Alcolicità: 6     (1=prevalente)  (6=minima)

Gusto

1. Astringenza: 6      (1=prevalente) (6=minima)

2. Dolcezza: 6

3. Rancio: 4

4. Ricchezza: 6

5. Corpo (pienezza): 4

Retrogusto (lunghezza): 4

Equilibrio aroma/gusto: 4

Giudizio complessivo:  50 / 60

Voti: 1= assente 2= scarso 3= mediocre 4= buono 5= molto buono 6= ottimo

 © 2014 il farmacista goloso (riproduzione riservata)




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