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il ‘cognac’ del Paese che non c’è – Transnistria

Continuiamo la rassegna dei brandy prodotti nelle regioni dell’ex impero sovietico. La grande sete slava fa sì che questa produzione sia tuttora vivace in molti Paesi, soprattutto intorno al Mar Nero.

Oggi ci siamo imbattuti in un brandy prodotto in un luogo tra i più bizzarri del mondo, la Transnistria. Vi chiederete dov’è mai questo paese: non è Istria né Transilvania, quindi dove si trova?

Banconota da 5 Rubli transnistriani - vi è raffigurata la fabbrica di brandy Kvint di Tiraspol

Banconota da 5 Rubli transnistriani – vi è raffigurata la fabbrica di brandy Kvint di Tiraspol

Facciamo un po’ di storia per capire di che si tratta: al momento della disgregazione dell’URSS varî Paesi dichiararono la loro indipendenza da Mosca, uno di questi fu la Moldavia o Moldova, repubblica sovietica al confine con la Romania.

La regione compresa tra l’Ucraina e la Romania, senza sbocco al mare, con capitale Chişinau/Kiscinev, storicamente è nota come Bessarabia, e se la sono contesi in molti nei secoli. La parte di questa repubblica al di là del fiume Nistro/Dnjestr è a maggioranza linguistica russa, mentre il resto della Moldavia è di lingua romena.

Nel 1991, nel momento in cui la Moldavia si fece indipendente, il distretto della Transnistria dichiarò la secessione costituendosi in stato separato. Ci fu poi una guerra, in cui l’Armata Rossa sconfisse facilmente i moldavi, e la situazione si cristallizzò: ora un corpo d’interposizione russo fa da cuscinetto tra le Moldavie di lingua russa e romena.

Carta della regione

Carta della regione

La Moldavia non riconosce la secessione, e formalmente rimane sovrana sul territorio separatista; la Transnistria è amministrata autonomamente, ma di fatto sotto tutela del governo russo. Nessun Paese ha riconosciuto la sovranità di questa “banana republic” salvo Abcasia ed Ossezia del Sud, che hanno uno status giuridico simile alla Transnistria. In termini diplomatici si tratta di uno “Stato fantoccio”.

Il risultato è che per i governi e le diplomazie questo Paese non esiste, mentre in realtà rimane l’estremo scampolo d’Europa dichiaratamente sovietico in vita. Il Paese è grande poco più della provincia di Milano, con circa 500.000 abitanti, con una moneta propria e un’economia agricola e industrial – militare, e si narra che viva in parte di contrabbando di armi e generi illegali vari. L’intera economia pare sia in mano ad una sola famiglia potentissima, gli Smirnoff. Un Paese alquanto bizzarro, vero ?

Ma torniamo al cognac (per l’area ex-URSS), o brandy (per la UE).

La capitale Tiraspol possiede dal 1897 una grande fabbrica di spiriti di nome Kvint, che produce prevalentemente brandy, 10 milioni di bottiglie all’anno, così importante nell’economia locale da figurare sulle banconote dello stato!

Statua di Lenin a Tiraspol - Transnistria

Statua di Lenin a Tiraspol – Transnistria

 La proprietà, un tempo statale, è passata al gruppo Sheriff della famiglia dell’ex governatore della Transnistria, ma sembra ben organizzata. La produzione è molto ampia, con decine di tipi di brandy, invecchiati da 3 a 50 anni, sullo stile comune a tutte le fabbriche ex sovietiche di questo prodotto. In queste aree la coltivazione dell’uva è favorita dalla vicinanza col Mar Nero, come nella vicina regione di Odessa. Ovviamente non possiamo dire nulla sulla loro qualità, poiché questi brandy si vendono solo nei Paesi dell’Est.

Prospetto illustrativo - Ditta Kvint - Tiraspol

Prospetto illustrativo – Ditta Kvint – Tiraspol

Pur nella singolare organizzazione politica di questo stato-francobollo, la tradizione produttiva si mantiene viva, come in Moldavia ed Ucraina, regioni limitrofe, con gli stessi usi ereditati dall’Urss. Se qualcuno ama le avventure, e vuole andare e raccontarci di questi brandy, sarà il benvenuto sulle nostre pagine.

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2 Responses to “il ‘cognac’ del Paese che non c’è – Transnistria”


  1. 1 carlo
    20 settembre 2015 alle 18:10

    Ho scoperto,con enorme piacere,questo sito che mi sta aiutando a riscoprire il piacere della degustazione di Cognac e Brandy e a tal proposito volevo commentare un mio assaggio del Kvint solo quello di 6 anni…
    Decisamente troppo giovane per poter esaltare tutte le sue caratteristiche :
    colore ambrato
    primo naso vinoso con note di tabacco
    secondo naso troppo alcoolico e secco… deludente
    gusto leggere note fruttate di prugna
    retrogusto lungo e piacevole con note più marcate di tabacco
    in sintesi mi ha leggermente deluso (ma è troppo giovane)
    spero di aver lasciato un commento corretto
    visto che ho altri cognac rumeni ed albanesi e francesi, spero di essere in grado di degustarli con attenzione!
    a presto

    • 20 settembre 2015 alle 20:56

      Benvenuto, Carlo,

      grazie per il contributo! Il feedback dei lettori è sempre molto gradito, e nel suo caso anche utile per capire di cosa stiamo parlando.
      Ma siamo onesti, da un brandy di 6 anni al prezzo di $7 è impossibile chiedere di più: basta che sia bevibile.
      I brandy dell’Est Europa sono un mondo inesplorato per noi italiani, e possono riservarci qualche sorpresa.


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