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Ott
13

Tassano la tua birra! (ma non il vino)

La birra è un ospite gradito in questo blog, da sempre.

Ma in questi giorni stanno accadendo cose che fanno passare la voglia di bere, ed è bene saperne qualcosa in più.

Campagna Assobirra contro l'ubriacatura di... tasse!

Campagna Assobirra contro l’ubriacatura di… tasse!

Il nostro “amato” governo, sempre a caccia di euro per finanziare il buco nero dei conti, ne ha pensata un’altra, ben taciuta al grande pubblico: l’aumento dell’accisa sugli alcolici, in parole semplici l’imposta di fabbricazione e consumo, che colpisce il prodotto appena esce dalla fabbrica. Per la nostra gioia, questa tassa concorre a formare il prezzo del prodotto per cui ci pagheremo sopra anche l’IVA, aumentata di fresco pure quella. A Napoli dicono “cornuti e mazziati”, è il  caso dei bevitori.

Per la birra queste imposte fino ad ora si pagavano in ragione del 37% del costo di una bottiglia, con i nuovi aumenti per finanziare il disegno di legge “Scuola” (nuove assunzioni?) da ora e nel corso del 2014-5 la vostra birra sarà tassata al 45% del prezzo finale.

Tenendo conto che IL VINO NON E’ SOGGETTO AD ACCISA, la tassa colpirà ancora di più gli alcolici (marsala, vermuth, porto, amari, spiriti vari, ed il nostro amatissimo cognac) e la povera (in alcool) birra, che pagherete ad un prezzo sproporzionato al suo costo di produzione.

Che fare? berne di meno? tornare con qualche cassa dall’estero, visto che il regime doganale consente l’importazione comunitaria senza tasse fino ad una quantità di 110 litri pro capite ? (sì avete letto bene, unità di misura a prova di tedesco). A voi la soluzione.

Ma sappiate che bere birra (e liquori vari) in Italia sta diventando più costoso che fare il pieno al distributore. Se un tempo le ragioni dell’imposta erano  protezionistiche, nel senso di favorire i consumi di vino (nazionale) rispetto alla bevanda transalpina, oggi la tassazione è puramente vessatoria per ragioni di cassa. Tagliare le folli spese no, vero? Si scontenta la casta. Molto più facile mettere un’oscura tassa sulla bottiglia. E poi, si sa, lo diceva un fine economista, è “una tassa bellissima”, si fa bene al fegato della gente, e si risparmia in salute! Lo stato etico, sempre sia lodato!

Vengano ancora a parlarci di crescita, i signori governanti: chi ne soffrirà sarà (come sempre) il popolaccio bue che beve (meno) e paga (di più), e chi nell’industria degli alcolici ci lavora, e magari ne verrà buttato fuori dal ripiegamento dei consumi interni, già depressi dalla crisi.

E’ buona politica? Giudicate voi.

Cognac & Cotognata sposa l’appello degli industriali di AssoBirra, Assodistil, e Federvini, nel proprio interesse di consumatore gioioso e consapevole di birra ed alcolici di qualità. Bevete responsabilmente! Da oggi, un po’ meno, forse.

Se credete, firmate anche voi la petizione su http://www.salvalatuabirra.it/

#salvalatuabirra

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