02
Ott
13

il mirto di sardegna

 

Chiunque sia stato in vacanza in Sardegna, terra fiera del proprio isolamento, conosce il suo liquore tipico, altrettanto fiero nel colore.

Il mirto si ricava dall’omonimo arbusto mediterraneo, Myrtus communis, detto anche mortella,  diffuso ampiamente nell’isola, adoperando il frutto maturo, una bacca intensamente colorata e profumata che si raccoglie sul principiare dell’anno.

Arbusto di mirto in frutto

Arbusto di mirto in frutto

Per lunga tradizione, esso è IL liquore sardo, prodotto in famiglia per il proprio consumo, e anche da alcune industrie che riescono a fargli varcare il mare e giungere in “continente” come usano dire gli isolani.

Si prepara per infusione in alcool delle bacche ed alcune foglie per un periodo variabile da 15 a 30-40 giorni, e poi per diluizione di questa “tintura” filtrata con sciroppo di zucchero e acqua fino al grado voluto; di solito il mirto non è un liquore molto alcolico, e trova il suo grado ottimale intorno ai 28°‑35°; per dare più corpo al prodotto è utile impiegare un torchietto che spremerà il liquido rimasto nelle bacche, ma attenzione a che l’operazione sia fatta in modo leggero, altrimenti ne verranno estratte anche le sostanze tanniche, rendendolo imbevibile. La maturazione del liquore da 2 a 6 mesi prima del consumo gli farà perdere un po’ di astringenza conferendogli un colore meno cupo. Come si vede, non è un prodotto complicato, ma casalingo, la cui bontà è data dal corretto equilibrio tra i profumi, un minimo di corpo, e la dolcezza, che deve risultare non stucchevole, rischio presente in molti liquori.

Il curioso pettine, attrezzo impiegato nella raccolta delle bacche di mirto

Il curioso pettine, attrezzo impiegato nella raccolta delle bacche di mirto

Il mirto si beve comunemente come digestivo, più spesso gelato, come si usa fare per il limoncello, che non a temperatura ambiente. Provatelo in entrambi i modi, secondo le stagioni.

Il mirto assaggiato da Cognac & Cotognata proviene dalla tipologia familiare, ed è stato prodotto per la felicità dei clienti del ristorante La Rosa dei Venti di Santa Vittoria di Sennariolo (OR) dal patron Gianluca del Rio. Grazie alla cortesia dell’autrice di Cucinasenzasenza.com , che ha importato materialmente il liquore, non senza pericolo per l’integrità della bottiglia e del contenuto della valigia, siamo riusciti a venire in possesso di questo mirto sardo verace e fedele alla tradizione, che ora degusteremo.

Le bacche di mirto durante la macerazione in alcool

Le bacche di mirto durante la macerazione in alcool

L’aspetto è limpido, e il colore granato scarico, indice di lunga maturazione; il profumo è sostenuto e tipico della bacca sarda, molto gradevole, che potrebbe ricordare con un po’ di fantasia la macchia mediterranea; al palato questo mirto si offre equilibrato, di dolcezza contenuta, con una discreta alcolicità che tuttavia non disturba; il gusto si rivela non così corposo come farebbe pensare il profumo, ma vivace e alquanto fruttato; potrebbe essere avvicinato al liquore di prugnoli, per la nota fruttata e lievemente tannica, per quanto il sapore sia del tutto proprio e inconfondibile. Il retrogusto è pressoché assente, come in quasi tutti i liquori; l’esecuzione dimostra un ottimo equilibrio tra frutto, alcool e zucchero, lontana dal carattere rustico che connota frequentemente i liquori di preparazione casalinga.

In conclusione questo mirto è un digestivo molto gradevole e facile da bere, sia in versione raffreddata, che a temperatura ambiente: si apprezza al meglio con la stagione estiva, ma crea nostalgia del suono del mare e della semplice ma squisita cucina sarda.

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