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I cognac antichi

I cognac antichi sono la passione dei collezionisti, e talvolta anche di qualche facoltoso bevitore: ma ciascuno di essi considererà l’altro un delinquente per opposti motivi.

Definiamo cognac antichi quelli distillati più di 70 anni fa, e anche quelli d’annata che non sono più reperibili nel circuito commerciale, ma solo tra aste e collezionisti. Una seconda distinzione va fatta per i cognac pre-fillossera (prima del 1875 circa) che hanno caratteristiche diverse da quelli moderni per l’impiego di vitigni ora quasi del tutto abbndonati: ciò ne cambia marcatamente le qualità organolettiche.

È importante sapere che non necessariamente antico significa invecchiato: quasi sempre i cognac d’epoca non hanno invecchiamenti elevati, il più delle volte si tratta di cognac di qualche anno, raramente superano i 30.

Un cognac di una casa ora scomparsa, annata 1893, imbottigliamento per il mercato inglese – 70° proof (35° alc.)

I cognac antichi sono reperibili in vari modi: tramite case d’aste, che ne offrono periodicamente in vendita, direttamente dai produttori, che ne conservano quantità inaspettate nei loro paradisi, o da collezionisti privati; talvolta vengono offerti in degustazione a bicchiere: è il caso di un appassionato di liquori d’epoca, il celebre barman italo-londinese Salvatore Calabrese, che gestisce una nicchia di prestigio: nel suo bar all’interno del Playboy Club fa assaggiare agli happy few che se lo possono permettere cognac d’alto antiquariato, spesso di annate ottocentesche.

Il più delle volte si trovano in commercio cognac antichi con indicazione d’annata (vintage), perché sono da sempre oggetto da collezione; i millesimi più antichi sono da tenere in sospetto, per la facilità con cui si può trattare di frodi, anche d’epoca: è ben noto il caso della famosa maison Bisquit che all’inizio del secolo scorso offriva cognac in quantità apparentemente illimitate della migliore annata di sempre, la 1811; in realtà, usando un metodo solera, una piccola quantità di questo veniva maritato a cognac giovani di bouquet simile, per ricavarne volumi importanti, che però acquisivano carattere dal contatto con lo spirito vecchio.

Lo stesso dicasi di cognac “napoleonici”: quasi sempre si tratta non di cognac distillati 200 anni fa, ma di produzione degli anni 1860-70, sotto Napoleone III, allora in pieno boom, e di invecchiamento modesto. Pregiati sì perché ormai antichi, ma certamente con poco fascino e gloria rispetto ai loro fratelli del primo decennio del secolo.

Un esemplare della leggendaria annata della cometa – 1811 – notare l’immagine stampata nel sigillo del vetro

Sotto il profilo del gusto, distinguiamo i cognac distillati prima della catastrofe della fillossera, e dopo. I primi vedono la prevalenza dei vitigni Folle Blanche e Colombard, oggi abbandonati in favore del più neutro trebbiano o Ugni Blanc, dalle alte rese e resistente alle muffe. I primi due vitigni, più difficili da coltivare e di resa minore, danno un cognac morbido, dolce e aromatico; oggi alcune aziende tendono a coltivarli di nuovo per restituire il sapore antico al distillato. I cognac pre-fillossera hanno tutti la caratteristica di essere delicati e morbidi, in ragione della loro provenienza da questi vitigni, soprattutto dalla fruttata ed aromatica Folle Blanche.

Anche gli invecchiamenti, un tempo generalmente modesti, rendono gli spiriti antichi leggeri e più pronti a mostrare note floreali e fruttate che non le spezie ed il cuoio dei grandi vecchi. Molto di rado i cognac distillati prima del 1900 raggiungevano età notevoli al momento dell’imbottigliamento; più spesso si tratta di assemblages da pochissimi anni fino a 15-30 per i più pregiati.

Nondimeno, e particolarmente tra i négociants storici, esistono riserve di cognac distillate nel diciannovesimo secolo che sono state tenute in botte per numerosi decenni prima di essere travasate in damigiana, o addirittura cognac che continuano a restare in botte oltre i 100 anni di età: è chiaro che dopo raggiunta la maturità, normalmente a 50-65 anni, anche per essi comincia il declino, e oltre gli 80 la decrepitezza gustativa. Questo perché superati i sei decenni, il cognac prende troppo legno e continua a perdere alcool, scendendo sotto i 40°, oltre che evaporare in volume. Solo le grandi case possono disporre di quantità importanti per poter rabboccare queste botti e mantenerle a livello, pur facendole diminuire di numero.

Questi cognac, ormai deboli in alcool ed amarissimi di sapore, uniti in piccolo volume a quantità elevate di cognac più giovani serviranno a dare una fiammata a questi ultimi, amplificandone a meraviglia bouquet e gusto. Alcune case riescono pertanto a creare miscele eccezionalmente aromatiche usando con sapienza questi matusalemme alcolici, talvolta tenuti in botte fino a 100-130 anni, per il loro naso splendido,  nonostante il corpo sia ormai decaduto e quasi sempre imbevibile tal quale. Ecco in parte spiegato (e solo in parte giustificato) il costo astronomico delle bottiglie di gamma alta delle maison più note.

Qualche prezzo, per farsi un’idea del costo degli spiriti di antiquariato: le rarissime annate 1790/99 hanno richieste astronomiche, anche oltre 100000 euro a bottiglia, per le annate “napoleoniche” tra 1805 e 1815 si richiedono tra i 5-6000 e 12000 euro a bottiglia, per quelle di Napoleone III tra 2000 e 5000, al volgere del secolo in pieno disastro fillossera ancora gli stessi prezzi, mentre dopo il 1900 si crolla sotto i 1000 per bottiglie ancora perfette da degustare, per una piccola follia gioiosa.

© 2013 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

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7 Responses to “I cognac antichi”


  1. 1 Salvo S.
    7 luglio 2013 alle 23:17

    Da “piccolo” appassionato e collezionista ho potuto dopo più di un ventennio di acquisto di bottiglie e di raccolta in un secondo tempo di libri su whisky e cognacs partendo da Histoire de Cognac di Robert Delamain del 1912 per finire ad ormai introvabili ” Enciclopedie ” sui Vini sui Whisky e sui “Liquori” , ho potuto conoscere ed imparare tanto sugli stessi. Ho scoperto con mio enorme stupore che non sempre un distillato più è invecchiato e più è buono… possiamo dichiarare con una certa serenità e serietà che il tempo medio più che utile del passaggio o vita in botte vada dai 12 ai 40 anni di invecchiamento ( media riferita per sommi capi e non “assolutista” ) poi vi sono distillati che ad 8/9 anni di vita già sanno esprimere un sapore più che accettabile, mentre altri che a 20 sono ancora “immaturi” ( ciò è da prendere con le dovute cautele …. a scanso di equivoci o di facili “irritimenti” …) . Mi corre l’obbligo di entrare più specificamente nella simbiosi botte-distillato : punto primo chimicamente il cognac il whisky o il brandy ecc… ecc… sono dei liquidi “solventi” dove la loro gradazione alcolica esercita sul legno della botte un effetto disgregante della matrice o struttura lignea (lignina, tannini ecc. ecc…) vi sono doghe di rovere che “sopportano” anche 60/70 anni di corrosione data dal continuo contatto con l’alcool, altre anche solo dopo 15 anni sono più che marce ( riferito alla singola doga e non a tutta la botte …)….. e come non tutte le distillazioni riescono bene anche le botti hanno simili “disgrazie”. Inoltre mi corre anche di aggiungere che non soltanto le leggi emanate dal Dipartimento per la tutela del Cognac ( leggi garanzie sulle annate e sugli invecchiamenti e pre-fillossera …) e bontà delle botti ma anche e soprattutto come usano affermare in Scozia sugli whisky che purtroppo le produzioni post 1980 sono “cambiate” a causa del clima ( diciamolo pure : lo Smog !!! …..o inquinamento, per entrare più nello specifico, dovuto sia all’industria in generale sia ai pesticidi e soprattutto ai diserbanti veri motori del cambiamento del DNA sia umano che dei vegetali !!!!! …….. e quì non entro nei particolari se nò tedierei anche me stesso ….) Certo buttato quì sembrerebbe più dare un calcio al nulla o tentare di trovare di provare o di proporre nuovi argomenti …. assolutamente no ….. a scrivervelo è l’ agente di commercio che nel lontano 1990 promosse per primo l’Agricoltura Biologica in Italia ……. Quindi da un lato i grandi distillatori scozzesi a nord e dall’altro il sottoscritto a sud dell’Europa possiamo dichiarare con sacrosanta verità che le produzioni post 1980 sono di un’altra razza rispetto alle precedenti ……….. sempre umilmente al vostro servizio Salvo S. P.S. sono certissimo che vi siete accorti che le produzioni precedenti al 1980 sono grande interesse dei vari collezionisti ed appassionati a prescindere da particolari annate di pregio, ogni decennio precedente al 1980 “effettua” un salto di valore che in questi ultimi tempi, nonostante la crisi, tende costantemente al rialzo e ad un costante interesse ….. chi c’è l’ha se la tenga cara che dopo il 2020 si prevede il boom …….. ancora più vostro Salvo S.

  2. 2 Salvo S.
    7 luglio 2013 alle 23:26

    La ricerca “certosina” e la conseguente descrizione dell’Autore del presente blog è meritevole di Lode agli occhi di tutti gli appassionati e non ……. Salvo S.

  3. 3 rossy
    30 dicembre 2013 alle 13:30

    Possiedo una vecchia bottiglia di cognac F.lli Ramazzotti con il sughero sigillato a stagno, credo risalga agli anni 40/50 ma non c’è data. come posso capire che valore può avere. Grazie Rossy

  4. 4 Salvo Sapienza
    6 marzo 2014 alle 20:54

    Chiarissimo Sig. Rossy, probabilmente la Sua bottiglia potrebbe appartenere al periodo “sigillo stella” , ma senza vedere la bottiglia la mia rimane solo una ipotesi molto approssimata. Il valore estrinseco è molto variabile e dipende solo da un interesse personale di un probabile collezionista. Tanto per farLe un esempio nella mia vetrina ho anche una Glen Grant 1949 35 yo il mercato collezionistico di oggi offre al massimo 600 -700 euro ….. piuttosto la apro e me la bevo sino all’ultimo sorso …… Tragga da questo piccolo esempio il valore collezionistico della Sua bottiglia con questa equazione Glen Grant 1949 35yo : 600 = cognac Ramazzotti : x ……. !

    • 5 Salvo Sapienza
      7 marzo 2014 alle 20:39

      Aggiornamento : su whiskyexchange leggo oggi la quotazione della bottiglia da me posseduta in 1.200 sterline ……. i prezzi vanno al rialzo in breve tempo. Da quanto scrivevo sopra nel primo post che ci sarebbe stato un vero e proprio boom dopo il 2020, già in questi giorni il prezzo sale repentinamente, meglio così, significa che le produzioni ante ’80 sono valutate con interesse.

  5. 6 Marta
    25 aprile 2015 alle 10:33

    Buongiorno io ho una bottiglia Gran Bas Armagnac del 1885 con il certificato di garanzia e tutto il resto …come posso sapere il suo valore vorrei eventualmente venderla…ho le foto da inviarvi se volete datemi un indirizzo mail a cui inviarle … Grazie mille
    Marta

  6. 7 efisio
    17 dicembre 2015 alle 08:52

    buongiorno mi e stata regalata da un mi zio ultraottantenne una bottiglia di cognac napoleon aigle rouge del 1940 o probabilmente 1945, 40 gradi grand prix brugerolle, matha france 70 cl. L’etichetta e un cartoncino con filo dorato appesa al collo della bottiglia, la bottiglia presumibilmente in cristallo lavorato a forma di aquila, il tappo chiuso con del nastro nero. Mi piacerebbe sapere se ha valore o se e interessante per collezionisti. Grazie


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