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il cognac early landed late bottled (ELLB o ELB)

Non ne avete mai sentito parlare, vero? A meno che siate frequentatori dei clubs londinesi, ed amanti del cognac, pardon… brandy!

Niente di sconvolgente: ecco di cosa si tratta.

Era costume, fino al 1850 circa, quando è iniziato l’imbottigliamento diretto da parte delle maison di cognac, spedire il distillato dell’anno ai grossisti inglesi, che ne erano allora i principali mercanti. Ciò avveniva con lo stesso contenitore usato per la sua produzione, la botte. Quindi il cognac in barile partiva dai magazzini sul fiume Charente per essere imbarcato a Tonnay-Charente, ultimo porto fluviale praticabile alle navi, oppure a La Rochelle, sulle navi che lo portavano in Inghilterra.

Questo cognac non aveva in genere ancora un anno di vita: la tradizione era di importarlo appena distillato per fargli subire l’invecchiamento nei porti inglesi: early landed (sbarcato in gioventù), appunto.

I luoghi dove questo avveniva, e tuttora in minima parte avviene ancora, sono i porti di Londra, Bristol e Liverpool. Qui, i cognac poco più che neonati (oggigiorno mai sopra i 2 anni) venivano depositati in magazzini doganali, per attenderne l’invecchiamento. Il porto di Bristol aveva come particolarità dei magazzini sotterranei scavati nel gesso, profondi freddi e umidi, alquanto adatti a questa pratica.

Un cognac early landed della maison Hine, importato in Inghilterra ed invecchiato da Averys di Bristol – annata 1934
Invecchiamento 24 anni (late bottled 1959), a gradazione naturale (cask strenght)

Lo scopo era insieme economico, per il costo minore del cognac giovane, e strategico poiché fino al 1870 guerre vere e guerre commerciali creavano spesso carenza di brandy in patria; e si sa che gli inglesi fino a pochi decenni fa ne erano i principali consumatori. Oggigiorno i cognac early landed contano per lo 0,01% del cognac imbottigliato, praticamente un capriccio.

La particolarità di questa pratica è che il clima marino inglese, umido e fresco, apporta a questi cognac una morbidezza ed una struttura molto più aerea dei fratelli rimasti ad invecchiare nelle due Charentes; questo gusto così delicato e povero di estratti tanninici è tradizionalmente ricercato dai bevitori inglesi, e biasimato dai produttori di cognac per la mancanza di carattere e nerbo che i distillati acquisiscono negli anni, avvenendo l’evaporazione dell’alcool ma molto meno dell’acqua contenuta. In questi distillati early landed – late bottled non troverete nemmeno dopo 30 anni il mitico rancio, quel gusto di ossidazione indefinibile tra fungo, noce, canditi e formaggio, che rende i vecchi cognac così pregiati, ma solo freschezza, aromi floreali e fruttati.

Il cognac appena sbarcato resta nei porti per il tempo che l’importatore stabilisce, a sua discrezione. Qui non agisce il maître de chai: verrà imbottigliato a distanza di anni (late bottled), talvolta a gradazione naturale (cask strenght), benché raggiunga i 40° in meno tempo dei fratelli rimasti in Francia, recando l’anno di produzione, o anche quello di sbarco. L’invecchiamento è sempre dichiarato in etichetta con la data di imbottigliamento; mediamente esso è di 21 anni, e raramente supera i 30.

Il cognac così conservato non è soggetto ad IVA ed accise fino alla messa in bottiglia, poiché è in quel momento che avverrà l’importazione vera e propria nel Regno Unito: fino ad allora infatti la custodia è avvenuta in area extradoganale. Recentemente alcune maison di cognac hanno usato questo metodo, facendo poi tornare i barili a Cognac per l’imbottigliamento da parte della casa madre (early landed french bottled).

La consuetudine inglese era invece di imbottigliare il brandy con il nome dell’importatore. C’erano così in commercio cognac con i nomi dei più famosi importatori inglesi, Justerini & Brooks (noto anche da noi per il whisky J&B), Berry Bros. & Rudd, di Londra; Averys o Harveys di Bristol, la stessa maison Hine, che ancora utilizza in parte questo metodo.

Raramente veniva indicato il nome del distillatore, ma quasi sempre si trattava di Case rispettabili, come Otard, Delamain, Frapin, Hennessy, e Hine.

Ovviamente oggigiorno questo sistema di invecchiamento è più una tradizione sopravvissuta, e per la maison Hine, un attaccamento al passato ed un esercizio di stile, più che una pratica economica rilevante. Pur rimanendo una nicchia, è tornata di interesse tra gli appassionati per le caratteristiche aromatiche inconsuete di questi cognac “inglesi”. Tuttavia, il loro prezzo è elevato.

Curiosamente Hine invecchia i suoi cognac ELLB nel cuore del migliore whisky, ad Islay, mentre altre aziende usano un importatore con stock nel porto di Liverpool e nella campagna inglese. Bristol ha perso la sua tradizione con la riqualificazione edilizia del porto.

Tuttavia i cognac early landed – late bottled trovano ancora i loro estimatori, forse perché per decenni dai porti di Bristol casse e casse di cognac prendevano la strada dei college di Oxford e Cambridge, ed ex-studenti e professori ancora oggi cercano quel cognac che ricorda loro la gioventù. Lo stesso si può dire per gli esclusivi clubs di Londra, dove non mancava mai il brandy di cui la high-society faceva largo consumo.

© 2013 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

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1 Response to “il cognac early landed late bottled (ELLB o ELB)”


  1. 1 Salvo S.
    8 luglio 2013 alle 19:58

    Possiamo notare visivamente che “realmente” questo distillato non ha subito alcuna “sofisticazione” da parte dell’imbottigliatore tanto che il suo colore appare di un giallo carico quasi arancio nella parte superiore e di un giallo medio nella parte inferiore della bottiglia, in pratica sembra che lo scrivente dica un’idiozia gratuita invece è l’esatto contrario : come ho potuto notare in diverse bottiglie sia di Cognac che di Whisky quando non vengono adulterate dai vari caramelli ecc…. possiamo notare che il distillato “reagisce” con sfumature differenti al variare dell’incidenza della luce che lo attraversa e dalla luce riflessa dai diversi materiali, per essere più chiaro : un distillato adulterato con varie aggiunte è dello stesso colore sia nella parte centrale della bottiglia sia nel collo della stessa dove minore è lo “spessore” del liquido. Provate a confrontare una bottiglia VSOP con una da 30 – 40 ans di invecchiamento ; la prima è di colore “vivo” la seconda è di colore “smorto” – “sbiadito” ….. dove i nostri occhi ci consiglierebbero l’esatto contrario di “scelta” !!!!! …… Se non ci credete andate a controllare le vostre collezioni oppure andate nell’enoteca più “in” della vostra città e verificate quanto sopra ho scritto …… ancora più vostro ….. Salvo S.


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