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Il Pineau des Charentes – un mosto fortificato dal cognac

Nella regione delle due Charentes non si produce solo cognac: esiste un altro prodotto dell’uva, benché quasi sconosciuto in Italia, che prende il nome di Pineau (des Charentes): in pratica si tratta di una mistella come è chiamata anche da noi, cioè di un mosto di cui viene bloccata la fermentazione con l’aggiunta di alcool. Un esempio consimile viene dalla Normandia, dove si impiegano le mele, ed il calvados come alcool, per ottenere il Pommeau, un altro dalla Guascogna, con il Floc de Gascogne, sempre a base di mosto, e di armagnac stavolta.

Pineau bianco - ditta Bureau - Montils (Ch. Maritime)

Pineau bianco – ditta Bureau – Montils (Ch. Maritime)

L’uso del pineau è noto in tutta la regione di produzione del cognac come aperitivo, che si serve fresco, particolarmente in estate. Si trova prevalentemente nella Charente Maritime.

Ne esistono due qualità, bianco, da uve bianche per cognac, e rosato, da Merlot e dai Cabernet. Il mosto deve provenire da uve coltivate nelle due Charentes, e la fermentazione viene bloccata con l’aggiunta di cognac a 60° quando il mosto raggiunge 10 gradi alcolici. Se ne ricava un mosto fortificato che ha un titolo alcolico compreso tra 16 e 22 gradi.

L’origine di questo prodotto contadino si perde nel tempo, frutto di errori casuali, come il versar mosto in una botte di cognac creduta vuota, oppure volutamente, non si sa. Ma certo è che fosse già conosciuto e apprezzato alla corte del re Luigi Filippo negli anni ’30 del 1800.

Come si fabbrica nel dettaglio? Il mosto, rosé o bianco, viene lasciato brevemente fermentare, dopodiché viene aggiunta una parte di cognac giovane ogni 4 parti di mosto, che lo spegne. Infine il prodotto viene travasato in una barrique che ha contenuto del cognac, e lasciato invecchiare almeno un anno.

Naturalmente esistono Pineau che maturano anche fino a 10 anni in botte, acquisendo, se rosati, tonalità ambrate ed una notevole finezza e profondità grazie al prolungato contatto col legno.

Le denominazioni quindi divengono Vieux Pineau dopo 5 anni di botte, e Très Vieux Pineau dopo 10 anni. Si invecchia anche oltre, talvolta.

La sua produzione è permessa ai viticoltori-distillatori di cognac (boilleurs de cru), alle cooperative, e sola eccezione tra i commercianti, alla maison Camus, con l’obbligo per tutti di usare esclusivamente le uve coltivate in proprio. Lo stato francese accorda tutela a questo prodotto con una denominazione d’origine (AOC) fin dal lontano 1935.

Pineau rosé invecchiato 7 anni (Vieux) - Chateau de Montifaud - Jarnac-Charente (Ch. Maritime)

Pineau rosé invecchiato 7 anni (Vieux) – Chateau de Montifaud – Jarnac-Charente (Ch. Maritime)

Il Pineau, per tradizione un prodotto contadino, ha avuto un discreto sviluppo commerciale nelle regioni più esterne dell’appellation da quando verso la metà del 1970 in queste aree si è abbandonata la lavorazione del vino da cognac: oggi questo aperitivo rende ancora interessante la coltura della vite nei petits crusBons Bois e Bois Ordinaires soprattutto,e viene largamente apprezzato dal vivace turismo che raggiunge le coste dell’Oceano d’estate, dando sostegno alle piccole aziende agricole che lo producono.

Il Pineau ha note dolci tipiche dei mosti, ma con una vena acidula, e un corpo figlio del cognac che contiene; l’invecchiamento poi dona vene speziate e legnose grazie al lungo contatto con la botte, facendo ricordare un vecchio porto, seppure restando una bevanda leggera e facile più di un vino fortificato. Provatelo, se lo trovate.

© 2013 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

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