Archivio per gennaio 2013

28
Gen
13

Il cognac e Napoleone – leggenda o realtà ?

Il cognac ha vissuto a lungo sul mito di Napoleone: basta non avere 20 anni, e la memoria andrà a chissà quante bottiglie incrostate di sigilli, allori, api e cifre napoleoniche. Ma si tratta di una leggenda? Ecco la verità.

Napoleone ha fatto la fortuna di più di un produttore, il più conosciuto è Courvoisier, e parecchi hanno usato i simboli napoleonici a piene mani.

Un esempio di etichetta ‘napoleonica’
Boulestin, marchio della maison Otard

Lo stesso nome di Napoleon è entrato oramai nell’uso commerciale come definizione di una qualità di cognac di età intermedia tra un VSOP e un XO, non certo un prodotto da imperatori: non significa che la qualità preferita dal condottiero fosse proprio questa, anzi.

Che alla corte parigina del grande Corso si bevesse cognac, è fuor di dubbio, altrettanto certo è che i fornitori fossero numerosi. Ma di sicuro all’epoca non esisteva una casa fornitrice ‘privilegiata’.

La leggenda nasce nei giorni dell’esilio di Napoleone nel 1815: il suo ministro Fouché aveva fatto preparare due navi pronte a far vela verso gli Stati Uniti, ma poi l’imperatore decise di consegnarsi agli inglesi. Le due navi raggiunsero davanti al porto di Rochefort la nave inglese Bellerophon che trasportò il condottiero a Plymouth, dove venne imbarcato sulla HMS Northumberland diretta a S. Elena. Tra le numerose provviste, c’era ovviamente un carico di cognac, di cui una parte fornita dalla ditta Courvoisier. Fu così che gli inglesi, sedotti dal distillato di cui erano ghiotti, lo battezzarono ‘the brandy of Napoleon’. Il resto lo fece la casa Courvoisier, che ottenne da Napoleone III nel 1860 il brevetto di fornitore imperiale, diventando davvero il brandy di Napoleone. La casa si guardò bene dallo specificare quale dei due, e il mito venne così consolidato.

Furono poi i successivi proprietari dell’azienda, dal 1909 gli inglesi Simon, a valorizzare  il marchio Courvoisier con la nascente pubblicità, tramite la celebre silhouette napoleonica, ed il claim ‘the brandy of Napoleon’, con enorme successo in Gran Bretagna, dove l’imperatore sconfitto aveva una sicura presa emotiva tra i bevitori, facendo assurgere questo marchio a primo concorrente delle più celebri ed antiche maison Hennessy e Martell.

Una vecchia pubblicità 'napoleonica' della maison Courvoisier

Una vecchia pubblicità ‘napoleonica’ della maison Courvoisier

L’uso commerciale dell’immagine imperiale risale tuttavia al volgere del Novecento:  prima dei Simon, già la casa Bisquit nel 1890 aveva riportato in etichetta l’immagine di Napoleone ‘Primo Console’ e pochi anni di seguito, nel 1899 la maison Meukow aveva depositato un’etichetta di cognac marca ‘Napoleone‘ con tutta la simbologia nota di aquile, N e allori che poi si sarebbe diffusa. Tuttavia è indubitabile che i maggiori successi di questo logo li seppe cogliere la maison Courvoisier. Oggi l’azienda non insiste più su questo percorso datato, benché l’immagine di virilità e di potenza che si vorrebbe veicolare coniugando l’imperatore al distillato abbia ancora qualche appeal in estremo Oriente.

Nelle vendite all’asta di cognac antichi spesso si incontrano bottiglie ‘napoleoniche’: dovrebbe trattarsi principalmente di distillati prodotti al tempo di Napoleone III: quindi cognac di buona età, 40-60 anni, che sono stati generalmente imbottigliati nel primo decennio del 1900, nel pieno di questa moda.

Ci sono in commercio anche bottiglie distillate veramente nell’era naponeonica, cioè all’alba del 1800, ed alcune case come la raffinata A.E. Dor , la quale possiede ancora scorte dell’annata 1805  (dal poetico nome di ‘Soleil d’Austerlitz’), ne offrono esemplari ancora oggi, a prezzi da sceicco. Tuttavia è utile ricordare che un cognac una volta terminato l’invecchiamento e posto in vetro, non invecchia più: quindi se un cognac di questi avesse per esempio 30 anni di maturazione in botte, tecnicamente sarebbe uguale ad un moderno hors d’age, se non fosse per il fascino dell’antico, e per i vitigni pre-fillossera, che rendono il cognac più vellutato e rotondo degli attuali.

Una pubblicità murale d’epoca sul retro di un frontone di casa a Cherbourg
© lesmurspeints.blogspot.it (per gentile concessione)

I fabbricanti di cognac hanno senz’altro giocato sull’equivoco tra i due Napoleone, peraltro riconoscenti a quello del Secondo Impero per aver negoziato con gli inglesi un trattato commerciale che fece letteralmente esplodere le esportazioni di cognac nell’isola: i vigneti nel 1877 raggiunsero l’incredibile cifra di 280.000 ettari, poi arrivò la fillossera, ma questa è tutta un’altra storia. Il grosso delle case celebri e meno celebri ancora oggi esistenti è infatti stato fondato nel periodo tra il 1850 e il 1870. Sotto questo profilo, lo zio con il suo Blocco Continentale aveva invece gravemente danneggiato il commercio di acquavite con la Gran Bretagna, se non fosse stato che le case produttrici intrattenevano ottimi rapporti con i contrabbandieri delle isole della Manica, salvandole così dalla rovina. Ma la fama del primo oscurò la grata memoria del secondo.

© 2013 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

Annunci
21
Gen
13

degustazioni – vesper delamain

La maison Delamain, fondata nel 1824, è una antica casa commerciale di cognac. La famiglia, originaria di Jarnac, emigrata in Inghilterra ed in Irlanda a seguito delle persecuzioni degli Ugonotti, ritornò al luogo di origine nel 1759, aprendo un commercio di acquavite. La dimensione familiare, tipica di molte maison di vecchia fondazione, si è mantenuta di generazione in generazione, pur essendosi l’azienda ingrandita negli anni.

A differenza delle aziende maggiori, la caratteristica di Delamain è di non avere contratti di fornitura pluriennali con i produttori, ma di acquistare di volta in volta ogni partita dopo assaggio e valutazione. La casa non ha vigne né distilla in proprio, ma acquista cognac già pronto, di cui cura l’invecchiamento, la maturazione e l’assemblage.

Un poster primi '900 della Delamain & C.(aautore L. Cappiello, uno dei più grandi 'creativi' pubblicitari del secolo scorso, livornese)

Un poster primi ‘900 della Delamain & C.
(autore L. Cappiello, uno dei più grandi ‘creativi’ pubblicitari del secolo scorso, livornese)

L’azienda, di solida reputazione tra i conoscitori, e di lunga tradizione, garantisce cognac di qualità superiore; la si può considerare una via di mezzo tra una piccola maison di pregio (per la qualità) ed un grande commerciante (per il volume di vendite), pur restando artigianale nella filosofia.

Lo stile aziendale si connota con distillati di colore chiaro, e di gusto elegante e fine, per tradizione preferito dalla affezionata clientela inglese. L’invecchiamento viene effettuato in botti usate, per evitare l’eccesso di tannini. La casa dichiara di non adoperare boisé, ma solo il caramello necessario a uniformare il colore degli assemblages.

La maison Delamain, a differenza di molte altre vende solo cognac XO, cioè di invecchiamento lungo, e vengono impiegati solo cognac provenienti dalla Grande Champagne.

La casa presenta un’offerta completa nell’alto di gamma:

–        Pale & Dry  un cognac “base” di 25 anni, che costituisce l’80% delle vendite dell’azienda

–        Vesper  un cognac maturo di 35 anni, con più corpo e struttura del precedente

–        Très Venerable  un cognac extra di 55 anni di invecchiamento, corposo ed elegante

–        Réserve de la Famille  un raro brut de fût ( = cask strenght, single barrel) di oltre 50 anni

–        I millesimati  piccoli lotti di cognac di annate di pregio

–        Le confezioni premium  di scarso interesse per l’appassionato

Bottiglia di cognac Vesper - maison Delamain

Bottiglia di cognac Vesper – maison Delamain

SCHEDA DI DEGUSTAZIONE

Denominazione: Vesper

Produttore: Delamain – Jarnac

Tipo di produttore: négociant – media maison

Cru: Grande Champagne      Qualità: Hors d’age

Gradazione: 40°       Invecchiamento: 35 anni    Vitigni: Ugni blanc

Prezzo: € 110 – 120 circa (2012)                 Reperibilità: comune in enoteca

Note gustative: colore oro profondo; aroma: primo naso delicato con note fruttate tra albicocca e uva; il secondo naso punge un po’ di alcool, poi diviene alquanto fruttato e vinoso, con toni “minerali” caratteristici dello stile aziendale; buon montant; morbidezza di gusto vivacizzata da discreta alcolicità, legno ben fuso, piacevolmente dolce di tannini vecchi; rancio ben presente; retrogusto assai poco persistente per l’età. Equilibrio: solido.

Cognac Grande Champagne aromatico, maturo, tipico rappresentante del suo cru, rotondo e ben fatto, ma senza offrire una spiccata personalità al palato. L’assemblage non rende giustizia agli ottimi cognac presenti nella miscela.  Comunque, un bere da signori.

Valutazione sintetica

Aroma                                      

  1. 1.  Fruttato / vinosità                   5
  2. 2.  Aroma di legno (quercia)        4
  3. 3.  Alcolicità      (1 = prevalente)   3     (6 = minima)

  Gusto

  1. 1.  Astringenza  (1 = prevalente)    5     (6 = minima)
  2. 2.  Dolcezza                                     5
  3. 3.  Rancio                                         5
  4. 4.  Ricchezza                                    4
  5. 5.  Corpo (pienezza)                        4

Retrogusto (lunghezza)                           2 Equilibrio aroma/gusto                            4 Giudizio complessivo                        41 / 60 Voti: 1= assente 2= scarso 3= mediocre 4= buono 5= molto buono 6= ottimo © 2013 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

13
Gen
13

Il distillato di nocciole, una “Nutella™” alcolica?

Questa non ve l’aspettavate, vero ?

Si tratta di una rarità, al pari del distillato di fragole, nel filone delle acquaviti ricavate dai frutti: se in Italia i liquori a base di nocciòle ed altri nòccioli non sono una novità, infusioni con aggiunta di zucchero, uno per tutti il commerciale ma poco diffuso Frangelico™, più venduto fuori dai nostri confini che da noi, oltralpe hanno provato invece a distillare questo frutto certamente non nordico, con risultati alquanto interessanti.

Un’azienda che produce questa chicca si trova in Franconia, una provincia del nord della Baviera (per i più sprovveduti: Germania), e più precisamente nella ‘Svizzera della Franconia’ , area montuosa di grande interesse naturalistico e uno dei più importanti centri di produzione della birra bavarese: siamo nel triangolo tra Norimberga, Bamberga e Bayreuth.

Etichetta del distillato di nocciole Haas – dal sito aziendale

La nocciola, tal quale, non si presta alla distillazione, anzi produce uno spirito piatto e senza gli aromi caratteristici che tanto piacciono; ma una volta tostata, e macerata con l’aggiunta di spezie e vaniglia, genera un prodotto che contiene tutte le note tipiche del frutto a guscio, tanto da far immaginare di stare gustando una crema di nocciole del tutto alcolizzata, o magari un giandujotto torinese alla vodka.

Il colore è ovviamente trasparente, l’aroma tipico di nocciola, con spiccate note vanigliate in aggiunta; il gusto concorda con le note del naso, facendo risaltare perfettamente la nocciola tostata, di media intensità; prima che l’alcool appaia vivo, pulendovi la bocca dagli aromi, avrete la netta sensazione di note di cacao e di vaniglia, probabilmente dovute all’aggiunta di queste bacche nel macerato. Il retrogusto è debole, ma sorprendente è il potente ricordo aromatico della nocciola nel bicchiere rimasto vuoto, che persisterà a lungo.

Di nocciole in Franconia non v’è coltivazione estensiva, sono importate dalla Turchia, ma il capriccio dei distillatori della zona, dove è vivo un discreto commercio di spiriti ricavati da quasi ogni possibile erba e frutto, ha creato questa piccola bizzarra acquavite.

L’azienda produttrice si chiama Destillerie Haas, da un minuscolo paesino della Svizzera Francone, Pretzfeld, e produce distillati di ogni sorta da più di 110 anni, tra cui da diverse varietà di ciliegie ed amarene selvatiche, da bacche ‘strane’ come mirtilli selvatici, o il sorbo degli uccelli, od ancora il sambuco.

Interessante, vero ?

ETICHETTA

Haselnuss Geist

40% vol.

Edelbrennerei Haas GmbH. & Co. KG

Pretzfeld – Fränk. Schweiz

200 ml

prezzo €14 all’origine (70€/litro)

Reperibilità: locale e online dall’azienda

06
Gen
13

Come si beve il cognac – sintesi

La tecnica di degustazione elementare del cognac (o di un brandy) richiede:

  • Un bicchiere a tulipano o da sherry
  • Il servizio corretto
  • Il tempo necessario all’ossigenazione
  • Il tempo della degustazione

Qui sotto trovate un riepilogo della tecnica di degustazione per chi vuole fare un’analisi accurata del proprio cognac:  potrete arricchirla con un diagramma sensoriale, come per le degustazioni del vino, ma ha poco senso, i criteri fondamentali di valutazione sono già stati indicati nella pagina estesa.

Per berlo invece in semplicità e goderne tutte le caratteristiche di pregio, è bene seguire comunque le due fasi del naso, e sorseggiare con calma trattenendo in bocca per alcuni secondi piccole quantità di distillato. Il tempo che concederete al vostro cognac vi sarà restituito sotto forma di piacere.

Vecchia bottiglia di cognac con bicchiere a ballon (non usatelo) – maison Thomas Hine & C.

SINTESI

IL BICCHIERE

È sconsigliabile impiegare il bicchiere a ballon. Se l’avete, gettatelo nel cassone del vetro da riciclare.

IL SERVIZIO

Posare il bicchiere sul tavolo (mai riscaldarlo prima), versarvi due gocce di cognac, ruotare il liquido e  gettare il contenuto. Dopodiché versare la quantità desiderata (3-5 cl), e portare immediatamente il bicchiere a breve distanza dal naso. Temperatura di servizio 18-22°C

L’OSSIGENAZIONE

Un cognac per rivelarsi ha bisogno di un po’ di tempo: il contatto con l’ossigeno aiuta a sviluppare i suoi aromi. Indicativamente, quanto più il cognac è invecchiato, tanto più necessita di riposo prima di essere assaggiato: come regola, almeno la metà in minuti degli anni di invecchiamento. Si può fare tenendo il bicchiere nel palmo della mano (consigliato) e intanto cogliendo i sottili aromi che il cognac sprigiona, o (peggio) lasciandolo sul tavolo, coprendo magari la bocca del bicchiere con un piattino o un cartoncino.

Vecchia bottiglia di cognac Remy Martin con la carta dei crus in etichetta.

Vecchia bottiglia di cognac Remy Martin con la carta dei crus in etichetta.

LA DEGUSTAZIONE  –  FASI

  • PRIMO NASO: è l’aroma volatile che si libera appena versato il cognac, coglietelo tenendo il bicchiere a poca distanza dal naso: spesso rivela già la personalità del distillato che degustiamo. Non si può ripetere se non versando un nuovo bicchiere.
  • SECONDO NASO: è il liberarsi dei vapori meno volatili del cognac; si amplia col riscaldamento, con la rotazione delicata del bicchiere, e con l’ossigenazione. Si gode per tutto il tempo della degustazione, e permette di scoprire tutte le “tinte” del distillato, spesso in continua evoluzione.
  • PRIMO ASSAGGIO: si inizia con una quantità minima portata sulla lingua, che rivela i vari aspetti della struttura del cognac, alcolicità, dolcezza, astringenza, corpo e ricchezza, e l’età se siete esperti.
  • PRIMO RETROGUSTO: inghiottendo le prime gocce si avverte l’aroma retronasale e la prima impressione del retrogusto.
  • SECONDO ASSAGGIO: una maggiore quantità, sempre piccola, fatta ruotare in bocca e aspirando un po’ d’aria permette di cogliere tutti gli aromi, il corpo e la struttura del cognac che state degustando: ne capirete pregi e difetti. Valutate la corrispondenza degli aromi con quelli del naso.
  • RETROGUSTO: la deglutizione permette di scoprire gli aromi retronasali e di avvertire l’impressione del retrogusto e la sua persistenza. Se il cognac è vecchio deve prolungare la sensazione per almeno alcuni minuti.
  • EQUILIBRIO: le sensazioni nasali e del palato devono trovare corrispondenza. Un buon cognac è equilibrato e armonico in tutte le sue fasi. Diffidate di distillati troppo dolci o troppo legnosi.
  • BICCHIERE VUOTO: un buon cognac lascia nel bicchiere la sua traccia aromatica anche il mattino dopo la degustazione. Se è di grande età questi aromi persistono anche per alcuni giorni. Provate, e…

  PROSIT !

 

© 2013 il farmacista goloso (riproduzione riservata)

01
Gen
13

Prosit Neujahr !

Prosit Neujahr !

Prosit Neujahr !

A tutti i lettori del blog

F E L I C E    A N N O    N U O V O

P  R  O  S  I  T  !




Contatto / email

cognacecotognata (@) virgilio (.) it

Insert your email to follow the updates

Archivi

gennaio: 2013
L M M G V S D
« Dic   Feb »
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Avvisi legali / legal stuff

Questo blog è protetto dal diritto d'autore © (Legge 22 aprile 1941 n. 633).
E' vietato ogni utilizzo commerciale e non commerciale del contenuto, senza consenso dell'autore.

This blog is copyrighted.
© All rights reserved.

Le IMMAGINI appartengono ai rispettivi proprietari e sono pubblicate su licenza. Nel caso di aventi diritto non rintracciabili, contattare il sito per l'eventuale rimozione.

Questo blog viene aggiornato a capriccio dell'autore, quindi non può essere considerato prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7 marzo 2001.

Gli articoli pubblicati non sono destinati ad un pubblico di età minore, né intendono incentivare il consumo di alcolici.

Ogni opinione pubblicata è frutto di libera espressione e non ha finalità commerciale alcuna.

NOTA PER IL LETTORE
La pubblicità che può comparire su questo blog non è volontà dell'autore, ma generata automaticamente dalla piattaforma ospitante. Vogliate scusare il disagio.

Annunci