Archivio per ottobre 2012

25
Ott
12

Jonagold – Marinushof – distillato monovarietale di mela

Anche quest’anno l’amata Vinschgau / Val Venosta mi ha visto tra i suoi monti, e non poteva mancarmi la ricerca di qualche distillato insolito, tra i tanti di cui è ricca questa terra.

Stavolta la mia attenzione è stata catturata dalla mela, patrimonio ricchissimo di questa valle, che fa a gara con la Val di Non nel rifornire l’intera Europa! Pensate che una mela su 10 consumata nel Continente è frutto della Venosta, e per il 2012 il raccolto si prevede abbondante e sano come non mai.

Albero di mele varietà Jonagold

Il distillato che ho assaggiato è prodotto dal Marinushof di Kastelbell / Castelbello (BZ), un modernissimo maso di design gestito da una giovane, allegra e numerosa famiglia, i Pohl, in cui trovano spazio attività tradizionali, come la frutticoltura e l’ospitalità, e recenti:  la produzione di vino, poco comune in valle, e di distillati di frutti .

Giovani imprenditori vuol dire anche giovani idee, e allora eccoli lanciarsi oltre le sicure strade della tradizione (Marille / Albicocca) e pera Williams (ottima la loro), per sperimentare: attualmente in catalogo il Marinushof offre anche il distillato di pera Pala, un’antica varietà valligiana, e di prugna con susina Löhr.

La mia bottiglia è stata prodotta con la mela Jonagold, una varietà nata dall’incrocio tra mela Jonathan e Golden; si tratta di un distillato concettualmente recente, al pari delle grappe monovitigno; l’uso tradizionale tirolese è invece di distillare insieme mele e pere di ogni sorta in proporzione variabile, per produrre l’obstler (distillato di frutta, potremmo tradurlo).

Marinushof – Apfelbrand Jonagold – Kastelbell (BZ)

Come al solito il distillato si presenta incolore, dai lievi profumi fruttati, certamente di mela, ma ben poco marcati; il gusto è piatto, mediamente alcolico, in cui si distingue con grande fatica qualche nota fruttata. Il retrogusto è assente. Decisamente un prodotto senza qualità interessanti.

Forse perché la bottiglia porta la data del 2006 (ora non è più disponibile), ho trovato questo distillato spento, e non superiore a un comune obstler che potete bere in ogni osteria tirolese; mi è dispiaciuto, perché questo maso ha una buona reputazione, constatata personalmente, avendo assaggiato altri loro obstbrand di carattere ben superiore. Tuttavia non è la prima volta che i distillati di maso venostani cedono alla prova del tempo: un’altra eccellente marille assaggiata appena distillata, a distanza di un anno ha rivelato delle note ossidative sgradevoli, del tutto assenti a fresco. C’è ancora tanto da perfezionare, mi sa. Riproverò con un nuovo distillato appena uscito d’alambicco, ma intanto mi sono tolto una curiosità.

ETICHETTA

MARINUSHOF

Apfelbrand Jonagold – Heinrich Pohl – Kastelbell – Südtirol

(retro)  Acquavite di mele Jonagold 2006 – Heinrich Pohl – Castelbello (BZ) – Italia

40,9° 500 ml

prezzo circa euro 18

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18
Ott
12

Curiosità – un cognac cocktail da Guinness dei Primati

Il cognac può essere protagonista di storie singolari. Sentite questa: è da Guinness dei Primati.

Tutto è nato dal desiderio di creare un bizzarro record, quello di cocktail più antico del mondo; l’intento è riuscito, battendo tra l’altro un altro record, quello del cocktail più costoso del mondo, che manco a dirlo, era roba da sceicchi: infatti finora è stato detenuto dal mix con il curioso nome di 27.321, dal suo prezzo in dirham, circa 5.670 euro, servito nel prestigioso Skyview bar del Burj Al Arab Hotel a Dubai.

Il detentore del record è un personaggio ben noto nel mondo del cognac, e un’autorità indiscussa in fatto di cognac d’epoca. Non ci crederete, ma è un barman italiano naturalizzato inglese, Salvatore Calabrese, nativo della costiera Amalfitana, che opera a Londra. Negli anni la sua fulgida carriera l’ha portato a dirigere bar di prestigiosi hotel londinesi, di esclusivi club privati, fino a possedere un proprio elegante bar, in cui custodisce una importante collezione di cognac antichi, e forse una delle poche al mondo in degustazione, ovviamente per gli appassionati, o più probabilmente solo per i facoltosi happy few.

La passione del Maestro Calabrese, grazie alle opportunità ed alle conoscenze sviluppate in questi ambienti frequentati dal bel mondo londinese, ha potuto elevarsi a livelli che difficilmente sarebbero concessi anche a un ricco collezionista. Il suo merito maggiore non è tuttavia di farne raccolta, ma di offrire l’opportunità di godere di bottiglie che altrimenti sarebbero destinate al mercato antiquario. Ciò che appare al collezionista un sacrilegio, aprire un’antica bottiglia per la degustazione, è, dal punto di vista dell’appassionato di cognac d’epoca un dono insperato, anche se il più delle volte inavvicinabile, per il costo folle del bicchiere.

Vieux Cognac ‘Clos du Griffier’ 1788.
All’ asta della cantina della Tour d’Argent di Parigi tenuta il 7 dic. 2009, la bottiglia, quotata 2500 euro, è stata ceduta per 25.000; al mondo ne esiste qualche esemplare.

Tornando ai cocktail, per cui tra l’altro Salvatore Calabrese è altrettanto celebre, oltre che essere scrittore in materia e conduttore televisivo noto in Inghilterra, il Maestro ha voluto tentare di creare una miscela esclusiva e raffinata da record del mondo. Dove partire quindi se non dalla sua meravigliosa collezione di distillati d’epoca, e dalla sua lunga esperienza di barman di alta scuola? Ovviamente, il protagonista è un cognac, il più antico esistente in circolazione oggi.

Il Maestro Calabrese nell’atto di servire il cocktail che oggi 18 ottobre 2012 ha conquistato il Guinness dei Primati come mix più antico (e costoso) del mondo.

Eccolo quindi l’11 ottobre scorso presentare nel suo bar, il Salvatore’s all’interno dell’esclusivo Playboy Club, il suo top cocktail, chiamato ʹSalvatore’s legacyʹ (l’eredità di Salvatore), da alcune bottiglie della sua collezione. La ricetta si compone principalmente di ingredienti precedenti alla Rivoluzione Francese… pensate un po’! Eccola:

  • 40 ml di Vieux Cognac Clos du Griffier 1788
  • 20 ml di kümmel (distillato di cumino) da una bottiglia del 1770
  • 20 ml di Curaçao Orange Dubb del 1860
  • Qualche spruzzo di Angostura del 1915

Il tutto ne fa un cocktail “antiquario” dall’iperbolico prezzo di 6770 euro (5500 sterline) a porzione. Con buon senso, si deve intendere questa creazione del Maestro Calabrese un esercizio di stile ed un capriccio d’autore, prima ancora che una bevanda degna di qualche folle Trimalcione moderno.

Oggi 18 ottobre, il record (cocktail più antico del mondo) è stato ufficialmente omologato dal Guinness dei Primati, e Salvatore Calabrese può entrare nella leggenda a buon diritto. La creatività italiana si fa sempre strada nel mondo.

Complimenti Maestro!

Fonte: dailymail.co.uk

13
Ott
12

Birra – Budweiser Budejovičký Premier Select

Ecco un’altra birra della famosa birreria di Budweis (Rep. Ceca), questa volta una doppio malto.

Si tratta di una birra affine alla più conosciuta Budweiser lager, ma con caratteristiche che la fanno somigliare alla celeberrima Pilsner Urquell, tuttavia con un’alcolicità molto superiore. La sua caratteristica, oltre alla forza, è la maturazione finale prima dell’imbottigliamento, qui protratta oltre le 28 settimane, in confronto allo standard di 4-6 settimane delle birre normali. Questo permette di ottenere una birra perfettamente affinata nelle sue componenti.

Bottiglia di Budweiser Budejovičký Premier Select – 7,6°

L’aspetto appena versata è magnifico, di un limpido colore oro profondo che ricorda tantissimo la Pilsner Urquell dei tempi gloriosi, quando era un birrificio statale ceco, come lo è ancora (per poco forse?) quello di Budweis; l’aroma è leggero, dai profumi luppolati grazie al celebre luppolo di Saaz, e con una schiuma finissima bianca, il cui cappello scompare in brevi istanti, a causa del forte tenore alcolico.

Il gusto è quello tipico di una grande pilsner, con una corposa struttura maltata, non troppo dolce, che fa da impalcatura ad una luppolatura possente, amara quanto basta ma di grande finezza; se si vuole trovarne un difetto, l’alcolicità di 7,6°, eccessiva per questo tipo di birra, la rende meno facilmente bevibile; fosse solo 2 gradi in meno, sarebbe una pilsner d’eccezione, vorrei sbilanciarmi, la migliore in assoluto in commercio oggigiorno; la carbonica è di media intensità. Il retrogusto ben strutturato permane in bocca a lungo con una patina amara e finemente aromatica. Si tratta in ogni caso di un livello qualitativo eccellente.

Si serve ben fresca (10-12°C) ma mai fredda di frigorifero; non la consiglio tuttavia come birra da pasto, ma da aperitivo con stuzzichini, per l’alcolicità.

Come sempre per questa azienda, la stessa birra si può trovare in diversi Paesi sotto marchi svariati, Bud, Budweiser, Budvar, Budejovičký, per le dispute sulla proprietà del nome con l’omonima azienda americana. Tuttavia mantiene lo stesso aspetto grafico e la stessa confezione dovunque, con la scritta “original czech” su sfondo rosso.

Prosit!

Prezzo €1,30 circa per 33 cl, alcool 7,6° – reperibilità: poco comune.

06
Ott
12

degustazioni – cognac camus napoleon

Iniziamo la serie delle degustazioni con un classico tra i cognac di fascia media, a larga diffusione: il Napoleon della Casa Camus.

La Casa Camus conta per la quinta delle quattro corazzate del settore, è una marca importante, a diffusione planetaria, tuttavia non così grande da non poter essere ancora gestita dalla famiglia originaria. Nata nel 1863 come consorzio di viticoltori sotto il nome di “la Grande Marque” a cui poi si è aggiunto il nome del fondatore, ha rischiato di scomparire dal mercato poichè era molto legata al commercio con l’impero russo zarista, andato in crisi con la rivoluzione sovietica;  negli anni ’60, ormai fuori dai grandi giochi, è stata risollevata grazie ad un felice accordo della famiglia con una coppia di imprenditori americani, fondatori della catena di duty-free DFS (ora in

Bottiglia di cognac Camus Napoleon

parte proprietà del gruppo LVMH, il quale controlla anche il marchio Hennessy) che assicurava la vendita dei loro prodotti prima in Oriente e poi in tutto il mondo. Ancora oggi la Camus basa una solida fetta del suo mercato in questo genere di negozi, e soprattutto nell’area asiatica.

Lo stile aziendale si connota con cognac pieni e rotondi, in cui le Borderies giocano un ruolo centrale; la stessa Casa possiede più di 150 ettari di vigna, e il maniero di famiglia, lo Chateau du Plessis, in questo cru, ma come in molte grandi aziende, la propria produzione copre appena una piccola percentuale del fabbisogno.

La gamma di cognac offerta è completa, dal semplice VS agli assemblages d’eccezione, passando per i cognac millesimati. Inoltre Camus offre alla clientela alcuni cognac mono-cru, in particolare delle Borderies e dell’isola di Ré, nei Bois Ordinaires, permettendo la conoscenza di distillati insoliti nel panorama delle Case maggiori. In parte ciò nasce da esigenze di marketing per differenziarsi dalle altre aziende, in parte dall’amore per il proprio territorio d’origine.

Il cognac Napoleon di cui parliamo è un classico della casa Camus, ancora oggi presentato nella bottiglia satinata di vetro scuro che tanto era di moda negli anni passati. L’indicazione Napoleon gioca sul riferimento al celebre condottiero (fino a pochi anni fa la confezione portava  un sigillo con una vistosa cifra N), tuttavia si tratta di un’indicazione tradizionale di invecchiamento: questa denominazione benché non sia ufficiale indica cognac di età intermedia tra un VSOP ed un XO. Oggi la Casa aggiunge “Rare Old”, che significa lo stesso, Rare essendo una denominazione sinonimo di VSOP. Il suo invecchiamento minimo legale è di 6 anni: non è dato sapere altro dalla descrizione del prodotto. Sembra si tratti di un complesso assemblage fatto da dozzine di cognac di vari crus.

Questo cognac è facilmente reperibile, ad un prezzo intorno a 70 euro (2012).

SCHEDA DI DEGUSTAZIONE ( vedi pagina degustazioni per i criteri di valutazione)

Denominazione: Camus Napoleon – Rare Old

Produttore: Camus – Cognac

Tipo di produttore: Négociant – grande maison

Cru: Assemblage primi 5 crus     Qualità: Napoleon      Particolarità:  –

Gradazione: 40°            Invecchiamento: > 6 anni        Vitigni:

Prezzo: € 70 circa (2012)

Note gustative: colore ambrato; ricco aroma fruttato, con note di agrumi e di quercia, poco alcolico; gusto suadente e vellutato, che non mantiene le promesse di ricchezza del naso; eccessivamente dolce per l’età (generosamente zuccherato?); retrogusto discretamente persistente. Emergono molto le Borderies del blend. Tipico cognac costruito “vorrei (sembrare vecchio) ma non posso”, piacione e squilibrato. Non manca di qualità, ma se le fa pagare a prezzo elevato.

VALUTAZIONE SINTETICA

Aroma                                   

1.  Fruttato / vinosità: 4

2.  Aroma di legno (quercia): 4

3.  Alcolicità: 4    (1= prevalente  6= minima)

Gusto

1.  Astringenza: 4   (1= prevalente  6= minima)

2.  Dolcezza: 6

3.  Rancio: 2

4.  Ricchezza: 2

5.  Corpo (pienezza): 2

Retrogusto (lunghezza): 3

Equilibrio aroma/gusto: 2

Giudizio complessivo:    33 / 60

Voti: 1= assente 2= scarso 3= mediocre 4= buono 5= molto buono 6= ottimo

© 2012 il farmacista goloso (riproduzione riservata)




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